Glaucoma: fattori di rischio, diagnosi precoce e prevenzione. Ne parliamo con il medico

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 11 Marzo, 2026

medico di medicina generale

Non sempre le malattie oculari si manifestano con sintomi evidenti. Alcune, come il glaucoma, possono progredire lentamente e senza segnali chiari, riducendo nel tempo il campo visivo e causando un danno irreversibile al nervo ottico. Proprio per questo viene spesso definito una patologia “silenziosa”.

Informazione, prevenzione e controlli regolari diventano quindi strumenti fondamentali per proteggere la salute degli occhi, soprattutto per chi presenta fattori di rischio come la familiarità o alcune condizioni croniche.

Per approfondire questi aspetti e capire quale ruolo può avere anche il medico di famiglia nell’individuazione precoce della malattia, abbiamo intervistato il Dr. Raddato, medico di medicina generale.

Ecco le domande che gli abbiamo posto:

Che cos’è il glaucoma e perché viene spesso definito una malattia “silenziosa”?

Il glaucoma è un gruppo di patologie oculari che provocano un danno progressivo e irreversibile al nervo ottico, la struttura che trasmette le informazioni visive dall’occhio al cervello. 

Nella maggior parte dei casi è associato a un aumento della pressione intraoculare, dovuto a un’alterazione nel deflusso dell’umore acqueo. Viene spesso definito una malattia “silenziosa” perché, soprattutto nelle fasi iniziali, non provoca dolore né sintomi evidenti. 

Molte persone continuano a vedere bene nella zona centrale del campo visivo, mentre la visione periferica si riduce lentamente senza che se ne accorgano. 


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Proprio questa progressione graduale fa sì che la malattia venga spesso scoperta quando è già in uno stadio avanzato, quando il danno al nervo ottico è ormai significativo e non recuperabile. Per questo motivo i controlli oculistici periodici e la prevenzione sono fondamentali.

Quanto incide la familiarità nello sviluppo del glaucoma e cosa dovrebbe fare chi ha un parente affetto da questa patologia?

La familiarità rappresenta uno dei principali fattori di rischio per il glaucoma. Avere un genitore, un fratello o un nonno affetto da questa malattia aumenta in modo significativo la probabilità di svilupparla, in alcuni casi anche di 4–10 volte rispetto alla popolazione generale. 

Questo perché molte forme di glaucoma hanno una componente genetica. Chi ha parenti di primo grado con questa patologia dovrebbe quindi sottoporsi a controlli oculistici regolari e più frequenti, iniziando anche prima dei 40 anni. 

Gli esami più utili includono la misurazione della pressione intraoculare, la valutazione del nervo ottico, l’esame del campo visivo e l’OCT, che permette di analizzare in modo dettagliato le fibre del nervo ottico. 

La diagnosi precoce è fondamentale: individuare la malattia nelle fasi iniziali consente infatti di gestirla meglio e di rallentarne la progressione.

Esistono abitudini o stili di vita che possono influire sulla salute del nervo ottico o sul rischio di sviluppare glaucoma?

Certamente, ci sono alcune abitudini quotidiane che possono contribuire al benessere del nervo ottico. Ad esempio, svolgere regolarmente attività fisica aiuta a mantenere più stabile la pressione intraoculare, favorendo una buona microcircolazione. 

Anche un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura - e quindi di antiossidanti - può sostenere la salute delle cellule nervose, anche se non esistono prove definitive che possa prevenire il glaucoma. È inoltre importante utilizzare con cautela i corticosteroidi e sempre sotto controllo medico, perché un loro uso prolungato può aumentare la pressione intraoculare. 

Il fumo di sigaretta, per i suoi effetti sulla circolazione sanguigna, può rappresentare un ulteriore fattore negativo. Infine, mantenere sotto controllo patologie come ipertensione, diabete o disturbi vascolari è essenziale per proteggere anche la salute del nervo ottico.


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Qual è il ruolo del medico di medicina generale nella prevenzione e nell’intercettazione precoce del glaucoma?

Il medico di medicina generale può avere un ruolo molto importante nella prevenzione del glaucoma. Essendo spesso il primo punto di riferimento per il paziente e conoscendo la sua storia clinica e familiare, può individuare con maggiore facilità i fattori di rischio e consigliare controlli specialistici quando necessario.

 Il medico di famiglia può, ad esempio, identificare pazienti con familiarità per glaucoma, persone con ipertensione o soggetti che assumono corticosteroidi per lunghi periodi, in maniera più semplice e diretta rispetto allo specialista. 

Allo stesso tempo, può svolgere un’importante attività di educazione sanitaria, informando i pazienti sulla natura “silenziosa” della malattia e sull’importanza di sottoporsi a visite oculistiche periodiche, soprattutto dopo i 40 anni. 

In conclusione, attraverso l’attenzione alle comorbidità e il coordinamento con lo specialista oculista, il medico di medicina generale contribuisce in modo concreto alla diagnosi precoce e alla tutela della salute visiva.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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