L'equilibrio della vitamina D nell'organismo non dipende esclusivamente dalla sua assunzione, ma sembra essere strettamente legato alla presenza di un altro minerale fondamentale: il magnesio.
Scopriamo perché e in che modo in questo approfondimento.
Un meccanismo di regolazione bidirezionale
Una ricerca condotta dal Vanderbilt-Ingram Cancer Center ha evidenziato come il magnesio agisca da vero e proprio "regolatore intelligente" dei livelli ematici di vitamina D.
A differenza di un semplice integratore che aumenta linearmente i valori, infatti, il magnesio esercita una funzione omeostatica.
Durante uno studio clinico randomizzato, è emerso che:
- in soggetti con carenza di vitamina D, il magnesio ne favorisce l'incremento;
- in soggetti con livelli eccessivamente elevati, il magnesio ne promuove la riduzione.
Una capacità di ottimizzazione cruciale, poiché la salute ottimale sembra collocarsi nel punto centrale di una "curva a U", un intervallo intermedio già associato in passato a un minor rischio di patologie cardiovascolari.
I risultati ottenuti dal team offrono una possibile spiegazione alle incongruenze emerse in precedenti studi su larga scala; spesso, infatti, i dati sul legame tra vitamina D e malattie come il cancro al colon-retto appaiono contrastanti.
La spiegazione risiederebbe nei processi metabolici: senza una quantità sufficiente di magnesio, la sintesi e il metabolismo della vitamina D rimangono bloccati; un meccanismo che potrebbe spiegare perché alcuni pazienti non riescono a elevare i propri livelli di vitamina D nonostante l'assunzione di dosaggi elevati.
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In sintesi, la ricerca suggerisce che per rendere davvero efficace la vitamina D non basta monitorarne l'assunzione, ma occorre assicurarsi che il magnesio sia presente in quantità sufficienti per "attivarla" e gestirla correttamente.
Il problema della carenza di magnesio
Mentre la carenza di vitamina D è ampiamente monitorata e trattata, il deficit di magnesio rimane spesso ignorato.
Secondo la dottoressa Martha Shrubsole, si stima che fino all'80% della popolazione non raggiunga la dose giornaliera raccomandata.
"La carenza di magnesio è un problema poco riconosciuto, eppure è essenziale affinché gli integratori di vitamina D funzionino correttamente", sottolineano i ricercatori.
Di conseguenza, piuttosto che ricorrere esclusivamente alla supplementazione farmacologica, gli esperti suggeriscono di privilegiare le fonti alimentari per raggiungere i livelli raccomandati.
Tra i cibi più ricchi di magnesio troviamo:
- vegetali: verdure a foglia verde scuro, fagioli e avocado;
- cereali e frutta a guscio: cereali integrali e noci;
- altro: cioccolato fondente e pesci grassi (come il salmone).
Fonti:
The American Journal of Clinical Nutrition - Magnesium treatment increases gut microbiome synthesizing vitamin D and inhibiting colorectal cancer: results from a double-blind precision-based randomized placebo-controlled trial