Tra le 854 città europee monitorate da un nuovo studio internazionale, una metropoli del Nord Italia si è aggiudicata un primato che nessuno vorrebbe avere: il numero più alto di decessi collegati alle temperature estreme dell'estate 2025. Si tratta di Milano.
I numeri dello studio
A fornire questi dati è una ricerca condotta da Imperial College London e London School of Hygiene & Tropical Medicine. Milano risulta in cima alla classifica con una stima di 1.156 morti attribuibili al riscaldamento globale, davanti a Roma (835), Napoli (579) e Torino (230).
Lo studio ha analizzato l'eccesso di mortalità legato al caldo in 854 centri urbani europei, pari a circa il 30% della popolazione del continente.
Non misura semplicemente i decessi avvenuti durante le ondate di calore, ma stima quanti di questi non si sarebbero verificati in assenza del cambiamento climatico: su un totale di 24.400 morti per caldo nell'estate appena trascorsa, circa 16.500 (il 68%) sarebbero direttamente collegabili all'aumento delle temperature causato dalle attività umane.
L'Italia risulta il Paese più colpito a livello europeo, con 4.597 decessi stimati, davanti a Spagna (2.841) e Germania (1.477).
Secondo i ricercatori, gran parte di questi decessi passa inosservata nelle statistiche ufficiali: il caldo raramente compare come causa sui certificati di morte, perché agisce aggravando patologie preesistenti, cardiache, respiratorie, renali, più che come causa diretta e isolata. Questo spiega perché, nonostante sia tra i fenomeni meteorologici più letali, il suo impatto sulla salute pubblica sia stato per anni sottostimato.
Un dato da leggere con attenzione
Va precisato un aspetto importante per evitare letture allarmistiche fuori contesto: il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera del Ministero della Salute, che monitora in tempo reale i decessi in 54 città italiane, ha registrato per l'estate 2025 una mortalità complessivamente inferiore alle attese (-4%), il valore più basso degli ultimi cinque anni.
Un lieve eccesso (+2%) è emerso solo tra gli over 85. La differenza con i numeri dello studio inglese non è una contraddizione, ma riflette due approcci diversi: la sorveglianza ministeriale osserva i decessi reali rispetto alla media storica, mentre lo studio di Imperial College stima quante vite si sarebbero salvate se l'estate non fosse stata più calda di 1,5-2,9°C a causa del riscaldamento globale di origine antropica.
Resta comunque confermato un elemento su cui convergono entrambe le fonti: la popolazione anziana paga il prezzo più alto. Nello studio internazionale, oltre l'80% dei decessi ha riguardato persone sopra i 65 anni, e più del 40% chi aveva superato gli 85.
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Come proteggersi durante le ondate di calore
Il Ministero della Salute ricorda alcune precauzioni essenziali nei giorni di allerta: evitare le ore più calde (11-18) per uscite e attività fisica, bere regolarmente senza aspettare la sete, mantenere fresche le abitazioni durante il giorno, prestare attenzione a chi vive solo o assume farmaci che interferiscono con la termoregolazione.
È inoltre attivo, fino al 20 settembre, il numero di pubblica utilità 1500, dedicato a informazioni e segnalazioni legate al caldo.
Le previsioni e i livelli di rischio per 27 città italiane, tra cui Milano, sono consultabili quotidianamente sui bollettini del Ministero della Salute e tramite l'app "Caldo e Salute".
Fonti
- Imperial College London - Summer heat deaths in 854 European cities more than tripled due to climate change
- London School of Hygiene & Tropical Medicine - Climate change-driven summer heat caused 16,500 additional deaths across Europe, study estimates