Salute del cuore nei bambini: i segnali da non sottovalutare secondo il pediatra

Liliya Dimitrova | Direttrice editoriale
A cura di Liliya Dimitrova
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Data articolo – 27 Maggio, 2026

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Quando si parla di salute cardiovascolare, si tende spesso a pensare a un tema che riguarda soprattutto l’età adulta. Eppure, la prevenzione inizia molto prima: già durante l’infanzia e l’adolescenza possono comparire o consolidarsi alcuni fattori di rischio destinati a influenzare la salute del cuore e dei vasi negli anni successivi.

Sovrappeso, ipertensione, alterazioni del colesterolo, resistenza insulinica, sedentarietà, alimentazione sbilanciata e familiarità per patologie cardiovascolari sono aspetti che meritano attenzione anche in età pediatrica. 

Non perché ogni bambino debba essere sottoposto a controlli eccessivi, ma perché intercettare precocemente eventuali segnali di rischio consente di impostare strategie di prevenzione efficaci e sostenibili.

Ne parliamo con il Dott. Marco C. Giussani, Specialista in Pediatria e Scienza dell’Alimentazione, Responsabile del Centro Rischio Cardiopediatrico dell’Istituto Auxologico IRCCS di Milano e membro del Gruppo di Studio Ipertensione Arteriosa e Rischio Cardiovascolare della Società Italiana di Pediatria, per capire quali sono i falsi miti sul tema, quali controlli considerare e quali abitudini costruire fin dai primi anni di vita per proteggere la salute cardiovascolare dei bambini.

Quali sono i falsi miti più comuni sulla salute cardiovascolare nei bambini che è importante chiarire con i genitori?

“Il falso mito più importante è che le malattie cardiovascolari interessino solo gli adulti. È vero che gli eventi cardiovascolari (infarto miocardico e ictus cerebrale) sono quasi esclusivi dell’età adulta, ma l’aterosclerosi, che ne è la causa, comincia molto precocemente. 


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Sappiamo da tempo che nella nostra realtà occidentale le prime lesioni vascolari che porteranno alla placca aterosclerotica, le strie lipidiche, compaiono nelle arterie intorno ai 10 anni. Pertanto, l’aterosclerosi è una malattia pediatrica, e i fattori di rischio che ne favoriscono lo sviluppo non sono affatto rari nel bambino e nell’adolescente.”

Quando si parla di salute cardiovascolare nei bambini, quali sono i principali fattori di rischio da monitorare già in età pediatrica?

“Oltre all’eccesso di peso, di per sé fattore di rischio cardiovascolare e condizione che ne favorisce lo sviluppo di altri, sono molto diffusi l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, la resistenza insulinica e il prediabete. Due recenti metanalisi (cioè sintesi dei risultati di numerose ricerche) hanno evidenziato che attualmente nel mondo l’ipertensione tra bambini e adolescenti ha una prevalenza pari al 4%. La prevalenza dell’ipercolesterolemia in Italia è di circa il 5% tra i bambini in età scolare, mentre negli USA (paese dal quale tendiamo a importare stili di vita e di alimentazione) un bambino su quattro ha una qualche alterazione del metabolismo lipidico. La resistenza insulinica è molto diffusa tra i bambini in eccesso ponderale e il prediabete è di frequente riscontro tra gli adolescenti obesi.”

Quali segnali o campanelli d’allarme dovrebbero spingere i genitori a chiedere una valutazione pediatrica o cardiologica?

“La pressione arteriosa dovrebbe essere misurata una volta l’anno a partire dai 3-5 anni in tutti i bambini, come parte integrante delle visite di crescita. L’American Academy of Pediatrics suggerisce di fare un prelievo per il controllo del metabolismo lipidico tra gli 8 e i 10 anni a tutti i bambini. In Italia non ci sono indicazioni in questo senso, ma è opportuno fare il controllo almeno a tutti i soggetti con sovrappeso/obesità e quelli con familiarità per dislipidemie o eventi cardiovascolari precoci. A questo proposito, al verificarsi di queste patologie o nel caso di sviluppo di diabete anche nei nonni, la famiglia dovrebbe informare il pediatra per permettergli di aggiornare l’anamnesi familiare e, se il caso, programmare approfondimenti ed eventuali strategie di prevenzione cardiovascolare.”

Quanto incidono alimentazione, attività fisica, sonno e sedentarietà sulla prevenzione cardiovascolare nei bambini, e quali abitudini sarebbe utile costruire fin dai primi anni di vita?

“Moltissimo. Bisogna ricordare che fin dal concepimento e dalla gravidanza la salute della mamma può condizionare a lungo termine la predisposizione a sviluppare malattie cardiovascolari. 

L’alimentazione è fondamentale a partire dall’allattamento al seno, al corretto svezzamento per raggiungere l’obiettivo della Dieta Mediterranea. L’eccessivo consumo di zuccheri semplici, in particolare di fruttosio, con le bevande zuccherate favorisce l’innalzamento di acido urico che è un riconosciuto fattore di rischio per ipertensione arteriosa anche nei bambini. 

Queste bevande andrebbero quindi eliminate. L’esposizione al fumo, attiva e passiva, è deleteria e sta prendendo piede la consapevolezza che anche l’inquinamento ambientale, in tutte le sue forme, può favorire la sviluppo di obesità e malattie cardiovascolari.” 

In presenza di familiarità per ipertensione, colesterolo alto, cardiopatie o eventi cardiovascolari precoci in famiglia, quali controlli sono raccomandati in età pediatrica e con quale frequenza?

“Il pediatra deve monitorare l’eventuale sviluppo di eccesso ponderale iniziando dai primissimi anni di vita, anche misurando la circonferenza addominale. Rilevare la pressione arteriosa una volta l’anno a partire dai 3-5 anni. Eseguire intorno ai 10 anni uno screening dei lipidi plasmatici a tutti i bambini oppure mirato solo a quelli con rischio familiare o in eccesso di peso (ai quali sarebbe bene abbinare un dosaggio di glicemia, insulina glicata e uricemia). Inoltre, aggiornare l’anamnesi familiare in caso di malattie cardiovascolari precoci (<55-60 anni) e insorgenza di diabete.

Per concludere aggiungerei una riflessione. Nella storia umana non ci sono mai stati così tanti bambini in eccesso di peso, così precocemente in eccesso di peso e con così grave eccesso di peso come oggi. In un certo senso stiamo facendo un esperimento di cui non conosciamo le conseguenze. L’obesità comporta molte e gravi comorbilità che interessano tutti gli organi e apparati. Limitando il campo alle sole malattie cardiovascolari, quando i bambini di oggi saranno adulti è prevedibile un forte impatto di queste patologie con importanti costi umani, ma anche economici, ed è dubbio che gli attuali sistemi di welfare possano avere le risorse per reggere questo urto. 

La prevenzione dell’obesità e la individuazione precoce dei fattori di rischio cardiovascolare sono l’unico mezzo per contrastare queste fosche previsioni. I genitori dovrebbero essere incoraggiati a mettere in pratica, anche con l’esempio, i consigli di prevenzione suggeriti dal pediatra per i loro bambini. Tuttavia, gli interventi sui singoli potrebbero non essere sufficienti se non accompagnati da scelte politiche e sociali lungimiranti che coinvolgano la società nel suo complesso.  

Ultimo aggiornamento – 19 Maggio, 2026

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