Il caldo che sta investendo gran parte dell’Europa non è più soltanto una questione legata alle previsioni meteorologiche. Per l’Organizzazione mondiale della sanità si tratta ormai di una vera emergenza sanitaria.
L’allarme arriva mentre Italia, Francia, Spagna e Portogallo affrontano temperature prossime ai 40 gradi e gli esperti segnalano un aumento dei rischi per la salute, soprattutto tra anziani e persone fragili. Secondo l’Oms Europa, il riscaldamento climatico sta già causando migliaia di vittime e mettendo sotto pressione i sistemi sanitari del continente.
Oms: «L’Europa si riscalda più velocemente del resto del mondo»
A lanciare il monito è Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa. In un messaggio diffuso sui social e rilanciato dalla BBC, il responsabile dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha sottolineato come il continente europeo sia oggi la regione del pianeta che si sta riscaldando più rapidamente.
“L’aumento delle temperature – dice – sta già mettendo a rischio vite umane e ponendo sotto pressione i sistemi sanitari in tutta la Regione europea dell’Oms”.
I numeri citati dall’organizzazione sono significativi. Negli ultimi quattro anni il caldo avrebbe causato oltre 200 mila decessi nell’area europea, mentre la mortalità associata alle alte temperature è cresciuta del 30% negli ultimi vent’anni.
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Dati che confermano una tendenza osservata da tempo dalla comunità scientifica e documentata anche nei rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change e della World Health Organization.
Tra le fonti di riferimento figura il rapporto europeo sul clima pubblicato dall’World Meteorological Organization e dal programma Copernicus.
Dall’Italia alla Francia, l’ondata di calore investe il continente
Le conseguenze sono già visibili. In Italia diverse città hanno raggiunto il livello massimo di allerta per il caldo, con temperature percepite superiori ai valori stagionali e condizioni considerate pericolose anche per persone sane.
La situazione non è diversa nel resto dell’Europa occidentale. A Bordeaux si sono sfiorati i 40 gradi, mentre in città come Toledo, Granada e Tolosa il termometro ha superato abbondantemente i 38 gradi.
In Francia l’emergenza ha assunto anche contorni tragici. Secondo le autorità locali, decine di persone sono morte per annegamento nelle ultime settimane mentre cercavano sollievo dal caldo in mare, laghi e corsi d’acqua. Un dato che mostra come le ondate di calore possano produrre effetti indiretti spesso sottovalutati.
Eppure il problema non riguarda soltanto il disagio fisico. Le alte temperature stanno modificando le abitudini quotidiane, aumentando la domanda di assistenza sanitaria e mettendo alla prova le infrastrutture urbane, dai trasporti all’approvvigionamento idrico.
Gli anziani sono i più esposti, ma il rischio riguarda tutti
Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli esperti riguarda la popolazione anziana. L’Oms stima che tra il periodo 2000/2004 e il quadriennio 2017-2021 la mortalità correlata al caldo negli over 65 sia aumentata di circa l’85%.
Si tratta di una crescita che coincide con il progressivo invecchiamento della popolazione europea. Più aumentano gli anziani, maggiore diventa il numero di persone vulnerabili agli effetti delle temperature estreme.
Va detto che il rischio non si limita agli over 65. Tra le categorie più esposte figurano:
- bambini molto piccoli;
- donne in gravidanza;
- persone con disabilità;
- pazienti con malattie cardiovascolari;
- soggetti affetti da diabete o asma;
- persone con disturbi psichiatrici.
Secondo gli specialisti, il caldo può aggravare patologie già esistenti e aumentare il rischio di ricoveri ospedalieri. Anche la capacità di concentrazione può diminuire, con possibili ripercussioni sugli incidenti stradali e sugli infortuni sul lavoro.
Perché il caldo estremo può diventare pericoloso
Dietro il malessere provocato dall’afa esiste un preciso meccanismo fisiologico. Il corpo umano disperde il calore principalmente attraverso la sudorazione. Quando l’umidità è elevata, però, il sudore evapora con maggiore difficoltà e il sistema naturale di raffreddamento perde efficacia.
È come se il motore di un’automobile continuasse a scaldarsi senza che il radiatore riesca più a dissipare il calore accumulato.
Il Ministero della Salute ricorda che l’esposizione prolungata a temperature elevate può provocare:
- crampi muscolari;
- svenimenti;
- edemi agli arti inferiori;
- congestioni;
- disidratazione;
- colpi di calore.
Quest’ultima condizione rappresenta l’emergenza più grave. I sintomi possono comparire rapidamente:
- mal di testa;
- nausea;
- vertigini;
- confusione mentale;
- perdita di coscienza.
Se non trattato in tempi rapidi, il colpo di calore può causare danni agli organi vitali e al cervello.
Uno studio evidenzia come gli eventi di caldo estremo siano associati a un aumento della mortalità e delle ospedalizzazioni nelle fasce più fragili della popolazione.
Il Mediterraneo sempre più esposto agli estremi climatici
Secondo i climatologi il Mediterraneo rappresenta oggi una delle aree più vulnerabili ai cambiamenti climatici.
Le estati stanno diventando progressivamente più calde e più lunghe. Ma c’è un altro elemento che emerge con sempre maggiore frequenza: l’alternanza tra lunghi periodi di afa e precipitazioni particolarmente intense.
Il punto è che l’aumento della temperatura dell’atmosfera comporta una maggiore quantità di energia disponibile. Questo favorisce sia le ondate di calore sia gli eventi meteorologici estremi che spesso seguono i periodi di siccità.
Un fenomeno osservato già nell’estate del 2022 e tornato a manifestarsi negli anni successivi. Non una semplice anomalia stagionale, ma una tendenza che gli scienziati monitorano da tempo.
Le nuove raccomandazioni dell’Oms per proteggere la salute
Per ridurre il numero di vittime, l’Oms Europa ha pubblicato nuove linee guida dedicate ai piani d’azione contro il caldo.
Le indicazioni principali comprendono:
- sistemi di allerta precoce per la popolazione;
- monitoraggio delle persone più vulnerabili;
- accesso facilitato ad acqua potabile e aree ombreggiate;
- raffrescamento degli spazi urbani;
- preparazione preventiva delle strutture sanitarie.
A conti fatti, il messaggio dell’organizzazione è semplice: le morti legate al caldo non sono inevitabili. Le strategie per ridurre il rischio esistono già. La sfida dei prossimi anni sarà applicarle con maggiore rapidità, perché le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti e i sistemi sanitari europei dovranno adattarsi a una nuova normalità climatica.
Fonti:
- WHO – Planning heat–health action
- WHO – Climate change and health
- Copernicus – European State of the Climate
- WHO – Strengthening heat–health action plans to protect public health, with WHO guidance
- Ministero della Salute – I rischi per la salute
- PubMed – Exploring the effectiveness of a heat-related occupational prevention policy: A case study from Italy
- NASA – Extreme Weather and Climate Change