Quando il naso è completamente chiuso, uno spray capace di far respirare meglio nel giro di pochi minuti può sembrare la soluzione più semplice e la scelta migliore. Il problema nasce quando quel prodotto, nato per un uso breve, continua a essere utilizzato giorno dopo giorno perché l’ostruzione torna appena l’effetto termina.
È uno dei punti affrontati dalle nuove linee guida ARIA-EAACI sulla rinite allergica, pubblicate sulla rivista scientifica Allergy. Il documento ha esaminato le prove disponibili su diversi trattamenti intranasali, cercando di chiarire quando usare corticosteroidi, antistaminici, combinazioni di farmaci e decongestionanti.
La distinzione è importante perché non tutti gli spray nasali hanno la stessa funzione. Alcuni controllano l’infiammazione o la risposta allergica; altri restringono temporaneamente i vasi sanguigni della mucosa e fanno diminuire rapidamente il gonfiore. Proprio questi ultimi, se impiegati troppo a lungo, possono trasformarsi da rimedio a parte del problema.
Perché lo spray decongestionante può creare un circolo vizioso
Gli spray decongestionanti agiscono restringendo i piccoli vasi sanguigni presenti nella mucosa del naso. Il gonfiore diminuisce e, di conseguenza, l’aria torna a passare più facilmente. L’effetto è rapido, ma soprattutto temporaneo. Se l’utilizzo viene prolungato oltre il necessario, può comparire quella che viene definita rinite da farmaco, una condizione nella quale la congestione persiste o torna a peggiorare quando l’effetto del prodotto svanisce.
A quel punto la persona può essere portata a utilizzare nuovamente lo spray per ottenere sollievo, alimentando un meccanismo che rende sempre più difficile interromperne l’uso. Per questo le linee guida raccomandano di limitare questi prodotti a non più di cinque giorni, e possibilmente anche meno, seguendo sempre le indicazioni del foglietto illustrativo. La raccomandazione interessa principi attivi decongestionanti come ossimetazolina, xilometazolina e tramazolina.
Raffreddore: lo spray può aiutare, ma non elimina il virus
Il naso chiuso non è necessariamente dovuto a un’allergia. Durante i mesi freddi, una delle cause più comuni è il raffreddore, un’infezione virale delle vie respiratorie superiori che può provocare anche starnuti, mal di gola, tosse, stanchezza e talvolta una febbre lieve.
In questo caso lo spray decongestionante può offrire un sollievo temporaneo, per esempio durante la notte, ma non cura l’infezione e non riduce la durata del raffreddore. Anche per questo motivo non c’è un vantaggio nel continuare a utilizzarlo per periodi prolungati una volta superata la finestra indicata.
Il raffreddore tende generalmente a migliorare spontaneamente nel giro di alcuni giorni, anche se la congestione nasale può persistere più a lungo. Un’alternativa per alleviare i sintomi è rappresentata dalle soluzioni saline, disponibili sotto forma di spray o gocce. Non producono lo stesso effetto immediato dei decongestionanti, ma possono aiutare a fluidificare le secrezioni e a mantenere umida la mucosa nasale.
Muco verde o giallo non significa automaticamente antibiotico
Un altro errore frequente riguarda l’interpretazione delle secrezioni nasali. Il raffreddore comune è nella maggior parte dei casi di origine virale e, per questo, gli antibiotici non sono utili. Anche la comparsa di muco giallo o verdastro, considerata spesso un segnale sicuro di infezione batterica, non è sufficiente da sola a dimostrarne la presenza.
La situazione merita invece una valutazione medica quando i sintomi durano oltre dieci giorni senza mostrare miglioramenti, peggiorano dopo una fase iniziale di sollievo oppure compaiono febbre alta persistente, dolore intenso al volto, difficoltà respiratoria o una debolezza importante.
Allergia: corticosteroidi e antistaminici non sono decongestionanti
Nel caso della rinite allergica il meccanismo è differente. L’infiammazione nasce da una risposta del sistema immunitario verso sostanze normalmente innocue come pollini, acari della polvere, peli o forfora degli animali.
I sintomi possono comprendere starnuti ripetuti, prurito, naso chiuso, secrezione acquosa e, frequentemente, occhi arrossati o lacrimazione. In queste situazioni vengono utilizzati anche spray con una funzione diversa rispetto ai decongestionanti.
Gli antistaminici intranasali contrastano gli effetti dell’istamina e possono contribuire a ridurre starnuti, prurito e secrezioni. I corticosteroidi nasali, invece, agiscono sull’infiammazione e risultano particolarmente importanti quando la congestione persiste. Il loro utilizzo può richiedere regolarità e deve seguire le indicazioni ricevute. La loro azione non va quindi confusa con quella di uno spray che libera il naso immediatamente.
In alcuni casi due farmaci nello stesso spray possono essere più efficaci
Le linee guida prendono in considerazione anche le forme più intense di rinite allergica. In questi casi, la combinazione di un antistaminico e di un corticosteroide nello stesso spray può offrire vantaggi rispetto all’impiego del solo corticosteroide.
Non significa però che la combinazione sia necessariamente la scelta migliore per chiunque. Il trattamento deve essere scelto valutando gravità dei sintomi, età e risposta individuale. È un punto importante perché nella gestione del naso chiuso la velocità con cui arriva il sollievo non coincide necessariamente con l’efficacia del trattamento sulla causa del disturbo.
Un decongestionante può far respirare meglio molto rapidamente senza intervenire sull’infiammazione allergica che continua a essere presente.
Bambini, gravidanza e anziani: serve maggiore cautela
L’impiego dei decongestionanti non richiede la stessa attenzione in tutte le persone. Secondo quanto riportato dalle linee guida, nei bambini sotto i 12 anni, nelle donne in gravidanza e nelle persone anziane l’uso richiede particolare cautela ed è generalmente sconsigliato.
Questo è un ulteriore motivo per evitare di considerare gli spray nasali prodotti completamente intercambiabili o innocui solo perché disponibili facilmente. Anche nei bambini, per esempio, le soluzioni saline devono essere scelte in formulazioni appropriate all’età.
Se il naso resta chiuso per settimane, lo spray potrebbe non essere il problema principale
Un’ostruzione che dura settimane o continua a tornare merita invece di essere valutata per capire che cosa la stia causando. Se il problema interessa soprattutto una sola narice, oppure persiste nonostante i trattamenti, la causa potrebbe non essere semplicemente un’allergia o un raffreddore.
Tra le possibilità citate figurano polipi nasali, alterazioni anatomiche, altre forme di infiammazione e la stessa rinite provocata dall’uso prolungato dei decongestionanti. Merita attenzione anche la presenza contemporanea di asma. Rinite allergica e asma possono infatti coesistere e una gestione insufficiente dei sintomi nasali può rendere più complesso il controllo complessivo delle vie respiratorie.
Lo spray più rapido non è sempre quello più adatto
Le nuove raccomandazioni non individuano quindi un singolo prodotto valido per ogni naso chiuso. Il punto è distinguere la causa dell’ostruzione e scegliere di conseguenza il trattamento. Se il problema è un raffreddore, un decongestionante può offrire sollievo per un periodo breve senza modificare l’infezione. Se si tratta di rinite allergica, invece, farmaci che agiscono sull’infiammazione o sull’istamina possono avere un ruolo più importante nel controllo del disturbo.
E se uno spray decongestionante viene utilizzato oltre il necessario, il sollievo iniziale può finire per trasformarsi in un nuovo problema.
La regola centrale resta quindi semplice: liberare il naso non significa necessariamente curare ciò che lo sta facendo chiudere. Capire la causa e utilizzare il prodotto adatto per il tempo corretto è ciò che permette di evitare che un rimedio pensato per pochi giorni mantenga la congestione molto più a lungo.
Fonte
Wiley Online Library - Allergic Rhinitis and Its Impact on Asthma (ARIA)-EAACI Guidelines—2024–2025 Revision: Part I—Guidelines on Intranasal Treatments