I giovani adulti potrebbero invecchiare più velocemente delle generazioni precedenti

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 28 Giugno, 2026

uomo anziano e uomo adulto

I giovani adulti di oggi potrebbero essere biologicamente più “vecchi” rispetto alle generazioni precedenti quando avevano la stessa età. È quanto emerge da un nuovo studio che ha analizzato diversi marcatori del sangue per stimare il ritmo dell’invecchiamento biologico, cioè lo stato reale dell’organismo al di là degli anni indicati sui documenti.

Questo non significa che le nuove generazioni siano destinate a sviluppare fragilità precoci in modo inevitabile. Il dato, però, può aiutare a comprendere un fenomeno che negli ultimi anni sta attirando l’attenzione della ricerca: l’aumento di alcuni tumori a esordio precoce, tra cui quelli del polmone, dell’utero e del tratto gastrointestinale.

Il cancro è spesso associato all’età perché, con il passare degli anni, nelle cellule possono accumularsi danni genetici capaci di alterare i normali processi di crescita e divisione. Se però alcuni segnali biologici di invecchiamento compaiono prima, questo potrebbe contribuire a spiegare perché determinate diagnosi stiano aumentando anche sotto i 55 anni.

Lo studio su Regno Unito e Stati Uniti

Il gruppo guidato da Yin Cao, epidemiologa molecolare della Washington University School of Medicine di St. Louis, ha analizzato tre generazioni di adulti attraverso due grandi banche dati.

Nel Regno Unito sono stati studiati i marcatori del sangue di 154.169 adulti della UK Biobank, confrontando persone nate nei primi anni Cinquanta con individui nati tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Negli Stati Uniti, invece, sono stati analizzati i dati di 10.262 adulti del programma All of Us, nati negli anni Sessanta o negli anni Novanta.

La misura principale usata nello studio è chiamata PhenoAge, un indicatore dell’invecchiamento biologico basato sull’età cronologica e su nove biomarcatori del sangue, tra cui CRP, glucosio, creatinina, albumina e globuli bianchi. Con questi dati, i ricercatori hanno calcolato un punteggio chiamato age gap, utile a stimare se una persona appaia biologicamente più giovane o più vecchia rispetto alla sua età reale.

Le generazioni più recenti mostrano un divario maggiore

Il confronto tra generazioni ha mostrato differenze nette. Nel Regno Unito, le persone nate tra il 1965 e il 1974 avevano un age gap standardizzato definito da PhenoAge più alto del 23% rispetto a quelle nate tra il 1950 e il 1954.

Negli Stati Uniti la differenza era ancora più marcata: la coorte nata tra il 1990 e il 1999 mostrava un age gap standardizzato più alto del 92% rispetto alle persone nate tra il 1965 e il 1969.

In sostanza, le coorti più giovani apparivano biologicamente più avanzate rispetto alle generazioni precedenti alla stessa età anagrafica. Lo studio non identifica una singola causa, ma suggerisce che fattori legati all’ambiente moderno, allo stile di vita o ad altre esposizioni possano lasciare una traccia misurabile sull’organismo.

Il legame con i tumori prima dei 55 anni

I ricercatori hanno poi verificato se questi punteggi fossero collegati al rischio di cancro. È emerso che le persone con un age gap più alto avevano maggiori probabilità di sviluppare tumori prima dei 55 anni, soprattutto a carico del polmone, dell’apparato digerente e dell’utero.

Per ogni aumento di una deviazione standard nel punteggio di age gap, il rischio di tumori solidi a esordio precoce cresceva dell’8%. L’associazione più forte riguardava il cancro del polmone, con un aumento del rischio pari al 57%.

Il dato è rimasto significativo anche dopo aver considerato altri fattori, come fumo, obesità, lunghezza dei telomeri e predisposizione genetica. Questo suggerisce che l’invecchiamento biologico possa cogliere una parte del rischio non spiegata completamente dai fattori tradizionali.

Non esiste un solo tipo di invecchiamento

Lo studio ha mostrato anche che forme diverse di invecchiamento biologico possono essere associate a rischi diversi. Il cancro del polmone a esordio precoce, per esempio, risultava più collegato all’invecchiamento del sistema immunitario, valutato anche attraverso analisi delle proteine. L’invecchiamento del tessuto adiposo, invece, appariva più legato al rischio di cancro colorettale precoce.

Questo dettaglio è importante perché suggerisce che l’invecchiamento non proceda allo stesso modo in tutti i tessuti. Organi e sistemi biologici possono seguire traiettorie diverse, e proprio queste differenze potrebbero aiutare a capire perché alcune persone sviluppano certi tumori in giovane età.

Verso una prevenzione più mirata

Secondo Cao, l’obiettivo finale è capire come gli ambienti moderni influenzino la biologia dell’organismo e contribuiscano al rischio di cancro. Se fosse possibile individuare le persone più esposte quando sono ancora sane, si potrebbero rafforzare prevenzione e diagnosi precoce nei gruppi che ne trarrebbero maggiore beneficio.

Lo studio non dimostra da solo un rapporto diretto di causa-effetto e non offre una spiegazione definitiva all’aumento dei tumori giovanili. Indica però una direzione importante: per capire perché alcune malattie sembrano comparire prima rispetto al passato, non basta guardare l’età anagrafica. Bisogna osservare anche quella biologica.

Il quadro resta complesso e probabilmente coinvolge dieta, sedentarietà, obesità, inquinamento, sonno, stress, microbioma e altri fattori. Ma i dati pubblicati su Nature Medicine aggiungono un tassello rilevante: le generazioni più giovani potrebbero portare nel corpo segnali di invecchiamento accelerato, e capire perché sta accadendo potrebbe diventare una priorità per la prevenzione.

Fonti

  • ScienceAlert - Younger Adults May Be Aging Faster Than Previous Generations
  • Nature Medicine - Biological aging and generational shifts in early-onset cancer risk

Ultimo aggiornamento – 24 Giugno, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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