Credits: Comune di Genova / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
Dopo la rimozione di un basalioma, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha annunciato di essere stato sottoposto, il 6 ottobre, a un intervento di ricostruzione cutanea al naso presso l'Ospedale Galliera di Genova. Il caso riporta l'attenzione sul tumore della pelle più frequente, spesso descritto come "poco aggressivo". Ma è davvero tutto qui?
Un tumore lento, ma non da ignorare
Il basalioma, o carcinoma basocellulare, origina dalle cellule dello strato basale dell'epidermide. Generalmente cresce lentamente e le metastasi a distanza sono eccezionali: le stime disponibili le collocano tra circa lo 0,003% e lo 0,5% dei casi.
Il problema è soprattutto locale. Se non trattato, il tumore può infiltrare e danneggiare i tessuti circostanti, e alcune delle sedi più frequentemente interessate, come naso, orecchie e palpebre, sono anche particolarmente delicate dal punto di vista funzionale ed estetico.
Quantificarne la diffusione in Italia resta complesso: i tumori cutanei non melanoma non rientrano nelle stime complessive dei "Numeri del cancro in Italia" e la loro registrazione non è omogenea tra i registri tumori.
Come si riconosce
Le forme più tipiche possono apparire come un piccolo nodulo lucido, rosato o color carne, talvolta con un bordo perlaceo e minuscoli vasi visibili in superficie. In altri casi il basalioma si presenta come una macchia rossastra e squamosa, una zona biancastra simile a una cicatrice oppure una piccola ulcera con crosticina che sanguina e non guarisce.
Essendo spesso indolore, può passare inosservato per mesi. Compare soprattutto nelle zone maggiormente esposte alla luce solare, come viso, cuoio capelluto, orecchie e collo, e diventa più frequente con l'avanzare dell'età.
Non è solo questione di sole
I raggi ultravioletti rappresentano il principale fattore di rischio. Contano sia l'esposizione accumulata nel corso della vita sia la sua intensità, comprese le scottature e le esposizioni importanti durante l'infanzia e l'adolescenza, i cui effetti possono manifestarsi a distanza di molti anni.
Incidono anche pelle chiara, predisposizione genetica, utilizzo di lettini abbronzanti, precedenti trattamenti con radioterapia e condizioni di immunosoppressione.
Il sole, però, non spiega tutti i casi: secondo la rassegna StatPearls disponibile sulla piattaforma NCBI, fino a circa un basalioma su cinque può comparire in aree non abitualmente esposte al sole.
Dopo il primo può comparirne un altro
È questo uno degli aspetti meno conosciuti del basalioma. Averne avuto uno non significa soltanto dover controllare la zona dalla quale è stato rimosso: aumenta anche la probabilità di svilupparne un altro, che può essere distinto dal primo.
In una coorte olandese di 2.483 pazienti, seguiti dopo una prima diagnosi istologica di carcinoma basocellulare, il rischio cumulativo di sviluppare almeno un successivo basalioma nell'arco di cinque anni è risultato del 29,2%.
In altre parole, quasi 3 pazienti su 10 ne hanno sviluppato almeno un altro nel periodo considerato. Questo dato non va però confuso con il rischio che il tumore già asportato ritorni nello stesso punto: lo studio prendeva in considerazione i basaliomi successivi, che possono rappresentare nuove lesioni.
Il rischio risultava particolarmente elevato nei primi mesi dopo la diagnosi e diminuiva progressivamente nel corso del follow-up. Secondo i ricercatori, una possibile spiegazione è che alcune lesioni fossero già presenti al momento della prima diagnosi ma non fossero state individuate.
La probabilità di sviluppare un successivo basalioma risultava inoltre maggiore negli uomini e nelle fasce d'età più avanzate: nello studio il rischio era circa il 30% più alto negli uomini, mentre nei pazienti tra 65 e 79 anni era circa l'81% più alto rispetto agli under 50.
Una successiva revisione sistematica con meta-analisi dello stesso gruppo, basata su 45 studi, ha stimato ancora nel 29,2% la proporzione di pazienti che sviluppavano un successivo carcinoma basocellulare.
L'analisi ha inoltre rilevato, nelle persone con una precedente diagnosi di basalioma, un'incidenza di melanoma superiore a quella attesa nella popolazione di riferimento, con un rapporto standardizzato di incidenza di 2,4. In termini assoluti, tuttavia, la proporzione aggregata di pazienti che sviluppava successivamente un melanoma era dello 0,5%.
I numeri non significano che tre persone su dieci svilupperanno necessariamente un secondo basalioma: si tratta di stime ricavate da popolazioni studiate e il rischio individuale dipende da numerosi fattori. Mostrano però perché, dopo una prima diagnosi, la sorveglianza della pelle continui ad avere importanza.
Come si cura
Secondo le linee guida europee aggiornate nel 2023, la prima scelta per il carcinoma basocellulare è generalmente l'asportazione chirurgica completa.
Per le forme ad alto rischio, recidivanti o localizzate in sedi anatomiche particolarmente delicate, come alcune aree del volto, può essere indicata una chirurgia con controllo microscopico dei margini.
Nei basaliomi superficiali a basso rischio possono essere prese in considerazione anche terapie topiche o distruttive, mentre la terapia fotodinamica può essere utilizzata in forme superficiali e in alcuni basaliomi nodulari a basso rischio.
La radioterapia rappresenta un'alternativa in pazienti che non possono essere sottoposti a intervento chirurgico o nei quali la chirurgia non rappresenta l'opzione più appropriata.
Nei rari casi di malattia localmente avanzata o metastatica sono disponibili anche trattamenti sistemici mirati alla via di segnalazione Hedgehog e, in determinate circostanze, l'immunoterapia con cemiplimab.
Quando l'asportazione interessa aree delicate del volto può inoltre essere necessario un successivo intervento ricostruttivo per preservare il più possibile funzione ed estetica.
Cosa fare in pratica
Una lesione che non guarisce, sanguina ripetutamente, forma croste o cambia progressivamente aspetto merita una valutazione dermatologica, anche quando non provoca dolore.
Dopo una diagnosi di basalioma, i controlli periodici della pelle assumono particolare importanza non soltanto per verificare la sede trattata, ma anche per individuare precocemente eventuali nuove lesioni.
Sul fronte della prevenzione, restano fondamentali la protezione della pelle dai raggi ultravioletti, evitare le scottature e rinunciare ai lettini abbronzanti.
Fonti
- British Journal of Dermatology - Cumulative risks and rates of subsequent basal cell carcinomas in the Netherlands
- PubMed - Risk of subsequent cutaneous malignancy in patients with prior keratinocyte carcinoma: a systematic review and meta-analysis