L’allarme per la mixomatosi nelle lepri si allarga anche alla provincia di Ferrara. Al momento sono 17 gli esemplari morti considerati sospetti, anche se manca ancora la conferma definitiva degli esami di laboratorio. A fare il punto è stato Edmondo Cirelli, presidente provinciale della Federcaccia di Ferrara, spiegando che si attendono gli esiti ufficiali dell’Istituto zooprofilattico per stabilire se gli animali siano effettivamente deceduti a causa del virus.
La preoccupazione nasce dal fatto che, nelle ultime settimane, la malattia è stata segnalata anche in altre aree del Nord Italia. I primi casi sono stati rilevati nelle province di Padova e Venezia, per poi comparire anche nel Rovigotto e ora nel Ferrarese. Il quadro viene seguito dalle autorità sanitarie e dagli enti coinvolti nella gestione della fauna selvatica, mentre si valuta quali misure adottare nel caso in cui la positività venga confermata.
Il nuovo ceppo può colpire anche le lepri
La mixomatosi è storicamente associata soprattutto ai conigli, ma l’elemento che rende questa situazione più delicata è la presenza di un ceppo ricombinante del virus, indicato come ha-Myxovirus o Toledo-Myxv, che sarebbe in grado di infettare anche le lepri.
Per l’Italia si tratta di una situazione considerata nuova, perché questa forma del virus è stata rilevata nel Paese per la prima volta. Le lepri erano già state interessate sporadicamente dalla malattia, ma la comparsa di una variante capace di infettarle in maniera più efficace ha acceso l’attenzione degli operatori sul territorio.
Proprio per questo le morti osservate a Ferrara vengono trattate con cautela e devono essere confermate dagli esami ufficiali. Fino a quel momento non è possibile attribuire con certezza tutti i decessi alla mixomatosi.
Si valuta lo stop alla caccia alla lepre
Tra le misure che potrebbero essere adottate c’è anche una sospensione della caccia alla lepre nella provincia di Ferrara.
Gianfranco Tomasoni, presidente del centro degli ATC, gli Ambiti territoriali di caccia di Ferrara e provincia, aveva già annunciato nei giorni precedenti che erano in corso contatti con Azienda Usl e Regione Emilia-Romagna per verificare la possibilità di fermare temporaneamente l’attività venatoria.
La decisione dipenderà però dall’evoluzione del quadro e soprattutto dagli esiti diagnostici. Una volta ottenute le conferme, potrà essere convocata una riunione per definire le misure più appropriate.
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Anche Gaetano Trevisi, direttore dell’Unità operativa complessa di Sanità Animale dell’Azienda Usl di Ferrara, ha spiegato che potrebbero arrivare a breve disposizioni ministeriali specifiche per la gestione della malattia.
Per ora la priorità è confermare i casi
La situazione resta quindi in fase di accertamento. I 17 esemplari morti rappresentano al momento una serie di casi sospetti e non un bilancio già confermato di animali uccisi dalla mixomatosi.
L’attenzione delle autorità sanitarie e degli operatori faunistici resta però alta per due motivi: da una parte la diffusione geografica già osservata tra Veneto ed Emilia-Romagna, dall’altra la presenza di un ceppo virale capace di interessare anche le lepri.
Le prossime decisioni dipenderanno dai risultati dell’Istituto zooprofilattico e dalle eventuali indicazioni nazionali. Se la presenza del virus verrà confermata, potranno essere adottate misure specifiche per contenere la diffusione e ridurre ulteriori rischi per la popolazione di lepri selvatiche della zona.
Fonte:
IZSLER - Mixomatosi: il virus mutato che colpisce le lepri arriva anche in Italia