Ansia primaverile: perché colpisce di più le donne rispetto agli uomini?

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 06 Marzo, 2026

Una donna davanti alla finestra in primavera.

Con il passaggio di stagione, oltre ai fiori cominciano a nascere i sintomi dell’ansia primaverile.  Ma donne e uomini rispondono allo stesso modo?

Secondo le evidenze scientifiche, in molte condizioni legate a stress e umore emergono differenze di genere costanti, e anche l’adattamento ai cambiamenti stagionali può risentirne.

Si tratta di un passaggio stagionale che obbliga l’organismo a riadattare i propri ritmi biologici, producendo conseguenze psicofisiche negative, in particolare nella donna.

Ma quali sono i veri motivi dietro questa sensibilità psicofisica? Vediamo cosa risponde la ricerca.

Differenze biologiche: il ruolo degli ormoni

Una prima spiegazione riguarda la biologia. Gli ormoni sessuali femminili non influenzano solo la funzione riproduttiva, ma modulano anche i sistemi neurochimici che regolano emozioni e risposta allo stress.


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In particolare:

  • gli estrogeni influenzano i circuiti della serotonina e della dopamina, legati al tono dell’umore;
  • il progesterone interagisce con i meccanismi neurobiologici della risposta ansiosa;
  • l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, che regola il cortisolo, può reagire in modo differente nei due sessi.

Durante i cambi stagionali, quando l’organismo deve riassestare ritmi circadiani e assetti ormonali, queste differenze possono tradursi in una maggiore sensibilità femminile allo stress fisiologico.

I dati epidemiologici: ansia più frequente nelle donne

La letteratura internazionale mostra con coerenza che i disturbi d’ansia sono più diffusi nel sesso femminile. Le stime indicano che le donne presentano una probabilità significativamente maggiore di sviluppare sintomi ansiosi rispetto agli uomini nel corso della vita.


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Questa vulnerabilità deriva da un intreccio di fattori biologici, psicologici e sociali. Quando si verifica una fase di transizione come quella primaverile, una predisposizione già presente può amplificare la risposta emotiva ai cambiamenti ambientali.

Sonno e ritmi circadiani: una risposta diversa al cambio di stagione

Un altro elemento chiave riguarda il sonno. Le variazioni di luce tipiche della primavera influenzano il ritmo circadiano, l’orologio biologico che sincronizza il ciclo sonno-veglia.

Le ricerche indicano differenze di genere nella qualità del sonno e nella regolazione circadiana, con una maggiore prevalenza di insonnia riportata nelle donne. Poiché il sonno instabile aumenta la vulnerabilità emotiva, il cambio stagionale può avere un impatto più marcato laddove la regolazione del riposo è già fragile.

Lo studio: differenze di genere tra sonno, ritmi biologici e umore

Una review pubblicata su Sleep Medicine Reviews ha analizzato le differenze di genere nei meccanismi che regolano sonno, ritmi circadiani e disturbi dell’umore.

Gli autori evidenziano che uomini e donne presentano differenze fisiologiche nei sistemi che controllano l’alternanza sonno-veglia e nella risposta neurobiologica allo stress

Questi meccanismi influenzano la suscettibilità ai disturbi dell’umore e ai sintomi ansiosi, soprattutto nei periodi di transizione ambientale come il cambio di stagione.

Ansia primaverile maggiore nella donna: perché marzo può accentuare queste differenze

Nel mese di marzo si concentrano diversi fattori destabilizzanti. Vediamo quali:

  • aumento rapido delle ore di luce;
  • modifiche delle abitudini quotidiane;
  • avvicinarsi dell’ora legale;
  • riadattamento dei ritmi biologici.

Quando questi cambiamenti si innestano su differenze fisiologiche di genere già documentate, la percezione di agitazione e insonnia può risultare più intensa.

Un fenomeno fisiologico, non una fragilità

L’ansia primaverile non incarna una debolezza individuale legata alla mera sfera mentale ed emotiva, ma una risposta fisiologica dell’organismo ai cambiamenti ambientali.

Si rivela evidente come biologia, ormoni e ritmi circadiani influenzino diversamente uomini e donne, e tale consapevolezza aiuta a interpretare correttamente i segnali del corpo e a gestire con adeguatezza la transizione verso la nuova stagione.


Fonti:

Science Direct - Sex differences in sleep, circadian rhythms, and metabolism: Implications for precision medicine

 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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