Una nuova pillola da assumere prima di dormire potrebbe cambiare il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno, un disturbo che colpisce quasi un miliardo di persone nel mondo.
Dopo i risultati positivi di uno studio clinico di fase 3, il farmaco sperimentale chiamato AD109 è stato inserito in un percorso accelerato di approvazione negli Stati Uniti.
L’apnea ostruttiva del sonno provoca ripetute interruzioni della respirazione durante il riposo notturno. Le conseguenze più comuni includono stanchezza cronica, mal di testa mattutini e russamento, ma nel lungo periodo il disturbo può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari, alterazioni cognitive e altre complicazioni legate alla salute generale.
Lo studio su 646 pazienti tra Stati Uniti e Canada
La sperimentazione è stata guidata da Patrick John Strollo, medico specializzato in medicina del sonno presso l’University of Pittsburgh Medical Center.
I ricercatori hanno coinvolto 646 pazienti provenienti da Stati Uniti e Canada, tutti affetti da apnea ostruttiva del sonno da lieve a grave. I partecipanti avevano però una caratteristica comune: non riuscivano a tollerare la macchina CPAP oppure avevano rifiutato di utilizzarla.
La CPAP, cioè la ventilazione a pressione positiva continua, è oggi il trattamento più diffuso per l’apnea del sonno. Il dispositivo mantiene aperte le vie respiratorie durante la notte attraverso una maschera collegata a un flusso d’aria costante.
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Nonostante l’efficacia clinica, molti pazienti interrompono la terapia per il disagio, la rumorosità o la difficoltà di utilizzo durante il sonno.
Durante lo studio, i partecipanti hanno assunto ogni sera AD109 oppure un placebo per 26 settimane, senza sapere quale trattamento stessero ricevendo. La prima settimana prevedeva una dose ridotta, poi aumentata progressivamente nel corso del trial.
Riduzione significativa degli episodi di apnea
I risultati sono stati valutati utilizzando l’indice apnea-ipopnea (AHI), il parametro standard usato per misurare la gravità dell’apnea ostruttiva del sonno. Questo indice tiene conto sia delle pause respiratorie complete sia dei momenti in cui la respirazione diventa troppo debole durante la notte.
Secondo i dati pubblicati, nei pazienti trattati con AD109 l’indice AHI si è ridotto in media del 44% nel corso dello studio. Nel gruppo placebo, invece, la riduzione media è stata intorno al 18%.
Alla ventiseiesima settimana, quasi il 42% dei pazienti che assumevano il farmaco era passato a una categoria meno grave della malattia. Inoltre, circa il 18% non mostrava più segni di apnea ostruttiva del sonno.
Gli effetti collaterali osservati sono stati generalmente lievi e includevano bocca secca, nausea e insonnia. I ricercatori spiegano che questi sintomi erano previsti, poiché i componenti del farmaco sono già utilizzati per altre condizioni mediche.
Come funziona AD109
Il farmaco combina due sostanze: aroxybutynin, che riduce l’attivazione di alcune componenti del sistema nervoso parasimpatico, e atomoxetina, principio attivo già noto per il trattamento dell’ADHD.
Secondo gli autori dello studio, la combinazione agisce impedendo che durante il sonno i muscoli delle vie respiratorie superiori perdano tono e collassino. In pratica, il farmaco aiuta il cervello a mantenere attivi i muscoli coinvolti nella respirazione notturna.
L'aroxybutinina blocca i recettori muscarinici e l'atomoxetina aumenta la noradrenalina. Questa combinazione stimola direttamente il nucleo del nervo ipoglosso. L'attivazione di questo circuito mantiene aperto il canale respiratorio. Il bersaglio principale è il muscolo genioglosso, che evita così di collassare durante il sonno REM.
La Food and Drug Administration statunitense ha già inserito AD109 in un percorso di revisione accelerata e una decisione ufficiale potrebbe arrivare nel 2027.
Nel frattempo, altre soluzioni alternative alla CPAP sono ancora in fase di studio, tra cui farmaci derivati da medicinali antiepilettici, trattamenti con farmaci GLP-1 legati all’obesità e persino tecniche sperimentali basate su elettrodi impiantati nella lingua.
Secondo Strollo, questi risultati rafforzano l’idea che intervenire direttamente sui meccanismi neuromuscolari coinvolti nell’apnea del sonno possa offrire una nuova strada terapeutica concreta per milioni di pazienti che oggi restano senza cure efficaci o interrompono i trattamenti tradizionali.
Fonti:
- ScienceAlert - Nightly Sleep Apnea Pill Fast-Tracked For Approval After Latest Trial Success
- American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine - Aroxybutynin and atomoxetine (AD109) for obstructive sleep apnea: a randomized phase 3 trial (SynAIRgy)