Depressione, il rischio può diminuire con un’ora al giorno in meno di sedentarietà?

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 16 Febbraio, 2026

Un uomo sedentario davanti alla TV..

E se ridurre il tempo trascorso davanti alla televisione potresse avere un impatto concreto sulla salute mentale?

Un ampio studio olandese, pubblicato su European Psychiatry per conto della European Psychiatric Association, ha analizzato come sostituire anche solo un’ora al giorno di TV con attività più attive possa essere associato a una significativa riduzione del rischio di depressione maggiore.

La ricerca é stata coordinata da Rosa Palazuelos-González dell’Università di Groninga.

Vediamo cosa dice lo studio, e quali sono i metodi pratici e semplici per ridurre il rischio di depressione secondo i risultati emersi.

Depressione: un’ora in meno di televisione può fare la differenza?

Lo studio ha seguito oltre 65.000 adulti per quattro anni, analizzando il rapporto tra tempo sedentario e insorgenza di disturbi depressivi. Il dato centrale è chiaro: riorganizzare il tempo quotidiano può modificare la traiettoria del rischio.


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Secondo i risultati, sostituire 60 minuti al giorno di televisione con un’attività più attiva riduce il rischio di sviluppare una depressione maggiore dell’11%. L’effetto aumenta progressivamente con il tempo “recuperato” dalla sedentarietà:

  • 90 minuti al giorno sono associati a una riduzione del rischio del 26%;
  • due ore determinano un beneficio ancora più marcato, soprattutto in alcune fasce d’età.

Oltre al fatto di aggiungere più attività motoria all'interno della propria routine, il punto é quello di ma di interrompere un comportamento passivo prolungato. 

Restare seduti davanti a uno schermo per molte ore rappresenta un’abitudine che favorisce isolamento, inattività fisica e minore stimolazione ambientale. Sostituire quel tempo con attività dinamiche modifica l’equilibrio biologico e psicologico dell’organismo.


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Le attività considerate nello studio includono:

  • sport strutturato;
  • camminare o andare in bicicletta;
  • attività fisiche svolte al lavoro o a scuola;
  • hobby ricreativi dinamici;
  • sonno adeguato.

Al contrario, sostituire la televisione esclusivamente con faccende domestiche non ha mostrato benefici significativi, suggerendo che sia necessario uno stimolo più intenso o coinvolgente.

Depressione e sedentarietà: perché il movimento protegge dalla depressione

Dal punto di vista biologico, l’attività fisica:

  • migliora la circolazione cerebrale;
  • riduce l’infiammazione sistemica e contribuisce alla regolazione dei principali neurotrasmettitori coinvolti nell’umore, come serotonina ed endorfine;
  • favorisce un miglioramento del ritmo sonno-veglia e una più efficace gestione dello stress.

Tuttavia, l’elemento chiave non è soltanto l’aumentare del movimento, ma la riduzione della passività prolungata. La televisione rappresenta un comportamento sedentario a bassa stimolazione, spesso associato a isolamento sociale e peggioramento della qualità del sonno. Interrompere questa routine può avere un effetto cumulativo nel tempo.

La mezza età è il momento più sensibile

Lo studio evidenzia un impatto particolarmente significativo tra i 40 e i 60 anni. In questa fase della vita, caratterizzata da responsabilità lavorative e familiari e da una maggiore sedentarietà, il beneficio risulta più marcato.

Tra le persone di mezza età, sostituire un’ora di TV con altre attività riduce il rischio di depressione di quasi il 19%; con 90 minuti si arriva al 29%; con due ore il calo raggiunge il 43%. Percentuali che, in ambito preventivo, assumono un valore oltremodo rilevante.

Negli adulti più giovani l’associazione risulta meno evidente, probabilmente perché i livelli medi di attività fisica e interazione sociale sono già più elevati. 

Negli anziani, invece, il beneficio è più contenuto e riguarda soprattutto l’attività fisica strutturata.

Un messaggio di sanità pubblica

I risultati rafforzano quello che é ormai un concetto centrale e incontrovertibile: la sedentarietà é un fattore di incidenza negativo per la salute umana. Essa non incide unicamente su cuore e metabolismo, ma anche su funzioni cognitive, e, come nel caso dello studio citato, sulla salute mentale. 

Pertanto, ridurre il tempo trascorso davanti alla televisione e sostituirlo con attività più attive rappresenta una misura di prevenzione semplice, accessibile e nel concreto potenzialmente efficace.

In un contesto storico-sociale in cui le ore seduti aumentano progressivamente in nome della produttività, anche un’ora al giorno può trasformarsi in un investimento per il benessere psicologico nel lungo periodo.


Fonti:


 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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