L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo non mostra ancora segnali di stabilizzazione. Il nuovo rapporto governativo descrive un quadro in rapida evoluzione: dall’inizio dell’emergenza, dichiarata il 15 maggio, sono stati registrati 1.759 casi nelle province orientali di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, mentre il numero dei decessi ha raggiunto quota 600.
Ora l’attenzione si sposta anche su una nuova area del Paese. A Kisangani, capoluogo della provincia di Tshopo e una delle maggiori città congolesi, sono emersi due casi sospetti con test positivi ancora sottoposti alle verifiche di conferma. Proprio per questo non sono stati ancora inclusi nel conteggio ufficiale dei 1.759 casi.
La possibile comparsa del virus in una provincia finora non compresa tra quelle ufficialmente colpite rappresenta un elemento particolarmente delicato, soprattutto per le dimensioni e il ruolo di Kisangani nei movimenti della popolazione.
Uno dei casi non avrebbe collegamenti geografici chiari
Secondo il rapporto sulla situazione epidemiologica, uno dei due casi rilevati a Kisangani è collegato alla zona sanitaria di Niania, nell’Ituri, dove erano stati segnalati i primi casi dell’epidemia. Il secondo, invece, al momento non sembra presentare un chiaro legame geografico con le aree già note di trasmissione, al di là della presenza nella stessa città.
È questo uno degli aspetti che richiedono maggiore attenzione. In attesa delle analisi definitive, le squadre sanitarie hanno già iniziato a rafforzare la sorveglianza epidemiologica, il tracciamento dei contatti e le altre misure di contenimento.
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Le autorità stavano inoltre seguendo possibili esposizioni in Tshopo e Haut-Uele, due province che fino a quel momento non risultavano ufficialmente coinvolte nell’epidemia.
51 nuovi casi e 20 morti in sole 24 ore
La velocità con cui il quadro sta cambiando emerge anche dai dati dell’ultimo aggiornamento: nelle precedenti 24 ore sono stati documentati 51 nuovi casi e 20 nuovi decessi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato che l’epidemia si trova ancora in una fase di espansione. Tra i fattori che possono favorire la trasmissione c’è la forte mobilità della popolazione, con persone che si spostano tra province e centri urbani anche durante la fase in cui l’infezione può circolare. Questo rende più complesso ricostruire tutte le catene di contagio e intervenire rapidamente sui contatti delle persone infette.
Perché il possibile arrivo a Kisangani preoccupa
Kisangani è uno dei principali centri urbani della Repubblica Democratica del Congo. La comparsa di casi sospetti in una città di grandi dimensioni impone quindi misure rapide, anche prima della conferma definitiva.
Il tracciamento dei contatti è uno dei punti centrali della risposta. L’obiettivo è identificare chi possa aver avuto un’esposizione a persone infette, controllarne le condizioni di salute e interrompere eventuali nuove catene di trasmissione.
Nel caso dei due test positivi, le autorità stanno ancora procedendo con le analisi di conferma. Solo dopo questa validazione i casi potranno eventualmente entrare nel bilancio ufficiale dell’epidemia.
Un’emergenza iniziata il 15 maggio
Il focolaio è stato dichiarato ufficialmente il 15 maggio 2026 e si è concentrato inizialmente nell’est del Paese. Da allora i numeri sono aumentati rapidamente, coinvolgendo Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu.
Il nuovo bilancio di 1.759 persone infettate e 600 morti mostra quanto la situazione resti grave. La possibile estensione a Tshopo aggiunge ora un ulteriore elemento di incertezza, soprattutto perché uno dei casi sospetti di Kisangani non presenta ancora un collegamento geografico evidente con le zone già colpite.
Per il momento, quindi, la parola chiave resta sorveglianza. Le autorità stanno intensificando il controllo dei contatti e le misure di contenimento mentre attendono la conferma dei nuovi casi. Il quadro può cambiare rapidamente e, secondo le valutazioni disponibili, l’epidemia non ha ancora raggiunto una fase di stabilizzazione.
Fonti:
Reuters - New Congo province has suspected Ebola case as deaths hit 600, report says