West Nile in Italia: perché la Pianura Padana è tra le aree più esposte

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 24 Agosto, 2026

Una puntura di zanzara sul braccio

La West Nile non può più essere considerata un'infezione lontana dal nostro territorio. Il virus circola in Italia ormai da anni e, durante la stagione estiva, la sorveglianza sanitaria torna a registrare casi umani insieme alla presenza del patogeno negli animali e nelle zanzare. I dati disponibili nell'agosto 2026 mostrano una diffusione che interessa una parte consistente del Paese, anche se alcune zone continuano a presentare caratteristiche particolarmente favorevoli alla trasmissione.

Tra queste c'è la Pianura Padana, dove la combinazione tra temperature elevate, presenza di acqua, zone umide, attività agricole, popolazioni di uccelli e abbondanza di zanzare crea un ambiente adatto al mantenimento del ciclo del virus. A riportare l'attenzione sul problema è stato anche il recente caso di un uomo di 85 anni, ex professore di matematica residente a Sartirana Lomellina, nel Pavese, morto dopo essere stato ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia con un'infezione da West Nile.

Come si trasmette la West Nile

Il West Nile virus viene trasmesso principalmente attraverso le punture di zanzare infette appartenenti al genere Culex, insetti molto diffusi anche nelle città e nelle campagne italiane. Non bisogna quindi confonderle con la zanzara tigre, più frequentemente associata ad altre infezioni come dengue e chikungunya.

Il ciclo naturale del virus coinvolge soprattutto uccelli e zanzare. Una zanzara può acquisire il virus pungendo un uccello infetto e successivamente trasmetterlo all'uomo attraverso una nuova puntura. Le persone, invece, vengono considerate generalmente ospiti "a fondo cieco": la quantità di virus presente nel sangue non raggiunge normalmente livelli sufficienti perché una nuova zanzara possa infettarsi pungendo una persona malata.


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La West Nile, inoltre, non si trasmette normalmente attraverso i comuni contatti interpersonali. Il rischio quotidiano è quindi legato soprattutto alla presenza di zanzare infette nelle aree in cui il virus sta circolando.

Perché la Pianura Padana favorisce la circolazione del virus

Attribuire l'aumento della West Nile esclusivamente al cambiamento climatico sarebbe una semplificazione. Il virus era presente in Italia anche prima delle ultime estati particolarmente calde. Le temperature, tuttavia, possono modificare alcune delle condizioni necessarie alla sua diffusione.

Il caldo favorisce lo sviluppo delle zanzare e può influenzare la velocità con cui il virus si replica al loro interno. Quando le condizioni sono adatte, può diminuire il tempo necessario perché una zanzara che ha acquisito il patogeno diventi a sua volta in grado di trasmetterlo. Una stagione calda più lunga può inoltre prolungare il periodo dell'anno durante il quale la circolazione rimane possibile.

La Pianura Padana aggiunge a questo quadro una caratteristica importante: la grande disponibilità di risaie, canali irrigui, zone umide e raccolte d'acqua, insieme alla presenza di numerose popolazioni di uccelli. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sono infatti da tempo tra i territori italiani interessati dalla West Nile.

Non esiste comunque una relazione automatica tra aumento delle temperature e aumento dei casi. Entrano in gioco anche precipitazioni, periodi di siccità, gestione delle acque, densità delle popolazioni di zanzare e diffusione del virus tra gli uccelli. Il cambiamento climatico può quindi contribuire ad amplificare un insieme di condizioni ambientali già favorevoli.

West Nile, i dati italiani dell'estate 2026

La diffusione registrata quest'anno non riguarda soltanto alcune province settentrionali. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità aggiornati al 19 agosto 2026, in Italia erano stati confermati 312 casi di infezione da West Nile, dei quali 156 in forma neuroinvasiva. I decessi segnalati erano 13.

La presenza del virus era stata inoltre dimostrata in 60 province appartenenti a 16 Regioni, segno di una circolazione ormai geograficamente ampia. Anche a livello europeo il fenomeno viene monitorato con attenzione: al 13 agosto 2026, l'ECDC aveva registrato 429 infezioni acquisite localmente in nove Paesi europei, distribuite complessivamente in 77 aree.

Quali sono i sintomi e chi rischia maggiormente

Un aspetto particolare della West Nile è che nella maggioranza delle persone l'infezione passa inosservata. Circa l'80% degli infettati non sviluppa alcun sintomo. Quando la malattia si manifesta, può provocare disturbi relativamente aspecifici come febbre, mal di testa, stanchezza e dolori muscolari.

Le complicazioni più serie sono molto meno frequenti. In meno dell'1% delle persone infettate possono svilupparsi forme neurologiche importanti, tra cui meningite, encefalite o paralisi. Il rischio di malattia grave cresce soprattutto con l'età e nelle persone più fragili.

Questo spiega perché la stessa infezione possa avere conseguenze molto diverse: nella maggior parte dei casi non provoca manifestazioni evidenti, mentre in una piccola percentuale può interessare il sistema nervoso e richiedere il ricovero ospedaliero.

Prevenire le punture resta fondamentale

Poiché la trasmissione all'uomo avviene principalmente attraverso le zanzare, ridurre l'esposizione alle punture rappresenta un elemento centrale della prevenzione. Particolare attenzione va prestata nei periodi e nelle zone in cui viene documentata una maggiore circolazione del virus, soprattutto per anziani e persone fragili, che presentano un rischio più elevato di sviluppare complicazioni.

I dati dell'estate 2026 mostrano soprattutto come la West Nile sia ormai una malattia da considerare all'interno della sorveglianza sanitaria italiana. La Pianura Padana rimane un territorio particolarmente adatto alla sua circolazione, ma la presenza del virus in 16 Regioni indica che il fenomeno non riguarda più soltanto una porzione circoscritta del Nord Italia.

Fonti:

ECDC - West Nile

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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