Dieta keto e tumori: cosa emerge dal nuovo studio

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 16 Luglio, 2026

frutta e verdura

La dieta chetogenica è diventata negli ultimi anni uno dei regimi alimentari più discussi. Nata in ambito medico per aiutare a controllare alcune forme di epilessia, si basa su un principio preciso: pochi carboidrati, molti grassi e una quota proteica variabile, così da spingere l’organismo a produrre corpi chetonici e usare i grassi come fonte principale di energia.

Da lì, l’interesse si è allargato. La dieta keto è stata studiata per il dimagrimento, per alcune malattie neurologiche e anche per il possibile ruolo nel cancro. Alcune ricerche avevano suggerito effetti protettivi contro certi tumori, soprattutto nel colon. Altre, però, avevano già indicato che il rapporto tra dieta, metabolismo e crescita tumorale è molto meno lineare.

Un nuovo studio pubblicato su Nature aggiunge un tassello importante, e per certi versi controintuitivo: la stessa dieta chetogenica può avere effetti opposti in due aree vicine dell’apparato digerente.

Effetti opposti tra intestino tenue e colon

I ricercatori, guidati dal biologo e patologo Omer Yilmaz del MIT, hanno studiato topi geneticamente predisposti allo sviluppo di tumori intestinali. Gli animali sono stati alimentati con tre diversi regimi: una dieta chetogenica, una dieta standard di controllo e una dieta ad alto contenuto di grassi e calorie, usata comunemente nei modelli sperimentali per indurre obesità.

Il risultato è stato inatteso. Nei topi alimentati con dieta chetogenica, i tumori dell’intestino tenue sono aumentati, con una frequenza simile o persino superiore a quella osservata negli animali sottoposti alla dieta obesogenica. Questo è avvenuto nonostante i topi in chetogenica restassero magri.

Nel colon, invece, la dieta keto ha continuato a mostrare un effetto opposto, riducendo lo sviluppo tumorale, in linea con quanto osservato in alcune ricerche precedenti. Il dato centrale è proprio questo: non si può parlare di un effetto unico della dieta chetogenica sull’intestino. Lo stesso regime alimentare può comportarsi in modo diverso a seconda del tratto coinvolto.

I chetoni non sembrano essere i protagonisti

Per anni molti studi sulla dieta chetogenica si sono concentrati sui corpi chetonici, in particolare sul beta-idrossibutirrato, spesso indicato come possibile mediatore degli effetti benefici della keto.

In questo caso, però, i ricercatori hanno trovato qualcosa di diverso. Né l’aumento né la riduzione della produzione di chetoni sembravano modificare in modo decisivo la crescita dei tumori intestinali.

Secondo gli autori, gli effetti osservati non sarebbero guidati direttamente dai corpi chetonici, ma da come le cellule intestinali metabolizzano i grassi alimentari. In altre parole, la dieta e lo stato metabolico non sono sempre la stessa cosa: aumentare i chetoni non significa automaticamente riprodurre tutti gli effetti biologici di una dieta chetogenica.

Questo dettaglio è importante anche per distinguere la dieta keto dagli integratori di chetoni. Se il meccanismo dipende soprattutto dal metabolismo dei grassi, assumere chetoni dall’esterno potrebbe non avere gli stessi effetti, né positivi né negativi.

Il ruolo delle cellule staminali intestinali

Il meccanismo individuato riguarda la ossidazione degli acidi grassi, cioè il processo con cui le cellule usano i grassi per produrre energia. Nei topi studiati, questo processo ha attivato alcune proteine chiamate PPAR, coinvolte nella regolazione del metabolismo.

L’attivazione di questi segnali ha stimolato le cellule staminali intestinali a dividersi più rapidamente. Da un lato, questo può essere utile: più cellule staminali attive significano una maggiore capacità dell’intestino di ripararsi dopo un danno. Dall’altro lato, però, una maggiore attività staminale può aumentare anche la probabilità che alcune cellule prendano una traiettoria patologica e contribuiscano alla formazione di tumori.

È qui che il risultato diventa più complesso. Un meccanismo utile per la riparazione dei tessuti può diventare rischioso in un organismo già predisposto allo sviluppo tumorale.

Perché colon e intestino tenue reagiscono in modo diverso

Uno degli aspetti ancora aperti riguarda la differenza tra colon e intestino tenue. Sono due tratti vicini dell’apparato digerente, ma non funzionano nello stesso modo, non hanno lo stesso ambiente cellulare e non rispondono necessariamente agli stessi stimoli metabolici.

Nel modello studiato, la dieta chetogenica sembra favorire i tumori nell’intestino tenue e ridurli nel colon. I ricercatori non sanno ancora spiegare pienamente perché accada. È proprio questa la domanda su cui intendono lavorare.

Il dato, però, invita alla prudenza. Quando si parla di dieta e tumori, non basta dire che un regime alimentare “aiuta” o “fa male” in senso assoluto. Gli effetti possono dipendere dal tipo di tessuto, dal rischio individuale, dalla predisposizione genetica e dal contesto biologico in cui la dieta agisce.

Cosa significa per le persone

Lo studio non dimostra che la dieta chetogenica aumenti il rischio di tumore nell’uomo. Gli esperimenti sono stati condotti su topi geneticamente predisposti allo sviluppo di tumori intestinali. L’equivalente umano più vicino è la poliposi adenomatosa familiare, una rara condizione ereditaria che aumenta molto il rischio di tumori intestinali.

Per questo i risultati non vanno tradotti in un allarme generale per chi segue una dieta keto. Allo stesso tempo, non possono nemmeno essere ignorati, perché suggeriscono che l’effetto della dieta chetogenica sul cancro sia più sfumato di quanto si pensasse.

Il messaggio più corretto è che servono altri studi per capire se gli stessi meccanismi osservati nei topi siano presenti anche negli esseri umani, e in quali gruppi di persone possano avere un peso clinico reale.

Una pista nuova, non una sentenza sulla keto

La ricerca mette in discussione un’idea molto diffusa: che i benefici o i rischi della dieta chetogenica dipendano soprattutto dai chetoni. In questo modello, invece, i chetoni sembrano più spettatori che protagonisti. Il centro della scena è occupato dai grassi alimentari, dal modo in cui le cellule li bruciano e dalla risposta delle cellule staminali intestinali.

Per chi ha patologie, familiarità importante o condizioni gastrointestinali particolari, ogni regime alimentare molto restrittivo dovrebbe essere valutato con un medico o un nutrizionista. 

Fonti

Nature - Ketogenic diet mediates intestinal tumorigenesis through lipids not ketones

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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