Per molte persone con deficit visivo praticare attività fisica non è semplice: spostarsi fino a una palestra, orientarsi negli spazi o partecipare a corsi collettivi può rappresentare un ostacolo concreto. Un nuovo studio italiano propone, però, una soluzione innovativa: allenarsi a casa grazie a programmi di esercizi guidati da tracce audio.
Una ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PM&R, suggerisce che questa modalità di allenamento potrebbe migliorare mobilità, capacità funzionali e livello di attività fisica nelle persone ipovedenti o non vedenti.
Il lavoro è stato condotto dallo Human Locomotion Laboratory (LocoLab) dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Centro di riabilitazione per ipovedenti degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri.
Attività fisica e disabilità visiva: perché muoversi è più difficile
La letteratura scientifica evidenzia da tempo una realtà poco discussa: le persone con disabilità visiva tendono a svolgere meno attività fisica rispetto alla popolazione generale.
Le ragioni sono molteplici:
- difficoltà negli spostamenti;
- scarsa disponibilità di programmi accessibili;
- costi delle strutture sportive;
- ambienti poco adattati alle esigenze dei non vedenti.
Queste barriere possono favorire sedentarietà, riduzione della mobilità e perdita progressiva di autonomia personale.
Secondo gli esperti, intervenire su questo aspetto è fondamentale perché l’esercizio fisico è uno dei fattori più importanti per preservare salute cardiovascolare, equilibrio, forza muscolare e qualità della vita.
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Per capire se l’allenamento domestico potesse rappresentare una soluzione efficace, i ricercatori hanno sviluppato un programma di esercizi audio-guidati pensato appositamente per persone con ipovisione o cecità.
Il protocollo prevedeva:
- 12 settimane di allenamento;
- esercizi strutturati per mobilità, forza e resistenza;
- istruzioni vocali registrate ascoltabili tramite smartphone o dispositivi audio.
In totale hanno partecipato 19 adulti con grave deficit visivo, con un’età media di circa 55 anni.
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I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:
- allenamento audio-guidato a casa, svolto in autonomia;
- allenamento supervisionato in palestra, con la presenza di un istruttore.
Entrambi i gruppi hanno seguito lo stesso programma di esercizi, differenziato solo per modalità di erogazione.
I risultati: migliorano mobilità e attività fisica
Al termine delle 12 settimane, i ricercatori hanno valutato diversi parametri legati alla capacità motoria e al livello di attività fisica.
Tra i test utilizzati:
- Timed Up and Go per ipovedenti;
- test di alzata dalla sedia in un minuto;
- test di step aerobico;
- test di flessibilità.
I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi in entrambi i gruppi.
In particolare sono aumentate:
- le capacità motorie;
- il livello di attività fisica complessiva;
- la soddisfazione percepita rispetto alla propria funzionalità fisica.
Gli allenamenti svolti in palestra hanno mostrato un vantaggio leggermente maggiore su alcune misure di performance. Tuttavia, anche il protocollo audio-guidato ha prodotto risultati rilevanti.
Secondo i ricercatori, questo significa che l’allenamento domestico guidato da audio può rappresentare una valida alternativa quando non è possibile accedere a strutture sportive.
Uno dei dati più interessanti riguarda l’aderenza al programma.
I partecipanti hanno seguito gli esercizi con un tasso di adesione superiore al 95%, senza segnalare infortuni o problemi fisici durante il periodo di studio.
Questo risultato suggerisce che:
- il protocollo è sicuro;
- può essere svolto in autonomia;
- è facilmente integrabile nella vita quotidiana.
In molti casi, infatti, il vero ostacolo non è la mancanza di motivazione ma le difficoltà logistiche legate agli spostamenti.
Allenarsi a casa può quindi diventare una strategia concreta per mantenere uno stile di vita attivo.
Il ruolo delle tecnologie assistive
L’approccio degli esercizi audio-guidati rientra nel più ampio campo delle tecnologie assistive, cioè strumenti progettati per rendere attività e servizi accessibili alle persone con disabilità.
In ambito visivo queste tecnologie includono, ad esempio:
- lettori di schermo;
- dispositivi vocali;
- sistemi di navigazione sonora;
- applicazioni accessibili per smartphone.
L’utilizzo della voce come canale principale di comunicazione consente di superare la barriera visiva, permettendo agli utenti di seguire istruzioni in modo chiaro e sicuro.
Nel caso dell’attività fisica, l’audio diventa uno strumento di guida che sostituisce la dimostrazione visiva tipica degli allenamenti tradizionali.
Secondo gli autori dello studio, il modello audio-guidato potrebbe essere particolarmente utile in diversi contesti:
- riabilitazione motoria;
- programmi di prevenzione;
- attività fisica adattata;
- allenamento domestico per persone con disabilità.
L’obiettivo non è sostituire completamente l’attività supervisionata, ma offrire un’opzione accessibile quando la palestra non è disponibile o raggiungibile.
Gli esperti sottolineano inoltre che la sedentarietà rappresenta un problema rilevante nella popolazione con disabilità visiva, con possibili ricadute sulla salute generale e sull’autonomia.
Programmi di allenamento strutturati e accessibili potrebbero quindi contribuire a ridurre il divario di attività fisica rispetto alla popolazione generale.
I limiti dello studio
Come sottolineano gli stessi ricercatori, si tratta di uno studio pilota con alcune limitazioni:
- numero ridotto di partecipanti;
- durata relativamente breve;
- necessità di confermare i risultati con studi più ampi.
Nonostante ciò, i risultati rappresentano un primo passo importante nella ricerca sull’attività fisica accessibile.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a concentrarsi sempre di più su modelli di attività fisica inclusiva, cioè progettata fin dall’inizio per essere accessibile a tutti.
In questo scenario, gli esercizi audio-guidati potrebbero diventare uno strumento utile non solo per persone con disabilità visiva, ma anche per:
- anziani con difficoltà di movimento;
- persone in riabilitazione;
- chi preferisce allenarsi a casa.
L’idea di fondo è semplice: rendere il movimento più accessibile.
E per molte persone con ipovisione o cecità, poter fare attività fisica in autonomia può significare molto più di un semplice allenamento. Può voler dire recuperare indipendenza, fiducia e qualità della vita.
Fonti:
Wiley Online Library – Audio-guided exercise at home: Preliminary findings from a pilot study on physical activity for people with low vision