Allenarsi a casa anche senza vedere: la svolta per chi ha deficit visivo

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 11 Marzo, 2026

Un ragazza che fa il plank in casa

Per molte persone con deficit visivo praticare attività fisica non è semplice: spostarsi fino a una palestra, orientarsi negli spazi o partecipare a corsi collettivi può rappresentare un ostacolo concreto. Un nuovo studio italiano propone, però, una soluzione innovativa: allenarsi a casa grazie a programmi di esercizi guidati da tracce audio.

Una ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PM&R, suggerisce che questa modalità di allenamento potrebbe migliorare mobilità, capacità funzionali e livello di attività fisica nelle persone ipovedenti o non vedenti. 

Il lavoro è stato condotto dallo Human Locomotion Laboratory (LocoLab) dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Centro di riabilitazione per ipovedenti degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri.

Attività fisica e disabilità visiva: perché muoversi è più difficile

La letteratura scientifica evidenzia da tempo una realtà poco discussa: le persone con disabilità visiva tendono a svolgere meno attività fisica rispetto alla popolazione generale.

Le ragioni sono molteplici:

  • difficoltà negli spostamenti;
  • scarsa disponibilità di programmi accessibili;
  • costi delle strutture sportive;
  • ambienti poco adattati alle esigenze dei non vedenti.

Queste barriere possono favorire sedentarietà, riduzione della mobilità e perdita progressiva di autonomia personale

Secondo gli esperti, intervenire su questo aspetto è fondamentale perché l’esercizio fisico è uno dei fattori più importanti per preservare salute cardiovascolare, equilibrio, forza muscolare e qualità della vita.


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Per capire se l’allenamento domestico potesse rappresentare una soluzione efficace, i ricercatori hanno sviluppato un programma di esercizi audio-guidati pensato appositamente per persone con ipovisione o cecità.

Il protocollo prevedeva:

  • 12 settimane di allenamento;
  • esercizi strutturati per mobilità, forza e resistenza;
  • istruzioni vocali registrate ascoltabili tramite smartphone o dispositivi audio. 

In totale hanno partecipato 19 adulti con grave deficit visivo, con un’età media di circa 55 anni.


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I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • allenamento audio-guidato a casa, svolto in autonomia;
  • allenamento supervisionato in palestra, con la presenza di un istruttore.

Entrambi i gruppi hanno seguito lo stesso programma di esercizi, differenziato solo per modalità di erogazione.

I risultati: migliorano mobilità e attività fisica

Al termine delle 12 settimane, i ricercatori hanno valutato diversi parametri legati alla capacità motoria e al livello di attività fisica.

Tra i test utilizzati:

  • Timed Up and Go per ipovedenti;
  • test di alzata dalla sedia in un minuto;
  • test di step aerobico;
  • test di flessibilità. 

I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi in entrambi i gruppi.

In particolare sono aumentate:

  • le capacità motorie;
  • il livello di attività fisica complessiva;
  • la soddisfazione percepita rispetto alla propria funzionalità fisica. 

Gli allenamenti svolti in palestra hanno mostrato un vantaggio leggermente maggiore su alcune misure di performance. Tuttavia, anche il protocollo audio-guidato ha prodotto risultati rilevanti.

Secondo i ricercatori, questo significa che l’allenamento domestico guidato da audio può rappresentare una valida alternativa quando non è possibile accedere a strutture sportive

Uno dei dati più interessanti riguarda l’aderenza al programma.

I partecipanti hanno seguito gli esercizi con un tasso di adesione superiore al 95%, senza segnalare infortuni o problemi fisici durante il periodo di studio. 

Questo risultato suggerisce che:

  • il protocollo è sicuro;
  • può essere svolto in autonomia;
  • è facilmente integrabile nella vita quotidiana.

In molti casi, infatti, il vero ostacolo non è la mancanza di motivazione ma le difficoltà logistiche legate agli spostamenti.

Allenarsi a casa può quindi diventare una strategia concreta per mantenere uno stile di vita attivo.

Il ruolo delle tecnologie assistive

L’approccio degli esercizi audio-guidati rientra nel più ampio campo delle tecnologie assistive, cioè strumenti progettati per rendere attività e servizi accessibili alle persone con disabilità. 

In ambito visivo queste tecnologie includono, ad esempio:

  • lettori di schermo;
  • dispositivi vocali;
  • sistemi di navigazione sonora;
  • applicazioni accessibili per smartphone.

L’utilizzo della voce come canale principale di comunicazione consente di superare la barriera visiva, permettendo agli utenti di seguire istruzioni in modo chiaro e sicuro.

Nel caso dell’attività fisica, l’audio diventa uno strumento di guida che sostituisce la dimostrazione visiva tipica degli allenamenti tradizionali.

Una ragazza che fa il plank in casa

Secondo gli autori dello studio, il modello audio-guidato potrebbe essere particolarmente utile in diversi contesti:

  • riabilitazione motoria;
  • programmi di prevenzione;
  • attività fisica adattata;
  • allenamento domestico per persone con disabilità.

L’obiettivo non è sostituire completamente l’attività supervisionata, ma offrire un’opzione accessibile quando la palestra non è disponibile o raggiungibile.

Gli esperti sottolineano inoltre che la sedentarietà rappresenta un problema rilevante nella popolazione con disabilità visiva, con possibili ricadute sulla salute generale e sull’autonomia.

Programmi di allenamento strutturati e accessibili potrebbero quindi contribuire a ridurre il divario di attività fisica rispetto alla popolazione generale.

I limiti dello studio

Come sottolineano gli stessi ricercatori, si tratta di uno studio pilota con alcune limitazioni:

  • numero ridotto di partecipanti;
  • durata relativamente breve;
  • necessità di confermare i risultati con studi più ampi.

Nonostante ciò, i risultati rappresentano un primo passo importante nella ricerca sull’attività fisica accessibile.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a concentrarsi sempre di più su modelli di attività fisica inclusiva, cioè progettata fin dall’inizio per essere accessibile a tutti.

In questo scenario, gli esercizi audio-guidati potrebbero diventare uno strumento utile non solo per persone con disabilità visiva, ma anche per:

  • anziani con difficoltà di movimento;
  • persone in riabilitazione;
  • chi preferisce allenarsi a casa.

L’idea di fondo è semplice: rendere il movimento più accessibile.

E per molte persone con ipovisione o cecità, poter fare attività fisica in autonomia può significare molto più di un semplice allenamento. Può voler dire recuperare indipendenza, fiducia e qualità della vita.

Fonti:

Wiley Online LibraryAudio-guided exercise at home: Preliminary findings from a pilot study on physical activity for people with low vision

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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