Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a indagare il legame tra alimentazione e aritmie cardiache, soprattutto nei soggetti predisposti come quelli affetti da sindrome del QT lungo.
Una review pubblicata nel 2025 sulla rivista Advances in Nutrition suggerisce che alcuni alimenti e bevande, tra cui succo di pompelmo ed energy drink, possano influenzare l’attività elettrica del cuore. Non si tratta di cause dirette della malattia, ma di fattori che possono contribuire ad aumentare il rischio in determinate condizioni.
Che cos’è la sindrome del QT lungo
La sindrome del QT lungo (LQTS) è una patologia cardiaca, spesso di origine genetica, che altera la “ripolarizzazione” del cuore, cioè il tempo necessario alle cellule cardiache per prepararsi al battito successivo. Questo si traduce in un prolungamento dell’intervallo QT visibile all’elettrocardiogramma.
In alcune persone la condizione può favorire aritmie pericolose, svenimenti e, più raramente, morte improvvisa. La gestione si basa su farmaci, come i beta-bloccanti, e su modifiche dello stile di vita, tra cui l’evitare fattori che possono scatenare le aritmie.
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Secondo gli esperti, nei pazienti con QT lungo la cosiddetta “riserva di ripolarizzazione” è ridotta: questo significa che il cuore è più sensibile a stimoli esterni, inclusi farmaci, squilibri elettrolitici e, potenzialmente, anche alcuni alimenti.
Succo di pompelmo: cosa dicono gli studi
Uno studio pubblicato su Heart Rhythm ha analizzato l’effetto del succo di pompelmo su 30 volontari sani e 10 pazienti con sindrome del QT lungo. I risultati hanno mostrato un prolungamento significativo dell’intervallo QT: circa 14 millisecondi nei soggetti sani e fino a oltre 20 millisecondi nei pazienti con LQTS.
Secondo i ricercatori, questo effetto è paragonabile a quello di alcuni farmaci noti per influenzare il ritmo cardiaco. Il meccanismo è duplice: da un lato, i flavonoidi del pompelmo possono interferire con i canali del potassio del cuore; dall’altro, il pompelmo può alterare il metabolismo di diversi farmaci, aumentando il loro effetto sul QT.
Per questo motivo, il rischio riguarda soprattutto chi assume farmaci che prolungano il QT o ha una predisposizione genetica.
Energy drink: perché sono sotto osservazione
Anche gli energy drink sono stati studiati per i loro possibili effetti sul cuore. Alcune ricerche, tra cui studi pubblicati sul Journal of the American Heart Association, hanno evidenziato che il loro consumo può determinare un modesto aumento del QT, generalmente nell’ordine di pochi millisecondi.
Un dato interessante è che l’effetto sembra maggiore rispetto a bevande con la stessa quantità di caffeina. Questo suggerisce che non sia solo la caffeina a incidere, ma anche altre sostanze presenti negli energy drink, come taurina e guaranà.
Nei soggetti sani l’impatto è in genere limitato, ma nei pazienti con QT lungo o altri fattori di rischio sono stati descritti casi di aritmie anche gravi. Per questo, gli esperti raccomandano cautela, soprattutto in chi ha già una predisposizione.
Cosa significa per la salute
Nel complesso, le evidenze indicano che alcuni alimenti e bevande possono agire come fattori che modulano il rischio aritmico, soprattutto nei soggetti vulnerabili. È importante chiarire che:
- non causano la sindrome del QT lungo;
- ma possono contribuire ad aumentare il rischio in presenza di altri fattori.
Gli effetti osservati negli studi sono generalmente:
- limitati nei soggetti sani;
- più rilevanti nei pazienti con QT lungo o in terapia farmacologica.
Raccomandazioni degli esperti
Alla luce dei dati disponibili, gli specialisti suggeriscono alcune precauzioni:
- limitare il consumo di energy drink, soprattutto in grandi quantità;
- prestare attenzione al succo di pompelmo, in particolare se si assumono farmaci;
- informare il medico sulle proprie abitudini alimentari e sull’uso di integratori;
- evitare la combinazione di più fattori di rischio (farmaci, stimolanti, squilibri elettrolitici).
In generale, nei pazienti con QT lungo è consigliabile adottare un approccio prudente e personalizzato.
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Prospettive future e consigli pratici
La ricerca su alimentazione e aritmie è ancora in evoluzione e molti dati derivano da studi di piccole dimensioni. Tuttavia, il messaggio è chiaro: anche fattori apparentemente innocui possono influenzare il cuore, soprattutto nei soggetti predisposti.
Per questo è importante non sottovalutare sintomi come svenimenti, palpitazioni o episodi di perdita di coscienza e rivolgersi al medico in caso di dubbio. Una diagnosi precoce, insieme a uno stile di vita consapevole, resta la strategia più efficace per ridurre i rischi.
Fonti
- Advances in Nutrition - Nutritional Factors and Arrhythmic Risk in Long QT Syndrome: A Narrative Review of Mechanistic and Clinical Evidence
- Heart Rhythm - Grapefruit juice prolongs the QT interval of healthy volunteers and patients with long QT syndrome
- Journal of the American Heart Association - Impact of High Volume Energy Drink Consumption on Electrocardiographic and Blood Pressure Parameters: A Randomized Trial