Epatite A in aumento: 24 casi nel Lazio, cosa sta succedendo davvero e quali sono i rischi

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Alessandra Familari

Data articolo – 24 Marzo, 2026

Test per l'epatite A in aumento.

Un nuovo cluster di epatite A accende l’attenzione sanitaria nel Lazio. In provincia di Latina sono stati segnalati 24 casi in pochi giorni, con l’attivazione immediata di una task force per contenere la diffusione del virus. 

Ma cosa sappiamo davvero e quali sono i rischi per la popolazione?

Ecco tutti i sintomi cui prestare attenzione e i dettagli della diffusione.

Epatite A nel Lazio: tutto quello che c'è da sapere

Negli ultimi giorni si è registrato un incremento di casi di epatite A nella provincia di Latina. Secondo quanto comunicato dalla ASL, i contagi sono 24 e risultano distribuiti in diversi comuni, tra cui Aprilia, Fondi, Formia, Latina e Terracina.

Attualmente sono 6 i pazienti ricoverati, tutti in condizioni stabili e seguiti in reparti ordinari.

Per fronteggiare la situazione, la ASL ha attivato una task force multidisciplinare che coinvolge diversi servizi sanitari, tra cui il Dipartimento di Prevenzione, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e l’Unità di Malattie Infettive. 

Il coordinamento avviene in collaborazione con il sistema regionale di sorveglianza e con le autorità sanitarie del Lazio.

Controlli nei locali e prevenzione: le misure attuate

Le autorità sanitarie hanno avviato controlli mirati su ristoranti e punti vendita alimentari, con l’obiettivo di individuare eventuali fonti di contagio e interrompere la catena di trasmissione.

Parallelamente, sono state diffuse indicazioni operative a scuole e Comuni, oltre che ai medici di base e ai pediatri, chiamati a sensibilizzare la popolazione sulle corrette misure igieniche.

In particolare, viene raccomandato di:

  • lavare accuratamente le mani, soprattutto prima di mangiare e dopo l’uso dei servizi igienici; 
  • consumare solo alimenti ben lavati; 
  • evitare cibi crudi o poco cotti, in particolare prodotti di origine ittica. La cottura sicura dei molluschi richiede il raggiungimento di 85-90°C per almeno 2 minuti (le valve devono aprirsi completamente e proseguire la cottura);
  • prestare attenzione alla provenienza degli alimenti. 

Diffusione dell’epatite A anche a Latina: colpa dei molluschi?

Tra le ipotesi al vaglio delle autorità sanitarie c’è quella di una possibile correlazione con il consumo di molluschi bivalvi, spesso associati a focolai di epatite A quando contaminati.

Per questo motivo, la Regione Lazio sta valutando l’attivazione di un piano straordinario di monitoraggio degli allevamenti di molluschi, con controlli lungo tutta la filiera.

L’obiettivo è rafforzare la sicurezza alimentare e prevenire ulteriori casi, intervenendo tempestivamente su eventuali criticità.

Sintomi e rischi dell’epatite A

L’epatite A è un’infezione virale che colpisce il fegato e si trasmette principalmente per via oro-fecale, spesso attraverso alimenti o acqua contaminati.


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Ma quando compaiono i sintomi dell’epatite A e quali sono? I sintomi possono comparire dopo alcune settimane dal contagio e includono:

  • affaticamento intenso; 
  • nausea e vomito; 
  • dolore addominale; 
  • febbre; 
  • urine scure; 
  • ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi). 

Nella maggior parte dei casi la malattia tende a non diventare cronica e si risolve spontaneamente, ma può risultare più severa negli adulti e nelle persone con patologie epatiche preesistenti.

Il rischio principale oltre ad essere individuale, diventa anche collettivo: la facilità di trasmissione può favorire la comparsa di focolai, soprattutto in contesti dove le condizioni igieniche o alimentari non sono ottimali.

Epatite A in Italia: l’attenzione è alta

Al momento, le autorità sanitarie riportano che non si tratta di un’emergenza diffusa, ma, comunque, di una situazione sotto stretta osservazione.

Il monitoraggio costante, i controlli sul territorio e la collaborazione tra istituzioni  sono gli strumenti fondamentali utili a contenere la diffusione del virus.

Il periodo di incubazione è lungo (15-50 giorni), per questo motivo i controlli nei locali possono avvenire anche a distanza di settimane dal possibile contagio originale.

Si rivela necessario per i cittadini osservare corrette abitudini igieniche e prestare attenzione alla sicurezza degli alimenti e alle informazioni per limitare il rischio di contagio. 


Fonti:

AGI - Epatite A, 24 casi in provincia di Latina: attivata task force della Asl

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