Liste d’attesa in Lombardia, la nuova mossa della Regione parte dalle ricette: cosa cambia per visite, esami e ricoveri

Dr. Christian Raddato
Revisionato da Dr. Christian Raddato — Medico Generale
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 16 Ottobre, 2026

medico di base parla con paziente in studio

Quando si parla di liste d’attesa, la risposta più immediata è aumentare le visite disponibili. La Regione Lombardia ha approvato il Piano regionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028, che recepisce quello nazionale e affianca all’offerta un secondo fronte: verificare che visite ed esami richiesti siano davvero coerenti con i bisogni clinici.

Perché non basta aumentare le visite

Secondo l’Istat, nel 2024 il 9,9% delle persone, circa 5,8 milioni, ha rinunciato a cure o controlli; la causa principale sono le liste d’attesa, indicate dal 6,8% della popolazione contro il 2,8% del 2019. Una quota in crescita, che chiama in causa l’accesso alle prestazioni.

L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha spiegato che la Regione sta lavorando anche sulla domanda, analizzando le prescrizioni, perché controlli ripetuti e non prioritari finiscono per rallentare il sistema. 

Il tema non è solo italiano. Il rapporto OCSE «Tackling Wasteful Spending on Health» rileva che una parte considerevole della spesa sanitaria contribuisce poco o nulla alla salute dei pazienti. Si parla di low-value care: prestazioni di scarso beneficio clinico che occupano posti in agenda.

Cosa prevede il Piano per visite ed esami

Il monitoraggio resta concentrato sulle prestazioni con più difficoltà di accesso: visite specialistiche, endoscopie, ecografie e diagnostica per immagini, comprese risonanze magnetiche e Tac. La programmazione distingue un’attività ordinaria da prestazioni aggiuntive, da attivare nel corso dell’anno in base alle necessità emerse. 

Sul fronte dell’appropriatezza, il Piano punta a verificare che visite ed esami siano coerenti con le necessità cliniche e con le classi di priorità assegnate, evitando prestazioni ripetute o non necessarie che congestionano le agende. A coordinare e verificare gli interventi continuerà a pensare la Cabina di regia regionale. Bertolaso ha anticipato anche un progetto per razionalizzare la gestione di esami e visite tra medici di famiglia e strutture ospedaliere.

Ricoveri: liste più affidabili e ospedali in rete

Gli ospedali pubblici e privati accreditati dovranno adottare criteri omogenei per inserire i pazienti nelle liste, attribuire le priorità, calcolare i tempi di attesa e proporre la data del ricovero. Previste anche procedure condivise per individuare duplicati, ricoveri già effettuati, decessi e posizioni non più valide, così da avere elenchi aggiornati. 

Dal 1° novembre 2026 l’indirizzo e-mail del paziente sarà obbligatorio per le nuove registrazioni e per gli aggiornamenti nel sistema regionale delle liste di ricovero. Servirà a comunicare durante l’attesa e a verificare la volontà di restare in lista. Per i casi meno complessi potrà essere valutato il ricovero negli ospedali più piccoli (spoke) collegati ai grandi centri (hub), per alleggerire questi ultimi. 


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Le tutele nazionali e i dubbi

Il Piano nazionale 2026-2028 è stato adottato con decreto del ministro della Salute del 26 giugno e pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 24 agosto. Prevede Cup unico, richiamo automatico, percorsi di tutela e più trasparenza. Chi non disdice una prenotazione rischia di dover pagare il ticket.

Restano alcune perplessità. Cittadinanzattiva apprezza le tutele ma segnala l’assenza di risorse aggiuntive. Anche le Regioni hanno richiamato la clausola di invarianza finanziaria e la necessità di verificare l’adeguatezza delle misure sull’appropriatezza prescrittiva. 

Cosa bisogna fare in pratica:

  • controllare che la ricetta riporti la classe di priorità e prenotare appena possibile.
  • disdire la prenotazione se non si può andare, così il posto torna disponibile.
  • in caso di peggioramento dei sintomi, rivolgersi al medico per una rivalutazione clinica.
  • per i ricoveri programmati, tenere aggiornato l’indirizzo e-mail dal 1° novembre.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è azzerare i tempi di attesa entro la fine dell’anno. Il monitoraggio dirà se la verifica delle richieste, insieme all’aumento dell’offerta, basterà a liberare le agende per chi ne ha più bisogno. 

Fonti

  • Regione Lombardia - Liste d'attesa, raggiunta l'intesa sul nuovo Piano Nazionale 2026-28
  • Istat - La rinuncia alle prestazioni sanitarie (pag.23)
  • Rapporto OCSE - Tackling Wasteful Spending on Health
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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