Il verme solitario: un pericoloso parassita

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Redazione
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Data articolo – 28 Marzo, 2017

tenia: le cause e i sintomi del verme solitario

Dr.ssa Monica Cesarini, specialista in gastroenterologia. 


Avete mai sentito parlare di verme solitario? A volte forse anche con ironia, pensando a qualcuno con un appetito notevole. Ma vediamo insieme alla dr.ssa Monica Cesarini di cosa si tratta e perché non è il caso di sottovalutare il disturbo.

Come avviene il contagio da verme solitario?

La tenia solium, comunemente detta verme solitario, viene espulsa con le feci degli animali infetti e rilascia sul terreno le uova che possono sopravvivere molto a lungo. Queste, se ingerite dall’ospite (di solito suino), le uova si schiudono e ne fuoriesce l’embrione. Questo penetra nella mucosa intestinale, passa in circolo e si localizza nei muscoli.

Se la carne di suino viene consumata cruda o poco cotta, la tenia può infettare l’uomo fissandosi nell’intestino, dove si nutre del contenuto intestinale. La salatura, l’affumicatura e la refrigerazione a 4°C della carne non uccidono la tenia.

Quali sono i sintomi del verme solitario?

La teniasi può dare luogo a disturbi intestinali più o meno sfumati, tipo dolenzia periombelicale, alterazione del gusto, alitosi, scialorrea, difficoltà digestive, qualche irregolarità dell’alvo.

Tipicamente l’infezione da tenia è associata a bulimia, dal momento che questa parassita assimila circa il 5% dei cibi ingeriti dall’uomo e sottrae soprattutto vitamine, causando una fame insolita nel paziente, che tuttavia non riesce a sfamare nonostante l’aumento dell’introito di cibo.

Come si debella questo parassita?

La terapia si fonda sulla somministrazione di niclosamide, farmaco non assorbitile e ben tollerato, che agisce bloccando la motilità delle tenie e la loro adesione.

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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