Bonus caregiver 2027, fino a 400 euro al mese: chi potrà riceverlo

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 27 Ottobre, 2026

Primo piano delle mani di una persona giovane che abbracciano da dietro le spalle di un uomo anziano in camicia a quadri, che ricambia stringendole con affetto

Dal 2027 potrebbe arrivare un contributo economico per i familiari che assistono persone con disabilità grave o non autosufficienti. Il disegno di legge sul riconoscimento dei caregiver familiari è stato approvato dalla Camera il 14 ottobre 2026 ed è passato all’esame del Senato. L’importo massimo previsto è di 400 euro mensili, ma l’accesso dipenderà da requisiti assistenziali ed economici precisi.

Bonus caregiver, a che punto è il provvedimento

Per le famiglie che garantiscono assistenza quotidiana a un parente, la novità è il tentativo di riconoscere anche economicamente un’attività spesso svolta senza retribuzione e con importanti conseguenze sulla vita lavorativa e personale.

Il testo, presentato come disegno di legge governativo e identificato con l’atto C. 2789 alla Camera, ha ricevuto il via libera della Camera il 14 ottobre. La scheda dell’iter parlamentare, disponibile sul sito del Senato, indica che il provvedimento è stato assegnato il 21 ottobre e che l’esame non è ancora iniziato.

Di conseguenza, non si tratta ancora di un bonus richiedibile: il percorso legislativo deve completarsi e serviranno le disposizioni operative per stabilire modalità e tempi effettivi di accesso.

Secondo il Ministero per le Disabilità, la riforma prevede risorse strutturali e un sistema di tutele differenziate, proporzionate all’impegno assistenziale. Il sostegno economico rappresenta soltanto una parte dell’intervento.

Chi potrà ricevere i 400 euro e quali requisiti servono

Il contributo non sarà destinato indistintamente a chiunque assista un familiare. La misura economica è pensata per il caregiver familiare prevalente, cioè chi sostiene il carico di cura più intenso e convive con la persona assistita.

Il requisito assistenziale previsto è particolarmente selettivo: almeno 91 ore settimanali di assistenza, equivalenti a una media di 13 ore al giorno. Non basta, quindi, avere un familiare con riconoscimento della Legge 104 per ottenere automaticamente il beneficio.

Tra le condizioni economiche indicate nel testo figurano:

  • un ISEE familiare entro la soglia prevista dalla versione del provvedimento approvata dalla Camera;
  • un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui, oppure l'assenza di attività lavorativa;
  • il riconoscimento formale della qualifica di caregiver attraverso la procedura prevista;
  • la documentazione del carico assistenziale e della convivenza richiesta.

Sulla soglia ISEE occorre una precisazione: le ricostruzioni successive al passaggio parlamentare indicano un limite di 25.000 euro, con un importo ridotto per chi supera i 15.000 euro. Il testo del disegno di legge pubblicato dalla Camera contiene, però, anche disposizioni precedenti con soglie differenti. Il dato definitivo va quindi verificato sul testo coordinato approvato, prima di presentare i requisiti come certi.

Come funzionerà il pagamento e come presentare domanda

I 400 euro mensili rappresentano un massimo teorico, non una cifra garantita a tutti gli aventi diritto. Il contributo dovrebbe essere erogato dall'INPS con cadenza trimestrale posticipata: il tetto corrisponde quindi a 1.200 euro per trimestre.

La somma effettiva dipenderà dalle regole di calcolo e dalle risorse disponibili. Per chi ha un ISEE superiore a 15.000 euro, fino alla soglia massima indicata, il beneficio sarebbe inoltre ridotto progressivamente. È una distinzione doverosa: non significa che ogni famiglia ammessa riceverà necessariamente l'importo pieno.


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La procedura di riconoscimento dovrebbe passare da una piattaforma telematica INPS, con l'indicazione del rapporto familiare, della convivenza e delle ore di cura. Per il momento, tuttavia, non è opportuno considerare già aperte le domande né anticipare scadenze definitive senza conferma delle istruzioni attuative.

Non solo contributi: le altre tutele per chi assiste un familiare

La riforma prevede anche interventi non economici: il Ministero per le Disabilità elenca, tra le misure contemplate, supporto psicologico, continuità assistenziale nelle emergenze, maggiore flessibilità lavorativa e possibilità di valorizzare le competenze acquisite durante l'attività di cura.

Sono previste, inoltre, tutele per i giovani caregiver, comprese misure relative al servizio civile e al percorso universitario. Il riconoscimento formale della figura potrebbe così incidere anche sul rapporto tra assistenza, formazione e occupazione.

Il punto, però, è capire quanto queste disposizioni saranno concretamente accessibili. Una famiglia che assiste una persona non autosufficiente non ha bisogno soltanto di un trasferimento economico: servono servizi territoriali disponibili, sostituzioni quando il caregiver non può esserci e percorsi amministrativi comprensibili.

Il limite della misura: chi resta escluso?

La soglia delle 91 ore settimanali seleziona le situazioni di assistenza più intensa, ma lascia fuori dal contributo economico specifico chi presta meno ore, pur dovendo conciliare la cura con il lavoro e la vita personale. Queste persone potrebbero rientrare in altri profili di tutela previsti dalla riforma, senza per questo avere diritto al bonus.

Anche l'importo massimo va letto alla luce dei costi reali dell'assistenza. Quattrocento euro al mese possono contribuire alle spese familiari, ma non equivalgono a uno stipendio e non sostituiscono servizi professionali continuativi.

Resta, inoltre, da verificare come saranno misurate le ore di assistenza e come verranno gestite le domande rispetto alle risorse disponibili. Sono aspetti decisivi per evitare che il riconoscimento formale si traduca in aspettative non corrisposte.

Il prossimo passaggio sarà, dunque, l'esame al Senato e, successivamente, la definizione delle modalità applicative. Solo dopo l'approvazione definitiva e la pubblicazione delle istruzioni ufficiali le famiglie potranno conoscere requisiti certi, importi effettivi e tempi per presentare domanda.

Fonti:

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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