Disturbi mentali gravi, il rischio nascosto: fino a 20 anni di vita in meno

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 22 Settembre, 2026

ragazza triste guarda il cellulare sul divano

Chi convive con un disturbo psichiatrico grave, come schizofrenia, disturbo bipolare o depressione maggiore, può avere un'aspettativa di vita inferiore di 15-20 anni rispetto al resto della popolazione. 

A richiamare l'attenzione sul problema è un'analisi dei dati del servizio sanitario inglese condotta dall'associazione Rethink Mental Illness, che ha preso in esame gli adulti sotto i 75 anni seguiti dai servizi specialistici di salute mentale. 

Il dato più significativo, però, non riguarda la mente: riguarda il corpo. I dati mostrano differenze particolarmente marcate nella mortalità per cause fisiche: il rischio risulta 6,3 volte maggiore per le malattie del fegato, 6 volte per quelle respiratorie, quasi 4 volte per le patologie cardiovascolari e più che doppio per i tumori

Considerando tutte le cause, inoltre, la probabilità di morire prima dei 75 anni è quasi cinque volte superiore rispetto alle persone non seguite dai servizi specialistici di salute mentale.

Perché le malattie fisiche vengono scoperte troppo tardi

Il fenomeno ha anche un nome tecnico: "diagnostic overshadowing", ovvero la tendenza ad attribuire sintomi fisici, per esempio un dolore al petto, un affaticamento persistente o un calo di peso, al quadro psichiatrico già noto, con il rischio che gli accertamenti necessari vengano ritardati o non effettuati. 

A questo si sommano fattori concreti che aumentano il rischio: condizioni socioeconomiche più fragili, tassi di fumo più alti, l'aumento di peso legato ad alcuni farmaci psichiatrici, la sedentarietà e un percorso di cura spesso frammentato tra più specialisti che comunicano poco tra loro.

Il quadro non riguarda solo il Regno Unito

I numeri italiani ed europei confermano una tendenza simile. Uno studio pubblicato su Psychiatry Research, condotto su oltre 137mila persone seguite dai servizi di salute mentale dell'Emilia-Romagna, ha rilevato una mortalità complessiva circa doppia rispetto alla popolazione generale. Malattie cardiovascolari, respiratorie e tumori figuravano tra le principali cause dell'eccesso di mortalità.

Un'ampia analisi europea che ha incluso quasi 4,9 milioni di persone con disturbi mentali gravi tra il 2004 e il 2023, registrando oltre 560mila decessi, ha calcolato una mortalità complessiva 2,6 volte superiore. 

Lo studio ha individuato importanti eccessi di mortalità per diverse patologie fisiche: le malattie cardiovascolari pesavano soprattutto in termini assoluti, mentre quelle respiratorie mostravano alcune delle disparità relative maggiori. Già da tempo l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non trattare la salute mentale e quella fisica come due ambiti separati, indicando in linee guida dedicate come integrare i controlli fisici di routine nella presa in carico psichiatrica.


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Cosa cambia con controlli mirati

Secondo Rethink Mental Illness e l'Organizzazione Mondiale della Sanità, una quota importante di questa mortalità prematura è legata a condizioni fisiche prevenibili o trattabili. 

Le strategie indicate comprendono controlli periodici della salute fisica e accesso agli screening raccomandati per la popolazione generale, insieme al monitoraggio dei fattori di rischio cardiovascolare e metabolico, percorsi dedicati alla cessazione del fumo, monitoraggio del peso e del metabolismo nei pazienti in terapia con farmaci che favoriscono l'aumento ponderale e una maggiore integrazione tra medico di base, psichiatra e altri specialisti.

In Inghilterra, il governo ha annunciato l'apertura di 100 nuovi centri di salute mentale di comunità nell'ambito di un piano più ampio di riorganizzazione dei servizi, mentre in Italia società scientifiche come la Società Italiana di Psichiatria hanno richiamato la necessità di ridurre lo stigma, migliorare la formazione degli operatori e rafforzare l'integrazione tra assistenza psichiatrica e cure per la salute fisica.

In caso di pensieri suicidi o forte disagio psicologico, in Italia è possibile contattare

  • Telefono Amico Italia: 02 2327 2327 (tutti i giorni dalle 9:00 alle 24:00), anche via WhatsApp al 324 011 7252 o via mail dal sito telefonoamico.it
  • Samaritans Onlus: attivo tutti i giorni dalle 13:00 alle 22:00, numeri e chat sul sito samaritansonlus.org
  • Numero Europeo Armonizzato per la prevenzione del suicidio: 116 123
  • Emergenza immediata: 112

Fonti

  • Rethink Mental Illness - People living with severe mental health problems nearly five times as likely to die before 75, as new report calls for action on scandal of preventable early deaths
  • Psychiatry Research - Mortality in mental health patients of the Emilia-Romagna region of Italy: A registry-based study
  • PubMed - Cause-specific mortality due to physical illness in severe mental disorders in Europe: a population-based multi-country cohort study
  • Th Guardian - Early deaths are not inevitable’: report reveals why adults with severe mental illness die younger
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