Monitorare la fertilità con gli assorbenti: la nuova frontiera tech

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 10 Febbraio, 2026

Giovane donna che tira fuori l'assorbente mestruale dal cassetto in casa, primo piano

Un team di ricercatori dell'ETH di Zurigo ha sviluppato un sistema innovativo che trasforma il ciclo mestruale in uno strumento diagnostico, capace di misurare la "scorta" di ovociti in modo semplice e casalingo.

Ecco come questa tecnologia potrebbe cambiare l'approccio alla salute riproduttiva.

Dalla pandemia alla fertilità: la tecnologia

L'idea si basa su un principio simile ai tamponi COVID-19 o ai test di gravidanza: il test a flusso laterale.

Invece di analizzare la saliva o l'urina, questo dispositivo esamina il sangue mestruale alla ricerca dell'ormone antimulleriano (AMH).

Ecco come funziona:

  • il meccanismo: il test utilizza nanoparticelle d'oro e anticorpi specifici. Quando l'ormone è presente, si lega a queste molecole creando una linea colorata sulla striscia reattiva;

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  • lettura smart: per evitare errori di interpretazione, i ricercatori hanno affiancato al test un'app per smartphone che analizza l'intensità del colore e fornisce un dato preciso sui livelli ormonali. I risultati, infatti, possono essere quantificati tramite un algoritmo di machine learning per smartphone. Scattando una foto al test, l'app fornisce una valutazione semi-quantitativa precisa, rendendo il monitoraggio decentralizzato affidabile quanto un'analisi di laboratorio.

Perché l'AMH è così importante?

L'ormone antimulleriano è la "spia" della riserva ovarica, ecco come agisce:

  • alla nascita: una donna possiede tra i 300.000 e i 500.000 follicoli;
  • con il tempo: un numero che cala costantemente. Un livello basso di AMH segnala una riduzione della fertilità o l'avvicinarsi della menopausa.

Mentre oggi per conoscere questo valore serve un prelievo venoso, dato che richiede analisi del sangue invasive e infrastrutture cliniche specializzate, il nuovo metodo permetterebbe un monitoraggio passivo e costante mese dopo mese, direttamente integrato nei prodotti igienici femminili.

Vantaggi e dubbi dell’approccio

L'obiettivo degli scienziati svizzeri (il cui studio è attualmente in fase di pre-pubblicazione su medRxiv) è offrire uno strumento utile sia a chi cerca una gravidanza naturale, sia a chi affronta percorsi di procreazione assistita.

Ecco i punti di forza e i vantaggi:

  • natura non invasiva: elimina la necessità di aghi, prelievi venosi e lunghe attese per i referti, rendendo il controllo della fertilità un gesto quotidiano e privo di stress;
  • continuità nel monitoraggio: a differenza dei controlli clinici sporadici, permettendo alle donne di osservare in tempo reale come la propria riserva ovarica evolva mese dopo mese;
  • l'immediatezza del risultato offre un feedback istantaneo, ideale per chi sta pianificando una gravidanza o sta seguendo protocolli di procreazione assistita.

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Nonostante l'innovazione, la comunità scientifica solleva alcuni dubbi significativi: il primo riguarda la distinzione tra quantità e qualità, infatti l'ormone AMH è un eccellente indicatore del numero di ovociti rimasti, ma non fornisce alcuna informazione sulla loro salute o qualità genetica.


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Esiste poi un tema di necessità clinica: alcuni esperti si chiedono se un test "fai-da-te" ricorrente sia davvero preferibile a un singolo esame del sangue professionale, che rimane lo standard per precisione. Infine, il test deve ancora completare il suo percorso di validazione scientifica, essendo attualmente in una fase di pre-pubblicazione.

Fonti:

medRxiv - At Home Detection of Ovarian Health Biomarker in Menstruation Blood

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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