Un piano dimagrante che associa dieta ipocalorica, antidepressivi e ansiolitici, sta alimentando il dibattito pubblico e medico in queste ore.
Il caso nasce da una visita specialistica effettuata in un centro sanitario italiano, al termine della quale alla paziente è stato consegnato un programma alimentare accompagnato da una vera e propria terapia farmacologica.
Ma di cosa si tratta?
Nel protocollo figurano antidepressivi, ansiolitici, un diuretico e un preparato galenico contenente ormoni tiroidei. Farmaci che non hanno studi sull'uso per terapia di perdita di peso, ma idonei a patologie specifiche.
Si tratta di una combinazione che solleva interrogativi capitali: è appropriato utilizzare questi farmaci con finalità dimagranti? E quali sono i potenziali rischi per la salute?
Vediamo cosa dice la scienza.
Il caso shock: dieta, psicofarmaci e ormoni insieme
Il regime alimentare proposto rientra negli schemi tradizionali delle diete ipocaloriche: porzioni controllate; prevalenza di verdure; proteine magre; quantità moderate di carboidrati.
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A colpire è però l’integrazione sistematica con farmaci attivi sul sistema nervoso e sul metabolismo.
Tra i medicinali indicati compaiono:
- fluoxetina, antidepressivo della classe SSRI;
- alprazolam, ansiolitico appartenente alle benzodiazepine;
- un farmaco diuretico;
- un preparato galenico a base di ormoni tiroidei.
L’obiettivo dichiarato sarebbe favorire il calo ponderale agendo su fame, ansia e velocità del metabolismo. Tuttavia, l’impiego di questi farmaci in assenza di specifiche diagnosi cliniche apre un tema di appropriatezza prescrittiva. E potrebbe rivelarsi oltremodo rischioso per la salute.
Psicofarmaci e peso corporeo: cosa dice la medicina
Antidepressivi e ansiolitici sono medicinali indicati per disturbi dell’umore, ansia clinica e condizioni psichiatriche diagnosticate. Non sono farmaci dimagranti.
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L’uso con finalità di perdita di peso comporta criticità rilevanti. Vediamo quali:
- effetti variabili sull’appetito, talvolta opposti;
- possibile aumento di peso con alcune molecole;
- rischio di dipendenza e tolleranza per le benzodiazepine;
- effetti collaterali neurologici e cognitivi;
- necessità di sospensione graduale sotto controllo medico.
Le indicazioni ufficiali richiedono che questi medicinali vengano prescritti solo quando il beneficio clinico supera i rischi. L’Agenzia Italiana del Farmaco richiama regolarmente medici e pazienti all’uso responsabile e appropriato dei farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale.
Ormoni tiroidei: accelerare il metabolismo è una scorciatoia sicura?
Gli ormoni tiroidei sono terapie salvavita per chi soffre di ipotiroidismo, condizione in cui la tiroide non produce quantità sufficienti di ormoni.
Assumerli senza una patologia accertata può indurre uno stato simile all’ipertiroidismo farmacologico.
Sono molteplici i possibili effetti avversi. Vediamoli:
- tachicardia e aritmie cardiache;
- aumento della pressione arteriosa;
- perdita di massa muscolare;
- riduzione della densità ossea;
- alterazioni del sonno e irritabilità.
L’accelerazione artificiale del metabolismo, dunque, può tradursi in uno stress sistemico significativo, in particolare per il cuore.
Diuretici e falsa perdita di peso
I diuretici favoriscono l’eliminazione dei liquidi, ma non riducono la massa grassa. Il calo sulla bilancia riflette una perdita idrica temporanea.
Non si tratta di una "terapia" senza effetti collaterali, anzi.
Le conseguenze possibili sono:
- disidratazione;
- squilibri elettrolitici;
- crampi e debolezza;
- rapido recupero del peso perso.
Per questo motivo non rientrano nelle strategie terapeutiche per il dimagrimento.
Ma cosa dicono le evidenze scientifiche?
Le linee guida internazionali sull’obesità indicano che la terapia farmacologica per la perdita di peso è riservata a pazienti con obesità clinica o patologie metaboliche associate, e sempre all’interno di percorsi strutturati.
Una revisione pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology evidenzia che i farmaci approvati per l’obesità agiscono su meccanismi metabolici specifici e sono sottoposti a rigorosi studi di sicurezza, con monitoraggio continuo degli effetti avversi. L’uso di medicinali non indicati espone invece a rischi non giustificati da benefici dimostrati.
Anche l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che il trattamento del peso corporeo richiede interventi personalizzati e basati su prove scientifiche solide.
Dimagrire in sicurezza: il percorso corretto
Un approccio clinicamente appropriato prevede:
- valutazione medica completa;
- piano nutrizionale personalizzato;
- attività fisica adattata alla persona;
- supporto comportamentale;
- farmaci solo se indicati e sotto stretto controllo sanitario.
La tutela della salute passa da scelte informate e percorsi seguiti da professionisti qualificati, evitando scorciatoie che possono trasformarsi in rischi concreti.
Fonti:
Il resto del carlino - Dieta choc, ecco la ricetta: ansiolitici a colazione e “attenti a non sgarrare”