Un team di ricercatori dell'ETH di Zurigo ha sviluppato un sistema innovativo che trasforma il ciclo mestruale in uno strumento diagnostico, capace di misurare la "scorta" di ovociti in modo semplice e casalingo.
Ecco come questa tecnologia potrebbe cambiare l'approccio alla salute riproduttiva.
Dalla pandemia alla fertilità: la tecnologia
L'idea si basa su un principio simile ai tamponi COVID-19 o ai test di gravidanza: il test a flusso laterale.
Invece di analizzare la saliva o l'urina, questo dispositivo esamina il sangue mestruale alla ricerca dell'ormone antimulleriano (AMH).
Ecco come funziona:
- il meccanismo: il test utilizza nanoparticelle d'oro e anticorpi specifici. Quando l'ormone è presente, si lega a queste molecole creando una linea colorata sulla striscia reattiva;
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- lettura smart: per evitare errori di interpretazione, i ricercatori hanno affiancato al test un'app per smartphone che analizza l'intensità del colore e fornisce un dato preciso sui livelli ormonali. I risultati, infatti, possono essere quantificati tramite un algoritmo di machine learning per smartphone. Scattando una foto al test, l'app fornisce una valutazione semi-quantitativa precisa, rendendo il monitoraggio decentralizzato affidabile quanto un'analisi di laboratorio.
Perché l'AMH è così importante?
L'ormone antimulleriano è la "spia" della riserva ovarica, ecco come agisce:
- alla nascita: una donna possiede tra i 300.000 e i 500.000 follicoli;
- con il tempo: un numero che cala costantemente. Un livello basso di AMH segnala una riduzione della fertilità o l'avvicinarsi della menopausa.
Mentre oggi per conoscere questo valore serve un prelievo venoso, dato che richiede analisi del sangue invasive e infrastrutture cliniche specializzate, il nuovo metodo permetterebbe un monitoraggio passivo e costante mese dopo mese, direttamente integrato nei prodotti igienici femminili.
Vantaggi e dubbi dell’approccio
L'obiettivo degli scienziati svizzeri (il cui studio è attualmente in fase di pre-pubblicazione su medRxiv) è offrire uno strumento utile sia a chi cerca una gravidanza naturale, sia a chi affronta percorsi di procreazione assistita.
Ecco i punti di forza e i vantaggi:
- natura non invasiva: elimina la necessità di aghi, prelievi venosi e lunghe attese per i referti, rendendo il controllo della fertilità un gesto quotidiano e privo di stress;
- continuità nel monitoraggio: a differenza dei controlli clinici sporadici, permettendo alle donne di osservare in tempo reale come la propria riserva ovarica evolva mese dopo mese;
- l'immediatezza del risultato offre un feedback istantaneo, ideale per chi sta pianificando una gravidanza o sta seguendo protocolli di procreazione assistita.
Nonostante l'innovazione, la comunità scientifica solleva alcuni dubbi significativi: il primo riguarda la distinzione tra quantità e qualità, infatti l'ormone AMH è un eccellente indicatore del numero di ovociti rimasti, ma non fornisce alcuna informazione sulla loro salute o qualità genetica.
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Esiste poi un tema di necessità clinica: alcuni esperti si chiedono se un test "fai-da-te" ricorrente sia davvero preferibile a un singolo esame del sangue professionale, che rimane lo standard per precisione. Infine, il test deve ancora completare il suo percorso di validazione scientifica, essendo attualmente in una fase di pre-pubblicazione.
Fonti:
medRxiv - At Home Detection of Ovarian Health Biomarker in Menstruation Blood