Un caso recente ha riportato all’attenzione dei medici italiani una malattia che, pur non essendo endemica nel nostro Paese, continua a manifestarsi tra i viaggiatori di ritorno da aree a rischio. Una bambina di 12 anni residente in Veneto è stata ricoverata in condizioni critiche per malaria dopo un soggiorno in Africa con la famiglia.
Questo episodio sottolinea l’importanza di conoscere epidemiologia, sintomi e prevenzione di una patologia ancora molto diffusa a livello globale.
Una bambina ricoverata per malaria dopo il rientro dall’Africa
Una dodicenne di Chioggia è stata trasferita dal presidio ospedaliero locale all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova per un caso sospetto di malaria, poi confermato dai medici dopo accertamenti diagnostici.
La bambina aveva iniziato a lamentare febbre alta nei giorni successivi al ritorno dal viaggio in Africa, accompagnata da sintomi sistemici quali dolori muscolari e vomito. Vista la critica evoluzione clinica, è stata attivata la terapia specifica e disposto il trasferimento al centro con competenze pediatriche specialistiche.
Questo caso rappresenta un esempio di malaria di importazione, cioè acquisita in una zona dove la malattia è endemica e manifestatasi successivamente al rientro in un Paese non a rischio.
Che cos’è la malaria e come si trasmette
La malaria è una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium, trasmessa principalmente attraverso la puntura di zanzare Anopheles infette. Esistono diverse specie, ma Plasmodium falciparum è responsabile della maggior parte dei casi gravi e dei decessi nel mondo, soprattutto in Africa sub-sahariana, dove la trasmissione rimane elevata.
La trasmissione avviene soprattutto nelle ore tra il tramonto e l’alba, quando le zanzare vettore sono più attive. La malattia non si trasmette da persona a persona per contatto diretto, ma richiede sempre l’intervento dell’insetto vettore. In casi rari, può essere trasmessa tramite trasfusioni di sangue o strumenti medici non sterili.
Numeri globali e impatto pediatrico
A livello globale, la malaria resta una delle principali cause di malattia e mortalità, soprattutto nei bambini. Nel 2022 sono stati stimati circa 249 milioni di casi in tutto il mondo, con oltre 600.000 decessi, di cui circa 76% tra bambini sotto i 5 anni di età.
Benché i più colpiti siano i bambini molto piccoli nelle aree endemiche, anche i viaggiatori, inclusi bambini e adolescenti, possono sviluppare forme gravi se non adeguatamente protetti o monitorati dopo il rientro da zone a rischio.
Sintomi da riconoscere e percorso diagnostico
I sintomi della malaria possono comparire da 1 a 4 settimane dopo la puntura dell’insetto infetto. Tra i segnali più frequenti troviamo:
- febbre alta ricorrente;
- brividi e sudorazione;
- dolori muscolari e mal di testa;
- nausea e vomito.
Nelle forme più severe possono comparire anemia grave, ittero, difficoltà respiratorie, alterazioni dello stato di coscienza e complicanze multi-organo.
La diagnosi si basa su test di laboratorio specifici, come esami microscopici del sangue, test rapidi immunocromatografici e analisi molecolari, fondamentali per identificare specie di Plasmodium e guidare la terapia più appropriata.
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Prevenzione e raccomandazioni per i viaggiatori
In paesi dove la malaria è presente, la prevenzione è essenziale e comprende:
- uso di zanzariere impregnate di insetticida;
- repellenti cutanei;
- abbigliamento protettivo nelle ore serali;
- chemioprofilassi antimalarica, quando indicata in base alla destinazione e alla durata del soggiorno.
Consultare un medico specialista in medicina dei viaggi prima di partire può ridurre significativamente il rischio di infezione.
Il caso della bambina di 12 anni ricoverata per malaria dopo un viaggio in Africa evidenzia la necessità di attenzione clinica e consapevolezza sanitaria per i viaggi internazionali. Pur non essendo una malattia endemica in Italia, la malaria può manifestarsi come caso d’importazione e richiede un percorso diagnostico tempestivo e una gestione specialistica, soprattutto nei gruppi più vulnerabili come i bambini.
Fonti
WHO - World malaria report 2025