Diabete, in arrivo l’insulina per via orale?

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 26 Gennaio, 2026

Un'infermiera con guanti blu utilizza un pungidito per controllare la glicemia di un uomo anziano seduto a un tavolo

L’insulina è uno dei farmaci fondamentali per il trattamento del diabete, ma la sua somministrazione rimane una questione aperta: tradizionalmente, viene iniettata – si tratta, però, di un metodo efficace ma invasivo, che può ridurre l’aderenza al trattamento e la qualità della vita dei pazienti.

Sono, ormai, diverse le ricerche che esplorano strategie innovative per rendere possibile l’assunzione orale dell’insulina, cercando di superare le barriere naturali dell’apparato digerente: uno studio, pubblicato su Molecular Pharmaceutics, ha proposto un approccio promettente, utilizzando peptidi ciclici permeabili a livello intestinale.

Le difficoltà dell’insulina orale

Somministrare insulina per via orale è complesso: l’enzima digestivo tende a degradare le proteine e la barriera intestinale limita l’assorbimento nel sangue.

Per questo motivo, gran parte delle ricerche si è concentrata su sistemi in grado di proteggere l’insulina e favorirne il passaggio attraverso l’intestino tenue.

I ricercatori, dunque, hanno sviluppato peptidi ciclici con proprietà permeabili, in grado di trasportare l’insulina stabilizzata con zinco attraverso la barriera intestinale.

Questi agiscono come una sorta di “passaggio” sicuro, consentendo alla molecola di mantenere la sua integrità chimica e di raggiungere il flusso sanguigno – grazie alla forma esagonale dell’insulina, stabilizzata con zinco, che risulta particolarmente adatta a questa tecnologia perché mantiene la struttura necessaria alla sua efficacia glicemica.


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I peptidi ciclici interagiscono con le cellule dell’intestino tenue, favorendo un passaggio controllato dell’insulina. Questo processo riduce il rischio che la proteina venga degradata dagli enzimi digestivi, garantendo un assorbimento più consistente.

In modelli murini diabetici, il trattamento ha mostrato una riduzione significativa dei livelli di glicemia, dimostrando l’efficacia del metodo.

Il peptide D-DNP-V

Il team di ricerca ha trovato e analizzato due percorsi distinti per permettere all'insulina orale di superare la digestione dello stomaco e facilitare l'assorbimento nell'intestino:

  • nel primo, si utilizza una forma alternativa del peptide base chiamata D-DNP-V che è miscelata con esameri di insulina stabilizzati con zinco;
  • nel secondo, il peptide DNP è stato coniugato direttamente all'insulina.

In entrambi gli approcci, la somministrazione orale ha ridotto efficacemente i livelli di glicemia (fino a livelli normali) sia in topi diabetici che in modelli murini geneticamente modificati per esprimere carenza di insulina.

Un elemento particolarmente significativo di questa pillola sperimentale risiede nel fatto che la percentuale di farmaco che entra in circolo e risulta a disposizione dell'organismo (biodisponibilità farmacologica) è pari al 33/41% – rispetto al 100% percento dell'iniezione sottocutanea.Primo piano di un misuratore di glicemia che preleva una goccia di sangue dal dito di un bambino

Lo studio ha evidenziato diversi punti chiave:

  • assorbimento efficiente: l’insulina somministrata oralmente è stata assorbita in quantità misurabili nel sangue;
  • efficacia glicemica: i topi diabetici hanno mostrato un miglior controllo della glicemia dopo la somministrazione del composto;
  • sicurezza e stabilità: i peptidi ciclici hanno protetto l’insulina dalla degradazione enzimatica senza effetti collaterali osservabili nei modelli animali.

L’uso di peptidi ciclici permeabili per la somministrazione orale di insulina apre la strada a nuove terapie per il diabete, con vantaggi potenziali in termini di aderenza al trattamento e qualità della vita. Pur essendo ancora in fase sperimentale, questo approccio mostra come la combinazione di biotecnologia e chimica dei peptidi possa superare barriere biologiche complesse.

Il prossimo passo sarà tradurre questi risultati nei trial clinici umani, valutando sicurezza, dosaggio ottimale ed efficacia a lungo termine. Se confermati, i pazienti diabetici potrebbero beneficiare di una forma di insulina orale sicura ed efficace, riducendo l’impatto delle iniezioni quotidiane.

Fonti:

  • ACS PublicationsSmall Intestine-Permeable Cyclic Peptide-Based Technology Enables Efficient Oral Delivery and Glycemic Efficacy of Zinc-Stabilized Insulin Hexamer and Its Analogs in Diabetic Mice
  • EureKalert!Kumamoto University advances the realization of oral insulin using novel peptide technology
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