8 semplici hobby che possono aiutare il cervello a invecchiare più lentamente

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 24 Maggio, 2026

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Allenare il cervello non significa soltanto fare cruciverba o mantenersi fisicamente attivi. Secondo una nuova ricerca della University College London (UCL), alcune attività creative e ricreative potrebbero contribuire a rallentare l’invecchiamento cerebrale quasi quanto l’esercizio fisico.

Lo studio ha analizzato dati raccolti su 3.556 adulti britannici, utilizzando questionari e test del sangue provenienti dallo UK Household Longitudinal Study. I ricercatori hanno osservato i cosiddetti “orologi epigenetici”, strumenti che misurano alcuni cambiamenti chimici nel DNA associati al processo di invecchiamento biologico.

I risultati suggeriscono che dedicarsi ad attività artistiche almeno una volta a settimana potrebbe essere collegato a un invecchiamento fino al 4% più lento rispetto a chi raramente pratica hobby di questo tipo.

Gli orologi epigenetici (come l'Horvath o il GrimAge clock) non misurano l'età anagrafica, ma l'età biologica dei nostri tessuti analizzando la metilazione del DNA. Questo processo chimico agisce come un insieme di 'interruttori' che accendono o spengono i geni in risposta allo stile di vita e allo stress. Lo studio della UCL dimostra che dedicarsi a un hobby creativo rallenta del 4% la velocità con cui questi interruttori si logorano, dimostrando che l'attività mentale ha un impatto biochimico diretto sull'invecchiamento cellulare.

Perché gli hobby sembrano aiutare il cervello

Secondo gli esperti coinvolti nella ricerca, il beneficio non dipenderebbe da un singolo fattore. Le attività creative stimolano memoria, attenzione, coordinazione, capacità linguistiche e relazioni sociali. Tutti elementi associati a una migliore salute cognitiva nel tempo.


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La neuropsicologa Catherine Loveday, autrice e divulgatrice specializzata in memoria e demenza, spiega che gli hobby aiutano anche a mantenere un senso di scopo, appartenenza e coinvolgimento emotivo. Aspetti che possono influire positivamente sul cervello e sul benessere generale.

Musica e canto allenano attenzione e memoria

Imparare a suonare uno strumento o cantare più volte alla settimana sembra essere una delle attività più utili. Alcuni studi citati nell’articolo mostrano che i musicisti amatoriali con maggiore esperienza avevano un migliore controllo dell’attenzione.

La musica richiede infatti coordinazione, memoria e capacità di apprendere schemi nuovi. Secondo Loveday, strumenti come il pianoforte risultano particolarmente impegnativi dal punto di vista cognitivo, mentre canto e chitarra possono essere approcci più semplici e immediati.

Scrivere un diario aiuta il cervello a “ripassare” la giornata

Anche tenere un diario personale potrebbe avere effetti interessanti. Scrivere a mano, soprattutto la sera, obbliga il cervello a recuperare ricordi recenti e a organizzare emozioni ed esperienze.

Uno studio citato nell’articolo, pubblicato su Cognitive Therapy and Research, ha osservato miglioramenti nella memoria autobiografica dopo sei mesi di scrittura espressiva in un gruppo di studenti universitari.

Giardinaggio, natura e relazioni sociali

Passare del tempo all’aperto è un altro elemento frequentemente associato al benessere cognitivo. Una metanalisi del 2024 ha evidenziato che il contatto con la natura può migliorare concentrazione e attenzione.

Anche solo 20 minuti di giardinaggio leggero, come scavare, rastrellare o annaffiare, sembrano aumentare alcuni fattori nervosi collegati alla memoria negli adulti più anziani.

Secondo gli esperti, conta anche l’aspetto sociale: parlare con altre persone, condividere attività o sentirsi parte di una comunità aiuta a ridurre stress e isolamento.

Lavori manuali e lingue straniere mantengono attiva la mente

Attività come lavorare a maglia allenano coordinazione, memoria di lavoro e precisione motoria. Uno studio pubblicato sul British Journal of Occupational Therapy ha rilevato che chi lavorava a maglia frequentemente riferiva livelli maggiori di calma, felicità e funzionamento cognitivo.

Anche imparare una lingua straniera continua a essere considerato un ottimo esercizio mentale. Secondo gli studiosi, l’apprendimento linguistico coinvolge aree cerebrali collegate ad attenzione, memoria e recupero delle parole.

Bastano anche 10 minuti al giorno, magari usando applicazioni o ripassando una lingua già studiata in passato.

Videogiochi, lettura e scacchi

Tra le attività considerate utili compare anche il gaming. Giochi come Minecraft, secondo gli esperti, possono migliorare rappresentazione spaziale, velocità di elaborazione e coordinazione tra cervello e movimento.

La lettura di narrativa resta una delle abitudini più consigliate. Leggere romanzi e racconti stimola linguaggio, immaginazione e comprensione delle emozioni altrui. Uno studio pubblicato su International Psychogeriatrics ha collegato la lettura frequente a un rischio minore di declino cognitivo negli over 64.

Infine ci sono gli scacchi. Questo tipo di giochi strategici obbliga il cervello a pianificare, prevedere conseguenze e controllare l’impulsività. Tutte capacità legate alle cosiddette funzioni esecutive, considerate importanti nel mantenimento delle abilità cognitive durante l’invecchiamento.

Il punto centrale non è “allenarsi”, ma restare coinvolti

Secondo gli esperti, l’aspetto più importante è trovare attività abbastanza stimolanti da mantenere il cervello attivo, ma non così difficili da diventare frustranti.

Non esiste un hobby perfetto valido per tutti. L’obiettivo, spiegano i ricercatori, è mantenere curiosità, coinvolgimento mentale e relazioni sociali nel corso degli anni, elementi che sembrano avere un ruolo concreto nella salute del cervello con l’avanzare dell’età.

FONTI:

iNews - Eight easy hobbies that slow brain ageing

Ultimo aggiornamento – 19 Maggio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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