In molte docce si trovano salviette, spugne, loofah o spazzole da bagno. Sono oggetti comuni, usati per distribuire meglio il sapone e per avere la sensazione di una pulizia più profonda. Secondo alcuni dermatologi, però, non sono indispensabili. Anzi, per molte persone il modo migliore per lavare il corpo resta quello più semplice: usare le mani.
La dermatologa Lauren Taglia, della Northwestern Medicine Regional Medical Group in Illinois, ha spiegato che la maggior parte degli specialisti tenderebbe a preferire il lavaggio con le mani rispetto a salviette o loofah, almeno come raccomandazione generale. Anche Katie Lynam, professoressa assistente di dermatologia alla Medical University of South Carolina, consiglia questo metodo, pur precisando che non esiste un modo unico e assoluto per lavarsi correttamente.
Il punto non è demonizzare ogni strumento da bagno, ma capire quando può essere utile e quando, invece, rischia di irritare la pelle o aumentare alcuni problemi.
Perché le mani sono spesso la scelta più sicura
Le mani permettono di controllare meglio la pressione esercitata sulla pelle, sia quando si usa una saponetta sia quando si utilizza un detergente liquido. Se vengono lavate prima di detergere il corpo, riducono anche il rischio di trasferire batteri o altri microrganismi indesiderati.
Questo aspetto è particolarmente importante per chi ha la pelle sensibile. Secondo Lynam, lavarsi con le mani può aiutare a proteggere la barriera cutanea, cioè quella struttura superficiale che impedisce a sporco e agenti patogeni di penetrare nella pelle e, allo stesso tempo, aiuta a trattenere l’acqua al suo interno.
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Salviette e loofah, invece, possono creare un’esfoliazione eccessiva. In pratica, se usati troppo spesso o con troppa energia, possono alterare lo strato corneo, la parte più esterna della pelle.
Questo può diventare un problema soprattutto per chi soffre di eczema, psoriasi, pelle molto sensibile, pelle matura o per i bambini piccoli. In questi casi, i dermatologi tendono a suggerire una detersione più delicata, senza strumenti abrasivi.
Il problema di loofah e spugne poco lavate
Un altro punto riguarda l’igiene degli strumenti usati sotto la doccia. Le loofah, in particolare, vengono lavate raramente e possono trattenere batteri. Questo aumenta il rischio di irritazioni o infezioni, soprattutto nelle persone con una barriera cutanea già compromessa.
Taglia ha sottolineato che il problema riguarda anche chi è più incline a brufoli, acne, cisti o foruncoli. Se una loofah non viene pulita tra un utilizzo e l’altro, il consiglio è evitarla. In un ambiente caldo e umido come il bagno, infatti, questi oggetti possono diventare facilmente un luogo favorevole alla proliferazione batterica.
Questo non significa che chi usa una spugna svilupperà automaticamente problemi cutanei. Ma per la maggior parte delle persone, e soprattutto per chi ha già una pelle delicata o reattiva, le mani rappresentano una soluzione più prudente.
Quando la salvietta può essere utile
Le salviette da bagno non sono sempre da evitare. Possono essere utili in alcune situazioni specifiche, ad esempio quando bisogna rimuovere sporco più resistente, residui ostinati o impurità che non vengono via facilmente con il solo massaggio delle mani.
Possono inoltre offrire una leggera esfoliazione, utile quando sulla pelle si accumulano cellule morte. Questo accumulo può rendere la pelle ruvida o creare piccoli rilievi al tatto. In questi casi, una salvietta può aiutare, purché venga usata con moderazione.
Il problema nasce quando la salvietta viene utilizzata a ogni doccia e con troppa forza. Per proteggere la barriera cutanea, non dovrebbe diventare uno strumento quotidiano per tutti. Se si vuole esfoliare, Lynam ricorda che esistono anche prodotti a base di acido glicolico, acido lattico o acido salicilico, da usare però con cautela e in genere solo una o due volte alla settimana.
Più cautela, invece, con gli scrub fisici molto aggressivi, soprattutto quelli con granuli, perline o particelle ruvide. Secondo Lynam, questi prodotti possono danneggiare la barriera cutanea più facilmente.
Come lavare e conservare le salviette
Se si sceglie di usare una salvietta, l’igiene diventa fondamentale. Lynam consiglia di lavarla almeno una volta alla settimana, mentre alcuni esperti raccomandano il lavaggio quotidiano o dopo ogni utilizzo. Taglia rientra tra chi suggerisce di lavarla dopo ogni doccia.
Anche il modo in cui viene conservata conta. Non dovrebbe essere lasciata appallottolata in un angolo della doccia, perché l’umidità favorisce la crescita di batteri. Meglio appenderla e lasciarla asciugare completamente tra un utilizzo e l’altro.
Una salvietta sporca o sempre umida può finire per fare l’opposto di ciò che ci si aspetta: invece di aiutare la pulizia, può aumentare il rischio di irritazioni o infezioni cutanee.
Lavarsi con le mani non è una scorciatoia
Molte persone associano il lavaggio con le mani a una soluzione provvisoria, magari usata solo quando si è in viaggio o non si ha a disposizione una spugna. I dermatologi, però, ricordano che il principio è lo stesso del lavaggio delle mani: acqua e sapone, se usati correttamente, sono sufficienti per pulire.
Per la detersione quotidiana del corpo, nella maggior parte dei casi, le mani garantiscono una pulizia adeguata senza aggredire la pelle. È un metodo semplice, economico e meno rischioso per chi ha sensibilità cutanea o tende a sviluppare irritazioni.
In conclusione, salviette e loofah possono avere un ruolo, ma non sono necessarie per sentirsi davvero puliti. Per molte persone, soprattutto nella routine di tutti i giorni, il metodo più delicato resta anche quello più essenziale: lavarsi con le mani, usando un detergente adatto e senza esagerare con l’esfoliazione.
Fonti:
Huffpost - Here's What You Should Know If You Use Your Hands To Clean Your Body In The Shower