Il verme che preoccupa gli esperti: un parassita potenzialmente letale si sta diffondendo negli Stati Uniti

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 12 Giugno, 2026

parassita

Un gruppo dell'Università di Washington ha individuato il parassita Echinococcus multilocularis in una popolazione di coyote dell'area di Puget Sound, nello Stato di Washington. Lo studio ha analizzato 100 esemplari e ha rilevato la presenza del verme nel 37% degli animali esaminati, una percentuale che ha sorpreso gli stessi ricercatori.

Si tratta della prima identificazione del parassita in un ospite selvatico lungo la costa occidentale continentale degli Stati Uniti. Fino a pochi anni fa, infatti, questa specie era considerata rara in Nord America, ma negli ultimi 15 anni la sua presenza è aumentata in Canada e in diverse regioni statunitensi.

Come si trasmette il parassita

Il ciclo vitale di Echinococcus multilocularis coinvolge diversi animali. I coyote, le volpi e altri canidi ospitano il verme adulto nell'intestino e rilasciano le uova attraverso le feci senza manifestare sintomi.

I roditori ingeriscono accidentalmente queste uova e sviluppano cisti nel fegato. Quando un coyote si nutre di un roditore infetto, il ciclo ricomincia.

Anche cani domestici e esseri umani possono infettarsi accidentalmente ingerendo uova presenti nell'ambiente o su alimenti contaminati. In questi casi il parassita può provocare l'echinococcosi alveolare, una malattia caratterizzata dalla formazione di lesioni nel fegato che possono comportarsi in modo simile a un tumore maligno.

Una malattia difficile da individuare

Uno degli aspetti più problematici dell'infezione è la sua lentezza. I sintomi possono comparire anche dopo cinque, dieci o quindici anni dall'esposizione al parassita. Quando vengono diagnosticate, le lesioni possono già aver raggiunto dimensioni importanti o coinvolto altri organi.

Senza trattamento, l'infezione può risultare fatale. Non a caso l'Organizzazione Mondiale della Sanità inserisce questa patologia tra le principali malattie tropicali trascurate e la considera una delle più importanti infezioni trasmesse dagli alimenti a livello globale.

Qual è il rischio per cani e persone

Nonostante l'elevata presenza del parassita nei coyote, gli esperti sottolineano che il rischio per la popolazione generale rimane relativamente basso. Negli Stati Uniti i casi umani sono ancora molto rari e, al momento, non risultano infezioni segnalate lungo la costa occidentale.

Per i proprietari di cani, tuttavia, è consigliabile adottare alcune precauzioni. Gli specialisti raccomandano di evitare che gli animali caccino roditori o entrino in contatto con le loro carcasse, oltre a mantenere regolari controlli veterinari e programmi di prevenzione antiparassitaria.


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Gli esperti invitano alla sorveglianza

Le analisi genetiche indicano che il ceppo individuato appartiene a una variante europea considerata più contagiosa rispetto a quella storicamente presente in alcune zone dell'Alaska. 

Questa variante genetica (prevalentemente riconducibile al ceppo europeo N1) mostra un'elevata aggressività biologica, distruggendo progressivamente l'architettura vascolare ed ematobiliare intraepatica. Tale comportamento rende spesso la resezione chirurgica radicale d'organo estremamente complessa, richiedendo protocolli di terapia farmacologica a lungo termine o a vita con benzimidazolici (albendazolo).

Gli scienziati non sanno ancora con certezza come il parassita sia arrivato e si sia diffuso nel continente, ma ritengono fondamentale intensificare il monitoraggio della fauna selvatica.

La scoperta conferma che Echinococcus multilocularis è ormai stabilmente presente nel Pacifico nord-occidentale e che la sorveglianza sanitaria sarà essenziale per comprendere meglio la sua evoluzione nei prossimi anni.

Fonti

ScienceDaily - The deadly tapeworm spreading across America has reached the Pacific Northwest

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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