Diabete, screening gratuiti a Verona: date e controlli

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 03 Novembre, 2026

Un operatore sanitario con guanti bianchi rileva una goccia di sangue dal dito di un paziente utilizzando una striscia inserita in un glucometro digitale

La Giornata mondiale del diabete diventa anche quest’anno l’occasione per portare la prevenzione fuori dagli ambulatori e più vicino alle persone. A Verona il calendario delle iniziative coinvolge associazioni, istituzioni, professionisti sanitari e farmacie, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza su una patologia che continua a crescere e che, in molti casi, può restare a lungo senza una diagnosi. I

l programma è promosso dall’Associazione Diabetici di Verona insieme al sistema sanitario, agli enti locali e al Terzo settore e prevede giornate di screening gratuito, attività informative e momenti di approfondimento. Il punto centrale è semplice: intercettare prima possibile le persone a rischio, soprattutto quando la malattia non ha ancora dato segnali evidenti.

Gli screening gratuiti dell’8 e dell’11 novembre

Il primo appuntamento è previsto domenica 8 novembre in piazza Bra, dalle 9 alle 18. Durante la giornata sarà possibile effettuare gratuitamente la misurazione della glicemia e ricevere materiale informativo. Saranno presenti anche i cani allerta diabete e, tra le 10 e le 11.30, è in programma una dimostrazione aperta di camminata metabolica con trainer certificati. In serata la Gran Guardia sarà illuminata di blu, il colore associato alla Giornata mondiale del diabete.

La seconda giornata di screening si terrà mercoledì 11 novembre, dalle 8.30 alle 14, alla Casa della Salute di Santa Marta, presso la Casa del Capitano in via Cantarane 24. L’iniziativa sarà rivolta in particolare a dipendenti e studenti, ma si inserisce in un progetto più ampio che comprende anche controlli nelle farmacie di Verona e provincia e attività di divulgazione sul territorio.

L’obiettivo è costruire una rete di prevenzione più stabile, in grado di indirizzare verso ulteriori valutazioni chi presenta valori sospetti o fattori di rischio.

In Italia circa quattro milioni di persone hanno il diabete

I numeri spiegano perché il tema della diagnosi precoce continui a essere centrale. In Italia le persone con diabete sono circa quattro milioni, alle quali si aggiunge circa un altro milione di persone che avrebbe la malattia senza saperlo. Negli ultimi vent’anni, secondo i dati riportati, i casi sono raddoppiati.

Riccardo Bonadonna, direttore dell’Unità operativa complessa di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del metabolismo dell’Aoui di Verona, sottolinea soprattutto il ruolo della prevenzione primaria. Nel caso del diabete di tipo 2, il rischio è legato anche a fattori metabolici, eccesso di peso e stili di vita. Per questo diventano importanti sia le abitudini quotidiane sia l’individuazione delle condizioni di prediabete attraverso controlli come la glicemia e l’emoglobina glicata.

La situazione è diversa per il diabete di tipo 1, che è invece una patologia autoimmune. In questo caso gli screening degli autoanticorpi possono consentire di identificare alcune persone a rischio prima della comparsa dei sintomi e, in determinati casi, rendere possibile un intervento terapeutico capace di ritardare l’esordio clinico della malattia.

Il diabete di tipo 1 può comparire anche senza familiarità

Uno dei temi messi in evidenza riguarda proprio la diagnosi in età pediatrica e nei giovani. Michele Tessari, presidente dell’Associazione Giovani e Diabete Verona, richiama l’attenzione sul fatto che circa il 90% delle diagnosi avviene in persone senza familiarità nota e che una quota significativa dei casi di diabete di tipo 1 viene individuata dopo i 18 anni.

Questo rende meno utile affidarsi soltanto alla storia familiare come indicatore del rischio. Una delle criticità maggiori è rappresentata dalle diagnosi che arrivano quando è già comparsa una chetoacidosi diabetica, una complicanza potenzialmente grave che può essere evitata o ridotta attraverso un riconoscimento più tempestivo della malattia.


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Gli screening degli autoanticorpi, in questo contesto, possono aiutare a individuare persone nelle quali il processo autoimmune è già iniziato prima che compaiano i sintomi classici.

Sete intensa, molta urina e perdita di peso sono segnali da non ignorare

Sul diabete di tipo 1 interviene anche Claudio Maffeis, direttore dell’Unità operativa di Pediatria B dell’Aoui di Verona, che richiama l’attenzione sui sintomi più tipici. Sete intensa, minzione frequente e perdita di peso sono segnali che non dovrebbero essere sottovalutati, soprattutto nei bambini e nei ragazzi.

In Veneto il diabete interessa circa un bambino o ragazzo in età evolutiva ogni 650. Una diagnosi tempestiva è importante non solo per iniziare rapidamente la terapia, ma anche per ridurre il rischio di arrivare all’esordio con complicanze acute.

Negli ultimi anni, inoltre, la gestione quotidiana della malattia è cambiata grazie alla diffusione di tecnologie come sensori per il monitoraggio continuo della glicemia e microinfusori di insulina, strumenti che permettono un controllo più preciso e meno invasivo rispetto al passato.

Nei bambini preoccupano anche sovrappeso e obesità

Sul fronte del diabete di tipo 2, l’attenzione si sposta soprattutto sui fattori metabolici. In Veneto, secondo i dati riportati, il 9% dei bambini di dieci anni è obeso e il 21% presenta un eccesso ponderale.

Sono numeri che rendono particolarmente importante il lavoro di prevenzione già nell’infanzia. Il diabete di tipo 2 non compare infatti improvvisamente, ma può essere preceduto da alterazioni metaboliche che si sviluppano nel tempo e che possono essere influenzate da alimentazione, attività fisica e peso corporeo.

Proprio per questo gli esperti insistono sull’importanza degli stili di vita, senza però ridurre una malattia complessa a un solo fattore. Eccesso di peso, metabolismo e predisposizione individuale possono interagire e contribuire insieme al rischio.

Prevenzione e diagnosi precoce restano i punti centrali

Le iniziative organizzate a Verona puntano quindi su due livelli: da una parte offrire controlli semplici e accessibili, dall’altra aumentare la conoscenza dei segnali e dei fattori di rischio.

Come sottolineato dall’assessora alla Salute Elisa La Paglia, uno screening gratuito può rappresentare un’occasione per raggiungere anche persone che non si sottoporrebbero spontaneamente a un controllo e, quando necessario, indirizzarle verso valutazioni più approfondite.

Il coinvolgimento del Terzo settore viene considerato altrettanto importante. L’assessora alle Politiche sociali Luisa Ceni evidenzia infatti il ruolo delle associazioni nel creare occasioni di prevenzione e nel mantenere un collegamento costante tra cittadini, professionisti e servizi.

Un calendario pensato per intercettare chi ancora non sa di essere a rischio

Il significato delle iniziative legate alla Giornata mondiale del diabete va quindi oltre il singolo controllo della glicemia. Con milioni di persone già diagnosticate e circa un milione che potrebbe convivere con la malattia senza saperlo, la prevenzione punta soprattutto a individuare prima i segnali che meritano un approfondimento.

Gli appuntamenti dell’8 novembre in piazza Bra, dell’11 novembre a Santa Marta e il convegno previsto il 15 novembre a Sommacampagna rappresentano tappe diverse dello stesso percorso: informazione, screening e possibilità di orientare le persone verso controlli più specifici.

Per il diabete di tipo 2 l’attenzione resta concentrata soprattutto su prevenzione e fattori metabolici; per quello di tipo 1, invece, assumono sempre più rilievo diagnosi precoce e screening immunologici. Due malattie diverse, con meccanismi differenti, ma unite dalla stessa esigenza: arrivare alla diagnosi prima che compaiano complicanze evitabili.

Fonte:

Comune di Verona - Giornata mondiale del diabete

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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