E se il farmaco per il diabete più diffuso avesse effetti benefici ulteriori sulle donne?
La metformina rappresenta il farmaco più prescritto al mondo per il diabete di tipo 2 e incarna da anni un pilastro nel controllo della glicemia. Ma oltre all’effetto sul metabolismo degli zuccheri, nelle donne potrebbe offrire un beneficio aggiuntivo.
Un nuovo studio italiano suggerisce infatti che il trattamento è in grado di ridurre in modo significativo lo stress ossidativo, uno dei meccanismi biologici più coinvolti nelle complicanze del diabete, in particolare quelle cardiovascolari.
La ricerca, pubblicata sullo European Journal of Pharmacology e presentata dalla Società italiana Metabolismo, diabete e obesità, fornisce una delle prime evidenze cliniche di quello che sembra essere un effetto antiossidante sesso-specifico della metformina.
Ma cosa significa? E perché é importante?
Un effetto che supera il controllo della glicemia
Lo stress ossidativo è il risultato di uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità dell’organismo di neutralizzarli. Nel diabete di tipo 2 questo fenomeno è particolarmente rilevante perché contribuisce al danno dei vasi sanguigni, favorendo l’insorgenza di complicanze cardiovascolari come infarto e ictus.
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Secondo i ricercatori, la metformina non agirebbe solo sul controllo dei livelli di glucosio nel sangue, ma sarebbe in grado di modulare anche questi processi biologici. L’aspetto più interessante emerso dallo studio è che questo effetto appare molto più marcato nelle donne rispetto agli uomini.
Cosa ha osservato lo studio italiano
Lo studio pilota è stato condotto in Sardegna e ha coinvolto più centri universitari e clinici italiani. I ricercatori hanno arruolato 56 pazienti con diabete di tipo 2, uomini e donne in buon controllo metabolico, senza complicanze, non fumatori e con profili pressori e lipidici nella norma.
I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi:
- pazienti trattati con metformina;
- pazienti drug-naïve, che non assumevano il farmaco.
Nelle donne in terapia con metformina è stata osservata una riduzione del 38,9% della malondialdeide (Mda), un marcatore chiave dello stress ossidativo e della perossidazione lipidica. Negli uomini, al contrario, non sono emerse riduzioni significative dello stesso indicatore.
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Inoltre, nelle pazienti donne trattate con metformina è stata rilevata anche una profonda modifica del metabolismo energetico, con la riduzione di 23 acilcarnitine su 39 analizzate, mentre negli uomini i cambiamenti metabolici sono risultati molto più limitati.
Perché, dunque, questo risultato è di particolare rilevanza per le donne?
Il dato assume un valore clinico rilevante se si considera che le donne con diabete presentano un rischio cardiovascolare relativo più elevato rispetto agli uomini, pur ricevendo spesso terapie simili.
La possibilità che un farmaco già ampiamente utilizzato offra nelle donne una protezione aggiuntiva contro lo stress ossidativo apre nuove prospettive in termini di prevenzione.
Secondo gli autori, questi risultati rafforzano la necessità di integrare la medicina di genere nella pratica clinica quotidiana, superando l’idea che le terapie abbiano effetti identici indipendentemente dal sesso biologico.
Cosa cambia per chi assume metformina
I ricercatori precisano che lo studio non modifica le indicazioni terapeutiche attuali: la metformina resta un farmaco fondamentale sia per uomini che per donne con diabete di tipo 2. Tuttavia, i risultati aggiungono un tassello importante alla comprensione dei suoi effetti biologici.
In prospettiva, queste evidenze potrebbero contribuire a una maggiore personalizzazione delle cure, soprattutto per ridurre il rischio cardiovascolare nelle donne con diabete, uno degli ambiti in cui le disuguaglianze di genere in sanità sono ancora evidenti.
Fonti:
Ansa - L'antidiabetico più prescritto al mondo riduce lo stress ossidativo nelle donne