Dall'inizio del 2025, il morbillo ha provocato in Messico oltre 17.000 contagi confermati e almeno 40 morti. Il bilancio è quattro volte superiore a quello registrato negli Stati Uniti, dove l'epidemia originatasi a Seminole, in Texas, ha causato oltre 760 infezioni e tre decessi.
Come è partita l'epidemia
Tutto è cominciato quando un bambino di nove anni, non vaccinato, ha accompagnato i genitori a trovare dei parenti a Seminole, in Texas, all'inizio del 2025. Al ritorno in Messico ha sviluppato febbre alta e il tipico rash cutaneo del morbillo.
Nel giro di poche settimane così tanti compagni di scuola si erano ammalati che l'istituto ha dovuto chiudere. Il virus si è diffuso rapidamente tra gli studenti della scuola, dove un terzo dei 240 alunni si è ammalato. Nel giro di tre o quattro settimane, il contagio si è esteso a tutte le scuole della zona.
Le analisi genetiche effettuate su oltre cento campioni hanno confermato il medesimo ceppo virale, genotipo D8 e lignaggio MVs/Ontario.CAN/47.24, già rilevato in Canada nel 2024 e successivamente in Texas.
L'epidemia ha poi raggiunto la città di Chihuahua, diffondendosi tra i lavoratori agricoli stagionali, molti dei quali appartenenti a comunità indigene provenienti da villaggi remoti con bassi tassi di vaccinazione.
Nello Stato di Chihuahua, entro la fine del 2025, erano già stati registrati circa 4.500 casi e 21 decessi, 17 dei quali tra persone indigene. Tra le persone decedute, secondo quanto confermato dal Ministero della Salute messicano, figurano neonati e lavoratori agricoli di mezza età.
Perché il morbillo si diffonde così rapidamente
Il morbillo è una delle malattie più contagiose al mondo: una sola persona infetta può trasmettere il virus fino a 18 altre persone, e l'agente patogeno può restare sospeso nell'aria per due ore. Per impedire la circolazione del virus è necessario che almeno il 95% della popolazione abbia ricevuto due dosi del vaccino MPR contro morbillo, parotite e rosolia.
Gli epidemiologi sottolineano che il fattore determinante non è stato il singolo caso index, ma il progressivo declino della copertura vaccinale. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Vaccines, tra il 2006 e il 2024 il Messico ha accumulato un deficit del 25% nella somministrazione dei vaccini contro il morbillo.
In alcune aree del Chihuahua, nel 2024 solo circa due terzi dei bambini di un anno avevano ricevuto la prima dose raccomandata. La Paho ha avviato la procedura per rivedere lo status di eliminazione del morbillo negli Stati Uniti e in Messico, sulla base della persistenza della trasmissione.
La situazione in Italia
In Italia, secondo i dati dell'ISS, nel gennaio 2026 sono stati segnalati 84 casi di morbillo. Il dato segna un incremento rispetto ai 34 casi registrati nello stesso mese del 2025 e si inserisce in un trend di circolazione continuativa: 1.055 casi nel 2024 e 532 nel 2025.
La quasi totalità dei casi (96,4%) si concentra in sei Regioni: Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. L'età mediana è di 28 anni, ma l'incidenza più elevata si osserva nella fascia 0-4 anni. Al momento dell’infezione, il 90,9% dei pazienti risultava non vaccinato. Più di un terzo ha inoltre manifestato almeno una complicanza, soprattutto polmonite ed epatite.
Sul fronte delle coperture vaccinali, la copertura italiana per la prima dose nel 2026 si attesta al 94,77% a livello nazionale, ma quella per la seconda dose è ferma all'84,45%, e nessuna Regione raggiunge l'obiettivo del 95%. Il divario regionale è significativo: si va dal 94,3% dell'Umbria al 67,9% della Sicilia.
Uno studio coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione Bruno Kessler, pubblicato su The Lancet Infectious Diseases, stima che nel 2025 il 9,2% della popolazione italiana non possedesse alcuna protezione immunitaria contro il virus. La fascia più a rischio non è quella pediatrica, ma i giovani adulti tra i 20 e i 40 anni, cresciuti in un periodo in cui la vaccinazione non era ancora obbligatoria.
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Cosa raccomandano le autorità sanitarie
Il bollettino periodico dell'ISS ribadisce l'importanza di rafforzare la copertura vaccinale con il vaccino MPR, in particolare tra bambini e adolescenti non ancora immunizzati e tra gli operatori sanitari.
Chi non è certo di aver completato il ciclo vaccinale con due dosi può verificare il proprio stato presso il medico di famiglia o il servizio di igiene pubblica della propria ASL di riferimento
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità - Morbillo: quasi un italiano su 10 suscettibile al virus, 20-40enni il gruppo più a rischio
- The Lancet - Estimating measles susceptibility and transmission patterns in Italy: an epidemiological assessment
- Pan American Health Organization (PAHO) - Epidemiological Alert Measles in the Americas Region
- Vaccines - Nineteen-Year Evidence on Measles–Mumps–Rubella Immunization in Mexico: Programmatic Lessons and Policy Implications