Cancro al pancreas, una nuova terapia potrebbe cambiare le prospettive per uno dei tumori più letali

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 13 Giugno, 2026

medico tiene le mani di una paziente

Per decenni il tumore al pancreas è stato considerato uno dei nemici più difficili da affrontare in oncologia. Mentre molte altre forme di cancro hanno beneficiato di importanti progressi terapeutici, questa malattia ha continuato a mantenere tassi di mortalità estremamente elevati. Oggi però qualcosa potrebbe iniziare a cambiare.

I dati presentati durante il congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology del 2026 hanno acceso l'interesse della comunità scientifica. Al centro dell'attenzione c'è daraxonrasib, un nuovo farmaco che nei trial clinici ha mostrato risultati superiori rispetto agli standard terapeutici utilizzati finora nei pazienti con tumore pancreatico avanzato.

Secondo i dati dello studio, i pazienti trattati con questo farmaco hanno raggiunto una sopravvivenza media di circa 15 mesi, contro valori storicamente inferiori alla metà di questo tempo per casi analoghi già sottoposti a precedenti trattamenti.

Come funziona il nuovo farmaco

Il tumore pancreatico è spesso guidato da alterazioni del gene KRAS, coinvolto nella regolazione della crescita cellulare. Oltre il 90% dei tumori pancreatici presenta infatti mutazioni legate a questa proteina.

Daraxonrasib agisce bloccando un meccanismo fondamentale che permette alle cellule tumorali di continuare a proliferare senza controllo. Gli specialisti lo considerano il primo rappresentante di una nuova classe di farmaci, definita "pan-RAS", capace di intervenire su diverse varianti delle mutazioni responsabili della malattia.

La Food and Drug Administration statunitense ha già autorizzato un accesso ampliato al trattamento e l'approvazione completa potrebbe arrivare entro la fine del 2026, se i risultati continueranno a confermare i benefici osservati finora.

Una malattia che continua a essere molto aggressiva

Negli Stati Uniti il tumore al pancreas rappresenta la terza causa di morte per cancro e provoca circa 53.000 decessi ogni anno. Uno dei principali problemi è che spesso cresce senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali, venendo scoperto quando si è già diffuso ad altri organi.

Quando la diagnosi arriva in fase avanzata, la sopravvivenza media resta inferiore a un anno. Per questo motivo la diagnosi precoce è considerata una delle priorità della ricerca.


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L'intelligenza artificiale e i vaccini personalizzati

Parallelamente allo sviluppo di nuovi farmaci, stanno emergendo altre strategie promettenti. Alcuni sistemi basati sull'intelligenza artificiale sono riusciti a individuare segni del tumore fino a 16 mesi prima della diagnosi clinica, analizzando immagini TAC che apparivano normali agli occhi dei radiologi.

Anche l'immunoterapia sta mostrando risultati interessanti. In uno studio sperimentale, alcuni pazienti hanno ricevuto vaccini a mRNA personalizzati progettati sulle caratteristiche specifiche del proprio tumore. Tra coloro che hanno risposto al trattamento, la maggior parte era ancora viva sei anni dopo la terapia.

Gli esperti invitano comunque alla prudenza. Nessuna di queste strategie rappresenta ancora una cura definitiva, ma il numero crescente di approcci innovativi suggerisce che il panorama terapeutico del tumore pancreatico potrebbe essere destinato a cambiare nei prossimi anni.

Fonti

  • UC Health - A new pancreatic cancer drug is changing survival rates for one of the deadliest cancers
  • Clinical Trial - Phase 3 Study of Daraxonrasib (RMC-6236) in Patients With Previously Treated Metastatic Pancreatic Ductal Adenocarcinoma (PDAC) (RASolute 302)

Ultimo aggiornamento – 08 Giugno, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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