Ci sentiamo sani, ma lo siamo davvero? I dati sul cuore fanno riflettere

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 20 Febbraio, 2026

Un dottore osculta il cuore di una paziente.

Un’ampia fetta di popolazione si percepisce in salute, ma é davvero così?

I dati descrivono una realtà diversa da quella percepita, la salute del cuore potrebbe essere compromessa per una vasta molteplicità di individui. 

È quanto emerge da Cv Prevital, progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare promosso dalla Rete Cardiologica Irccs su mandato del Parlamento, che ha coinvolto cittadini italiani privi di diagnosi nota di malattia cardiovascolare.

I risultati preliminari mostrano un rischio spesso sottostimato per la salute del cuore.

Vediamo quali patologie sono state rilevate e cosa significa per la salute di ogni individuo.

Stiamo davvero bene? Ecco i dati

Cv Prevital nasce con quello che sembra essere un obiettivo chiaro: valutare la fattibilità e l’efficacia di un modello di prevenzione primaria basato sull’integrazione tra pratica clinica tradizionale e strumenti digitali di mobile Health.


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Lo studio clinico ha arruolato oltre 27mila cittadini, con una quota femminile superiore al 50%, raccogliendo più di 1.000 variabili per ciascun partecipante. I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi:

  • uno seguito secondo la buona pratica clinica usuale;
  • uno destinatario di un intervento digitale personalizzato, attraverso una piattaforma dedicata;

Complessivamente sono stati inviati circa 2 milioni di messaggi educazionali personalizzati, con l’intento di migliorare consapevolezza e adesione ai comportamenti protettivi.

L’obiettivo finale è produrre evidenze utili al decisore pubblico, dimostrando che un modello strutturato e tecnologicamente integrato può essere applicato su scala nazionale.

Rischio cardiovascolare: cosa è emerso

I dati basali hanno restituito un quadro che senz'altro merita attenzione. Per quale motivo? In una popolazione che si percepiva sana, sono invece emersi diversi fattori di rischio non riconosciuti o non adeguatamente trattati.


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Vediamo, in particolare, quali:

  • più della metà dei soggetti con ipercolesterolemia non era consapevole della propria condizione o non risultava adeguatamente trattata;
  • circa il 13% dei partecipanti non sapeva di essere iperteso o non riceveva un trattamento appropriato;
  • i disturbi del sonno erano presenti in circa il 50% dei soggetti, quasi sempre senza presa in carico terapeutica;

Si tratta di numeri che evidenziano una discrepanza significativa tra percezione soggettiva di benessere e reale profilo di rischio.

Come ha sottolineato Roberta Baetta, project manager dello studio e ricercatrice presso l’Irccs Centro Cardiologico Monzino, “il rischio cardiovascolare può essere significativo anche in assenza di diagnosi”

Pertanto, intervenire intervenire in tempo precoce sui determinanti modificabili  (come pressione arteriosa, colesterolo, qualità del sonno e stile di vita) consente di anticipare la malattia e ridurre eventi evitabili.

Salute del cuore: perché la prevenzione primaria è decisiva

Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Italia e nei Paesi occidentali. 

Tuttavia, una quota rilevante degli eventi acuti, come infarto, ictus, scompenso cardiaco, è preceduta da anni di fattori di rischio silenti.

La prevenzione primaria si fonda su alcuni pilastri fondamentali:

  • identificazione precoce dei fattori di rischio;
  • monitoraggio periodico di pressione e profilo lipidico;
  • promozione di stili di vita salutari;
  • aderenza alle terapie quando indicate;

Cv Prevital dimostra che una prevenzione strutturata, fondata sui dati e integrata con il territorio, è concretamente realizzabile. 

Secondo Lorenzo Menicanti, presidente della Rete Cardiologica Irccs, la sostenibilità del sistema sanitario passa anche dalla capacità di anticipare il rischio, e non solamente di trattare la malattia conclamata.

Qual é il ruolo delle tecnologie digitali nella prevenzione della salute cardiovascolare?

Uno degli elementi innovativi del progetto è l’utilizzo di strumenti digitali personalizzati. Le piattaforme di mobile Health consentono di inviare messaggi mirati, modulati sul profilo di rischio individuale, favorendo consapevolezza e continuità nel tempo.

Risulta evidente come la salute cardiovascolere vive in un contesto dove molte condizioni restano asintomatiche per anni. Quindi, é qui che l’educazione sanitaria digitale può incarnare un supporto concreto per colmare il divario tra percezione e realtà clinica.

Sentirsi sani é una mera percezione, pertanto non può essere sufficiente. La prevenzione cardiovascolare richiede misurazioni oggettive, controlli periodici e interventi mirati.

Solo con questa postura può rendersi possibile intercettare precocemente il rischio e trasformare la prevenzione da principio teorico a pratica quotidiana.


Fonti:

Ansa - Prevenzione cardiovascolare, ci sentiamo sani ma i dati dicono altro

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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