Fentanyl, cos’è davvero e perché negli USA fa così paura

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 09 Luglio, 2026

Fentanyl

Il fentanyl è un oppioide sintetico, cioè una sostanza prodotta in laboratorio che agisce sui recettori oppioidi dell’organismo. Il suo effetto principale è una forte riduzione della percezione del dolore, accompagnata da sedazione e da altri effetti tipici di questa classe di farmaci.

La caratteristica che lo distingue è soprattutto la potenza. Le autorità sanitarie italiane lo descrivono come un analgesico da circa 50 a 100 volte più potente della morfina. Questo non significa che sia automaticamente un farmaco “cattivo” o inutilizzabile: in medicina la dose viene calcolata con precisione e il trattamento avviene secondo indicazioni specifiche. Il problema nasce quando viene assunto senza controllo, in quantità imprevedibili o senza sapere che è presente in una sostanza acquistata illegalmente.

Come gli altri oppioidi, infatti, il fentanyl può rallentare la respirazione. In caso di overdose la depressione respiratoria può diventare rapidamente fatale.

A cosa serve in medicina

Il fentanyl è nato e continua a essere utilizzato come farmaco analgesico e anestesiologico. Può essere impiegato durante alcune procedure chirurgiche e nell’anestesia, oppure per controllare forme di dolore molto intenso.

Esistono diverse formulazioni. In ambito clinico può essere somministrato per via iniettabile, mentre per alcuni pazienti con dolore severo e persistente sono disponibili formulazioni transdermiche, come i cerotti, che rilasciano gradualmente il principio attivo attraverso la pelle.

Altri medicinali a base di fentanyl vengono utilizzati in situazioni selezionate, per esempio nel dolore episodico intenso nei pazienti oncologici già in trattamento con oppioidi. Non è quindi un normale antidolorifico da assumere autonomamente per un mal di testa o un dolore occasionale.

Il fentanyl si usa anche in Italia?

Sì. Il fentanyl viene utilizzato legalmente anche in Italia e sono disponibili medicinali autorizzati che contengono questo principio attivo. Il suo impiego riguarda soprattutto l’anestesiologia e il trattamento di alcune forme di dolore grave, compreso il dolore cronico in pazienti accuratamente selezionati.

La presenza del farmaco negli ospedali e nelle terapie del dolore non deve però essere confusa con il fenomeno del fentanyl illecito. Sono due contesti molto diversi: da una parte c’è un medicinale prodotto con dosaggi controllati e utilizzato secondo prescrizioni precise; dall’altra ci sono polveri e compresse clandestine dalla composizione spesso incerta.

Proprio per il rischio di abuso e dipendenza, il fentanyl è sottoposto a controlli rigorosi. In Italia il Governo ha inoltre adottato un Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici.

Perché negli Stati Uniti è diventato un’emergenza

La crisi più grave riguarda il fentanyl prodotto illegalmente, che ha trasformato il mercato delle droghe negli Stati Uniti e più in generale in Nord America.

Il problema è che la sostanza può essere venduta direttamente, pressata in compresse contraffatte oppure mescolata ad altre droghe. Una persona può quindi assumere fentanyl senza esserne pienamente consapevole. Piccole differenze nella quantità presente in una polvere o in una pillola possono cambiare radicalmente il rischio di overdose.

Negli Stati Uniti gli oppioidi sintetici, soprattutto il fentanyl illecito e i suoi analoghi, hanno avuto un ruolo centrale nella cosiddetta terza ondata dell’epidemia di overdose. Il bilancio complessivo delle morti per droga ha iniziato a diminuire negli ultimi anni, ma il fentanyl clandestino continua a rappresentare un problema sanitario enorme.

Dove si usa di più

Per l’uso medico, il fentanyl è disponibile in molti Paesi e non è una sostanza esclusivamente americana. Viene impiegato nei sistemi sanitari europei, compreso quello italiano, e in numerose altre parti del mondo.

La situazione cambia completamente quando si parla di mercato illegale. La crisi più ampia e documentata si è sviluppata soprattutto negli Stati Uniti e in Nord America, dove il fentanyl prodotto clandestinamente ha penetrato profondamente l’offerta di droghe.

In Europa il quadro è differente. Gli oppioidi restano una delle principali cause di morte correlata alle droghe, ma il continente non ha finora vissuto una diffusione generalizzata del fentanyl paragonabile a quella statunitense. L’Agenzia europea sulle droghe segnala comunque una crescente preoccupazione per gli oppioidi sintetici ad altissima potenza, compresi nuovi composti come i nitazeni.

Alcune aree mostrano segnali più preoccupanti. In Bulgaria, per esempio, diversi indicatori recenti suggeriscono una maggiore disponibilità di fentanyl e nel periodo 2024-2025 la sostanza è stata associata a oltre 100 decessi correlati alle droghe.

Qual è la situazione in Italia

In Italia non si osserva, allo stato attuale, una crisi delle dimensioni di quella statunitense. Questo non significa però che il rischio sia ignorato.

Nel 2024 il Sistema nazionale di allerta rapida ha segnalato il ritrovamento di fentanyl come sostanza da taglio in una dose di eroina sequestrata nell’area di Perugia, un episodio indicato allora come il primo accertamento di questo tipo nel Paese. L’evento ha portato a rafforzare il monitoraggio.

Il punto centrale è quindi distinguere due realtà. Il fentanyl farmaceutico è uno strumento terapeutico importante, utilizzato anche in Italia per pazienti che ne hanno bisogno. Il fentanyl clandestino, invece, è una sostanza estremamente rischiosa proprio perché dosaggio, purezza e composizione possono essere imprevedibili.

È questa seconda forma ad aver trasformato il fentanyl in uno dei simboli della crisi delle overdose negli Stati Uniti e ad aver spinto anche l’Europa a prepararsi contro una possibile espansione degli oppioidi sintetici più potenti.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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