Negli ultimi cinquant’anni, i vaccini hanno salvato oltre 150 milioni di vite nel mondo, rappresentando una delle più importanti conquiste della sanità pubblica. Eppure, oggi la prevenzione vaccinale continua a scontrarsi con nuove sfide, soprattutto quando si parla di adolescenti: una fascia d’età spesso meno intercettata dai programmi di prevenzione e più esposta ai rischi legati alla mancata copertura.
È proprio su questo tema che la Società Italiana di Pediatria (SIP) richiama l’attenzione in occasione della Settimana europea delle vaccinazioni (19–25 aprile) e della Settimana mondiale dell’immunizzazione (24–30 aprile), promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Un altro strumento di supporto dell’associazione è l’opuscolo informativo “Proteggi il tuo bambino – Non è mai troppo presto”, realizzato da SIP e SIN, disponibile gratuitamente online e tradotto in sette lingue per raggiungere tutte le famiglie.
Per fare maggiore chiarezza oggi intervistiamo il Dott. Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico vaccinazioni della SIP, per approfondire il ruolo cruciale delle vaccinazioni in adolescenza, le principali criticità legate all’adesione e le strategie più efficaci per promuovere una cultura della prevenzione consapevole tra giovani e famiglie.
Perché l’adolescenza rappresenta una fase critica dal punto di vista vaccinale e quali sono i principali rischi legati al mancato completamento dei richiami in questa fascia d’età?
“L’adolescente rientra in un target difficile da intercettare, per diversi motivi, quali ad esempio quello di essere scarsamente sensibile o interessato alla prevenzione, cosi come molto spesso risulta essere in rapporto conflittuale con la famiglia e/o con desiderio di autonomia, ma ancora in una fase di dipendenza dalla stessa; per tali motivi, tutte le figure sanitarie che ruotano attorno a lui (pediatra, medico di medicina generale, medicina di comunità, consultorio, servizio vaccinale, ecc.) dovrebbero mettere in atto efficaci strategie di comunicazione, finalizzate a trasmettere le opportune informazioni inerenti gli aspetti fondamentali della prevenzione vaccinale.
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Tale prevenzione risulta essere di fondamentale importanza non solo ai fini della sua stessa protezione, ma anche a livello collettivo, in quanto può essere spesso serbatoio di infezioni per bambini molto piccoli non vaccinati e anziani, entrambi categorie a maggior rischio di sviluppare forme particolarmente severe di malattia.”
Vaccini come quello contro il meningococco e l’HPV sono raccomandati in età adolescenziale, ma l’adesione non è ancora ottimale. Quali sono oggi le principali barriere?
“La disinformazione e i falsi miti sono sicuramente tra i principali motivi per cui molte persone esitano o rifiutano il vaccino Hpv, nonostante sia uno dei vaccini più studiati e sicuri.
Ad esempio, molti genitori ritengono che il vaccino non essendo “obbligatorio” risulti essere meno importante, cosa non assolutamente vera in quanto l’obbligo vaccinale è previsto solo per alcuni vaccini per l’accesso a scuola; a questo si aggiungono timori legati alla sicurezza ed ai possibili effetti collaterali, che non risultano essere assolutamente supportati da evidenze scientifiche, al punto che anche la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda fortemente la vaccinazione anti-HPV come strumento primario per eliminare il cancro cervicale e tutte le malattie correlate ai nove sierotipi contenuti nello stesso vaccino.”
Quali sono le patologie prevenibili con vaccino che destano maggiore preoccupazione in questa fascia d’età oggi in Italia?
“Come riportato anche dal vigente Piano Nazione di Prevenzione Vaccinale 2023-2025, l’adolescenza viene identificata come un momento di fondamentale importanza sia per la somministrazione dei richiami di vaccinazioni già effettuate nell’infanzia (esempio: Difterite, Tetano, Pertosse e Poliomielite, meningite B e ACWY) sia per nuove vaccinazioni da effettuare elettivamente in questo periodo della vita (Papillomavirus).”
Quanto è importante il ruolo dei pediatri, dei medici di medicina generale e della scuola nel promuovere la cultura vaccinale tra genitori adolescenti?
“I Pediatri ed i Medici di Medicina Generale rivestono un ruolo centrale nel promuovere le vaccinazioni in adolescenza. Le principali azioni includono: la verifica dello stato vaccinale e recupero delle dosi mancanti in occasione delle visite di controllo, mettendo in atto non solo un efficace counseling, mirato su sicurezza ed efficacia degli stessi vaccini, ma soprattutto un coinvolgimento attivo dell’adolescente nel processo decisionale, che attraverso anche il supporto di Programmi educativi scolastici, campagne di informazione e l’utilizzo di strumenti digitali affidabili favorenti l’integrazione tra servizi sanitari e contesto scolastico, potrebbe garantire un significativo incremento delle stesse coperture vaccinali.
La letteratura evidenzia anche l’importanza del contesto familiare: l’atteggiamento dei genitori rimane un determinante chiave dell’adesione vaccinale. In particolare, esitazione o indecisione da parte dei genitori si associa frequentemente a una mancata o ritardata vaccinazione degli adolescenti. Allo stesso tempo, il livello di fiducia nei confronti degli operatori sanitari, in particolare del pediatra, rappresenta un fattore protettivo significativo.”
Quanto è rilevante oggi il tema della disinformazione sui vaccini e quali strumenti ritiene più efficaci per contrastarla?
“I vaccini sono un terreno fertile per tutti i tipi di disinformazione. L’auspicio è che le Istituzioni e tutti gli Operatori, tradizionalmente impegnati nelle attività di prevenzione, continuino nel mettere in atto strategie sempre più adeguate e condivise, finalizzate a creare opportuni ed efficaci sistemi di educazione, informazione e formazione per l’intera popolazione ed in particolare per la fascia adolescenziale: solo con l'accettazione cosciente e responsabile di un atto preventivo di fondamentale importanza quale è appunto la vaccinazione, da intendersi come un palese segno di progresso, civiltà e salvaguardia della salute pubblica in tutto il mondo, si potrà realizzare il sogno di eradicare e/o contenere le malattie infettive potenzialmente gravi e a rischio di ospedalizzazione, di complicanze e di decesso.”