Miopia pediatrica: perché è importante seguirne l’evoluzione nel tempo

Dr. Filippo Confalonieri
Revisionato da Dr. Filippo Confalonieri — Oculista
A cura di Redazione
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Data articolo – 25 Settembre, 2026

Un bambino con occhiali che fa una visita oculistica

Quando un bambino è miope, il problema non riguarda soltanto quanto vede oggi. Durante l’infanzia e l’adolescenza, infatti, è importante verificare anche se la miopia sta progredendo nel tempo, con quale velocità e monitorarla  attraverso controlli oculistici periodici.

La miopia non è sempre uguale

Gli occhiali tradizionali correggono la miopia e permettono al bambino di vedere nitidamente. Tuttavia, la correzione di oggi rappresenta soltanto una fotografia della situazione in quel momento.

Due bambini possono avere, per esempio, una miopia di -2 diottrie alla stessa età e seguire percorsi evolutivi molto diversi: in uno il difetto refrattivo può rimanere pressoché stabile per anni, mentre nell’altro può aumentare progressivamente durante la crescita. Per questo, controlli periodici sono importanti per seguire nel tempo l’andamento della miopia di ciascun bambino.

La miopia è spesso legata alla forma e alla lunghezza dell'occhio. Quando il bulbo oculare si allunga eccessivamente lungo il suo asse antero-posteriore, i raggi luminosi tendono a focalizzarsi davanti alla retina anziché direttamente su di essa. Il risultato è una visione sfocata da lontano.

Per questo, seguire la miopia non significa soltanto cambiare gli occhiali quando la correzione non è più sufficiente. Significa anche osservare come la miopia cambia nel tempo.

Un singolo controllo della vista descrive la situazione visiva del bambino in quel momento. I controlli eseguiti nel tempo aiutano a capire come sta evolvendo la sua miopia.

Una meta-analisi pubblicata da Brien A. Holden e colleghi su Ophthalmology nel 2016, basata su 145 studi e 2,1 milioni di partecipanti, stimava che 1,406 miliardi di persone nel mondo fossero affette da miopia nel 2000 e che questo numero possa raggiungere 4,758 miliardi entro il 2050. Lo studio stima inoltre che la miopia elevata possa interessare 938 milioni di persone nel 2050. 

Cosa significa progressione della miopia

Per progressione si intende il peggioramento della miopia nel tempo. Nei bambini può verificarsi durante gli anni in cui l'occhio è ancora in fase di sviluppo, ma velocità e andamento non sono uguali per tutti.

Per questo l'entità della miopia non è l'unico elemento da considerare. È importante anche capire quanto la miopia sia peggiroata rispetto alla visita precedente.

Il confronto può riguardare la refrazione, cioè la misurazione delle diottrie necessarie per correggere la vista. In alcuni percorsi clinici può essere valutata anche la lunghezza assiale dell'occhio, ovvero la distanza tra la parte anteriore e quella posteriore del bulbo oculare. Si tratta di un parametro utile per monitorare nel tempo una delle principali modificazioni strutturali associate alla progressione della miopia.

Perché conta la velocità con cui peggiora

Sapere che la miopia è aumentata non basta. Occorre anche considerare in quanto tempo è avvenuta la progressione.

Un aumento osservato nell’arco di diversi anni può avere un significato diverso rispetto a incrementi osservati in periodi più brevi. La velocità di progressione può quindi aiutare l'oculista a stabilire la frequenza dei controlli e a valutare se sia opportuno prendere in considerazione strategie specifiche per rallentarne l'evoluzione.

Non esiste, infatti, una velocità di progressione uguale per tutti. Età, familiarità, livello di miopia, caratteristiche individuali e fattori ambientali possono influenzare l’andamento della miopia e contribuire a orientare le decisioni di monitoraggio e gestione.

Anche per questo, la visita di controllo specialistica non dovrebbe essere considerato soltanto una verifica della necessità di cambiare gli occhiali. È un momento in cui lo specialista può confrontare i dati raccolti nel tempo e valutare l’andamento della miopia.

L’obiettivo è infatti riconoscere precocemente un’eventuale progressione che possa richiedere un monitoraggio più attento o ulteriori valutazioni.

Perché la miopia elevata merita attenzione

La miopia non comporta necessariamente complicanze oculari nel corso della vita. Tuttavia, quando raggiunge livelli elevati, il rischio di sviluppare alcune patologie oculari aumenta. 

Questo è legato anche alle modificazioni strutturali dell’occhio associate alla miopia elevata. Un occhio con miopia elevata tende infatti a essere più lungo del normale e alcune strutture oculari possono essere maggiormente esposte a cambiamenti nel tempo.


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Le evidenze scientifiche disponibili mostrano un'associazione tra il livello di miopia e il rischio di alcune condizioni oculari, tra cui maculopatia miopica, distacco di retina, cataratta e glaucoma, con un rischio maggiore nei livelli più elevati di miopia. 

Per questo, seguire l’evoluzione della miopia durante la crescita permette allo specialista di disporre di informazioni utili per monitorarne l’andamento e valutare eventuali fattori di rischio nel lungo termine.

Cosa significa rallentare la progressione

Rallentare la progressione non significa eliminare la miopia né rendere superflua la correzione ottica.

L'obiettivo è diverso: quando lo specialista lo ritiene opportuno, è possibile valutare strategie finalizzate a ridurre la velocità con cui la miopia peggiora nel tempo e, di conseguenza, limitarne l’entità finale.

La gestione della miopia comprende oggi diverse possibilità, tra cui strategie ottiche, comportamentali e farmacologiche, che hanno mostrato evidenze di efficacia nel rallentarne la progressione. La scelta delle strategie più appropriate viene valutata dallo specialista in base alle caratteristiche del singolo bambino.

Per i genitori, l’aspetto più importante non è sapere in anticipo quale percorso verrà consigliato, ma arrivare alla visita con una domanda importante: La miopia di mio figlio sta progredendo? Come sta evolvendo nel tempo?

Il ruolo dell'oculista nel seguire l'andamento

La valutazione dello specialista prende in considerazione diversi elementi, tra cui:

  • età e grado di miopia, che possono assumere un significato diverso nelle varie fasi della crescita; 
  • variazioni rispetto ai controlli precedenti, utili per ricostruire l'andamento della miopia nel tempo; 
  • familiarità, soprattutto in presenza di genitori o altri familiari con miopia elevata; 
  • misurazioni oculari, comprese, quando indicate, quelle della lunghezza assiale; 
  • abitudini quotidiane e fattori ambientali, che possono contribuire alla valutazione complessiva. 

Seguire la miopia significa, quindi, raccogliere dati nel tempo, confrontarli e interpretarli nel contesto delle caratteristiche del singolo bambino 

Cosa possono osservare i genitori

A casa non è possibile stabilire con precisione se la miopia stia progredendo. Alcuni segnali, tuttavia, possono suggerire la necessità di discuterne con lo specialista, soprattutto se si ripresentano tra un controllo e l'altro.

Per esempio:

  • la gradazione degli occhiali deve essere aggiornata con frequenza; 
  • dopo un periodo relativamente breve il bambino riferisce nuovamente una visione meno nitida; 
  • a scuola vengono segnalate difficoltà nel vedere ciò che è scritto alla lavagna; 
  • il bambino riferisce di vedere sfocato anche utilizzando gli occhiali prescritti; 
  • sono presenti casi di miopia elevata in famiglia, che possono rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo.

Questi elementi non consentono da soli di stabilire se la miopia stia progredendo, ma possono fornire informazioni utili da condividere con l’oculista durante la visita.

Le domande da fare all'oculista

Una visita può essere anche l'occasione per capire non soltanto quale sia la prescrizione corretta, ma anche come stia evolvendo la miopia.

Ecco alcune domande utili:

  • La miopia di mio/a figlio/a è stabile o sta peggiroando? 
  • Quanto è cambiata rispetto alla visita precedente? 
  • La velocità di progressione richiede un monitoraggio particolare? 
  • Ogni quanto è opportuno controllarne l'andamento? 
  • Ci sono fattori che possono favorire una progressione più rapida? 
  • Esistono strategie che potrebbero essere appropriate nel caso di mio/a figlio/a per rallentare la progressione? 
  • Come verrà monitorato nel tempo l’andamento della miopia? 

Sono domande semplici, ma aiutano a spostare l'attenzione dal singolo valore misurato in una visita all’evoluzione della miopia nel tempo.

Seguire la miopia significa guardare anche al futuro

Vedere bene oggi resta l’obiettivo della correzione ottica. Nella miopia pediatrica, però, l'attenzione non riguarda soltanto la qualità della visione, ma anche il monitoraggio della progressione della miopia nel tempo. 

Sapere se e quanto la miopia peggiora nel tempo offre allo specialista un'informazione diversa e complementare rispetto alla gradazione rilevata durante una singola visita. 

La gestione della miopia pediatrica è quindi un percorso nel tempo: controllare, confrontare, interpretare e, quando appropriato, valutare strategie che possano contribuire a rallentarne la progressione.

Perché, nella miopia pediatrica, correggere la visione è importante, ma seguirne l’evoluzione lo è altrettanto.

Bibliografia

  • Holden BA et al. Global Prevalence of Myopia and High Myopia and Temporal Trends from 2000 through 2050. Ophthalmology. 2016;123(5):1036-1042. DOI: 10.1016/j.ophtha.2016.01.006
  • Haarman AEG et al. The Complications of Myopia: A Review and Meta-Analysis. Investigative Ophthalmology & Visual Science. 2020;61(4):49. DOI: 10.1167/iovs.61.4.49

Ultimo aggiornamento – 24 Settembre, 2026

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