L'estate è il momento in cui la vista dei più piccoli è maggiormente esposta: sole, acqua, sabbia, vento e ore trascorse tra schermi e attività all'aperto mettono alla prova gli occhi dei bambini più che in ogni altra stagione dell'anno. Eppure è proprio in vacanza che la prevenzione oculistica pediatrica rischia di passare in secondo piano, complice la convinzione che i controlli possano sempre aspettare il rientro a scuola.
Per fare chiarezza su rischi reali, buone abitudini e campanelli d'allarme da non sottovalutare, abbiamo intervistato il Dr. Paolo Nucci, Professore Ordinario di Oftalmologia all'Università degli Studi di Milano, Direttore dell'U.O.C. e della Clinica Oculistica Universitaria dell'Ospedale San Giuseppe, nonché Presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica.
Dall'esposizione ai raggi UV al corretto uso di tablet e smartphone, dalle infezioni legate al bagno in mare e in piscina fino al calendario delle visite pediatriche raccomandate, il dr. Nucci ci guida attraverso i principali temi legati alla salute visiva dei più piccoli durante i mesi estivi – a conferma di un principio semplice ma spesso dimenticato: la prevenzione non va in vacanza.
Per approfondire il tema e scoprire i consigli della campagna promossa dalla Fondazione IAPB Italia ETS, è possibile visitare la pagina dedicata: La prevenzione non va in vacanza.
I bambini sono più vulnerabili degli adulti ai raggi UV? Quali sono i rischi concreti per gli occhi durante l’estate e da che età è opportuno utilizzare occhiali da sole con protezione certificata?
L’occhio del bambino è più vulnerabile ai raggi ultravioletti perché le strutture oculari sono più trasparenti e lasciano passare una quantità maggiore di radiazioni rispetto all’adulto. Questo significa che una parte importante dell’esposizione ai raggi UV che accumuliamo nel corso della vita avviene proprio durante l’infanzia.
Il rischio immediato è rappresentato da banali irritazioni della superficie oculare, soprattutto in spiaggia, in barca o in montagna, dove i raggi sono moltiplicati è molto intensa. Ma il vero problema è il danno cumulativo: proteggere gli occhi da piccoli significa ridurre il rischio di patologie oculari negli anni successivi.
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Il mio consiglio è semplice: cappellino con visiera sempre e occhiali da sole quando è più esposto (non ogni volta che va al parco, ma quando la luce solare è più gravosa) e devono entrare a far parte della protezione del bambino esattamente come la crema solare. Possono essere utilizzati fin dai primi anni di vita q scegliendo modelli con certificazione CE e filtro UV400.
Durante l’estate aumenta spesso il tempo trascorso davanti agli schermi. Come conciliare il riposo visivo estivo con l’uso di tablet e smartphone e cosa consiglia ai genitori per gestire questo equilibrio?
Negli ultimi anni abbiamo imparato una cosa importante: la migliore “terapia” per gli occhi dei bambini è stare all’aria aperta. Numerosi studi dimostrano che trascorrere almeno due ore al giorno all’esterno riduce il rischio di sviluppare miopia e ne rallenta la progressione.
Per questo l’estate dovrebbe essere vissuta come un’occasione per sostituire almeno una parte del tempo davanti agli schermi con attività all’aperto. Non dico di eliminare tablet e smartphone, sarebbe poco realistico dopo gli 8 anni, ma di usarli con buon senso.
Consiglio sempre di fare pause frequenti, evitare sessioni troppo lunghe, mantenere una corretta distanza di lettura e soprattutto non utilizzare gli schermi come unica forma di intrattenimento durante le vacanze. Gli occhi dei bambini hanno bisogno di guardare lontano, di seguire oggetti in movimento, di esporsi alla luce naturale: sono tutti stimoli fondamentali per uno sviluppo visivo sano.
Nuotare senza occhialini, il contatto con l’acqua di mare o di piscina: quali sono le infezioni oculari più comuni nei bambini durante l’estate e come si prevengono efficacemente?
La maggior parte dei problemi che vediamo in estate non sono vere infezioni, ma irritazioni della superficie oculare provocate da cloro, sale, sabbia e vento. Queste condizioni possono però favorire la comparsa di congiuntiviti batteriche o virali.
La prevenzione è molto semplice. Gli occhialini da nuoto sono utili perché proteggono la superficie dell’occhio, soprattutto nelle piscine. Dopo il bagno è buona norma risciacquare gli occhi con acqua dolce, evitare di strofinarli con le mani sporche e non condividere asciugamani.
Vorrei sfatare anche un luogo comune: il problema infettivo nasce da una scarsa igiene o da piscine non adeguatamente mantenute.
Quali sintomi non vanno mai sottovalutati in estate – come occhi rossi, lacrimazione o sensibilità alla luce – e in quali casi è opportuno che un genitore si rivolga a un oculista senza attendere il rientro dalle vacanze?
L’occhio rosso non è sempre banale. Se compare dopo una giornata di sole o di piscina e si risolve rapidamente, spesso si tratta di una semplice irritazione. Ma ci sono segnali che devono far scattare un controllo immediato.
Se il bambino ha dolore, vede meno, tiene l’occhio chiuso per la luce, presenta una secrezione abbondante oppure ha subito un trauma o l’ingresso di un corpo estraneo, non bisogna aspettare il rientro dalle vacanze. Lo stesso vale per un arrossamento importante che interessa un solo occhio o per sintomi che non migliorano in uno o due giorni.
In oftalmologia il fattore tempo è spesso determinante. Intervenire precocemente significa quasi sempre risolvere il problema più rapidamente e con minori rischi.
L’estate è un buon momento per un controllo della vista? Esiste un calendario di visite oculistiche pediatriche raccomandate e quali sono le fasce d’età più importanti per intercettare precocemente problemi come miopia o strabismo?
L’estate è sicuramente un ottimo momento perché le famiglie hanno più tempo e il bambino non perde scuola. Ma il momento migliore è sempre quello giusto per fare prevenzione.
Io consiglio di rispettare un percorso di controlli ben definito. Una valutazione precoce quando esistono fattori di rischio, uno screening intorno ai tre anni, un controllo completo prima dell’ingresso alla scuola primaria e successivamente visite periodiche durante tutta l’età evolutiva.
Oggi il problema che osserviamo con maggiore frequenza è la miopia , che sta aumentando in tutto il mondo. Ma non dobbiamo dimenticare ambliopia e strabismo , che possono essere trattati con successo se diagnosticati nei primi anni di vita.
Il messaggio che mi piace lasciare ai genitori è questo: il bambino raramente dice di vedere male perché pensa che tutti vedano come lui. Per questo motivo non bisogna aspettare che compaiano sintomi. La visita oculistica serve proprio a individuare problemi quando ancora il bambino non se ne accorge e quando possiamo intervenire nel modo più efficace.