Dieta senza glutine e perdita di peso: cosa c’è dietro il calo iniziale

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 21 Gennaio, 2026

alimenti senza glutine, lavagnetta con scritto gluten free

Negli ultimi anni le diete senza glutine hanno superato l’ambito strettamente clinico, attirando l’interesse di molte persone convinte che eliminare questa proteina possa favorire il dimagrimento. 

In effetti, in alcuni casi il peso corporeo diminuisce, tuttavia, le evidenze scientifiche suggeriscono che il motivo di questo cambiamento non sia legato al glutine in sé, ma a una serie di effetti indiretti ben documentati dalla ricerca nutrizionale.

Perché il glutine viene spesso associato all’aumento di peso

Il glutine è una proteina naturalmente presente in cereali come frumento, orzo e segale. Non esistono prove scientifiche che dimostrino un suo ruolo diretto nell’aumento della massa grassa nelle persone sane. 

Eppure, quando il glutine viene eliminato dalla dieta, molte persone riferiscono una riduzione del gonfiore addominale e un calo ponderale iniziale, interpretati come segnali di dimagrimento.

Diverse analisi basate sulla letteratura scientifica mostrano che questa associazione è fuorviante. Il glutine viene spesso indicato come responsabile di variazioni di peso e di sensazioni di gonfiore, ma le evidenze disponibili suggeriscono che i cambiamenti osservati siano legati soprattutto ad altri fattori, indipendenti dalla presenza della proteina in sé.

Il ruolo delle scelte alimentari quotidiane

Eliminare il glutine comporta automaticamente l’esclusione o la forte riduzione di molti alimenti di largo consumo: pane, pizza, prodotti da forno, snack industriali e numerosi cibi ultraprocessati. Si tratta di alimenti spesso caratterizzati da un’elevata densità calorica.

Diversi studi osservazionali indicano che, soprattutto nelle fasi iniziali, chi segue una dieta gluten-free tende ad assumere meno calorie complessive e meno carboidrati raffinati.

Una revisione pubblicata sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics evidenzia come la riduzione dell’introito energetico sia uno dei principali fattori associati al calo di peso osservato in questi regimi alimentari.

In altre parole, non è l’assenza del glutine a determinare la perdita di peso, ma il cambiamento del profilo nutrizionale della dieta.

Perdita di peso o perdita di liquidi

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la composizione del peso perso. La riduzione dei carboidrati porta a una diminuzione delle riserve di glicogeno, una forma di deposito energetico che trattiene acqua nell’organismo. Quando il glicogeno si riduce, si perdono anche liquidi.

Secondo uno studio pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition, questo meccanismo può spiegare un calo rapido del peso corporeo nelle prime settimane, che però non corrisponde a una reale riduzione della massa grassa

Si tratta di un effetto transitorio, spesso seguito da una stabilizzazione o da un recupero del peso.

Nel lungo periodo, la dieta senza glutine non garantisce automaticamente un vantaggio nutrizionale. 

Molti prodotti industriali gluten-free, per compensare l’assenza del glutine, contengono più zuccheri, grassi o additivi, con un profilo calorico simile o superiore a quello degli alimenti tradizionali.

Questo aspetto può annullare qualsiasi beneficio iniziale e rendere la dieta meno equilibrata, soprattutto se non pianificata con attenzione.


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Cosa dicono le istituzioni sanitarie

Le posizioni ufficiali degli enti sanitari italiani sono chiare, l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che eliminare il glutine senza una diagnosi di celiachia o di sensibilità al glutine non rende la dieta più sana né più efficace per il controllo del peso. Anzi, può ridurre l’apporto di fibre e micronutrienti importanti.

Anche il Ministero della Salute ribadisce che la dieta senza glutine rappresenta una terapia medica, non uno strumento di dimagrimento, e va seguita solo in presenza di una diagnosi accertata, in linea con le Linee Guida Italiane per una Sana Alimentazione.

Per concludere possiamo quindi affermare che eliminare il glutine può coincidere con una perdita di peso, ma il motivo non risiede nel glutine stesso

Il calo osservato dipende da una riduzione calorica indiretta e, spesso, da una perdita iniziale di liquidi. 

Le evidenze scientifiche concordano: in assenza di indicazioni cliniche, il controllo del peso passa dall’equilibrio complessivo della dieta, non dall’eliminazione di un singolo componente.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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