Jannik Sinner si avvicina a Wimbledon con un’attenzione particolare alla gestione del caldo. Il numero 1 al mondo, chiamato a difendere il titolo conquistato nel 2025, sta lavorando con il suo staff per ridurre al minimo il rischio di rivivere una giornata difficile come quella del 28 maggio al Roland Garros, quando un malessere lo aveva condizionato nella sconfitta inattesa contro Juan Manuel Cerundolo.
I test effettuati all’Ospedale San Raffaele di Milano hanno dato esito positivo e il ritorno in campo è stato incoraggiante, con la vittoria contro Norrie all’Armani Tennis Classic. Tuttavia, le temperature molto alte registrate anche in Inghilterra restano un fattore da controllare con attenzione. A Londra si parla di circa 35 gradi, una condizione non semplice per chi deve allenarsi, recuperare e poi competere ai massimi livelli.
Per questo, nelle ultime sedute, Sinner ha iniziato a provare una soluzione già utilizzata in altri sport: un gilet refrigerante, pensato per aiutare il corpo a mantenere una temperatura più stabile durante le pause.
Come funziona il gilet refrigerante
Il gilet refrigerante non viene indossato durante lo scambio o nelle fasi attive del gioco, ma nelle pause, quando il tennista deve recuperare dalle fatiche dell’allenamento. È uno strumento che ha già trovato spazio soprattutto nel ciclismo e negli sport legati ai motori, dove la gestione della temperatura corporea può diventare decisiva.
Il principio è semplice: il giubbotto aiuta ad assorbire parte del calore e contribuisce a mantenere più costante la temperatura del corpo. In giornate molto calde, questo può favorire un recupero più efficace tra una fase di lavoro e l’altra, riducendo lo stress termico accumulato durante l’attività.
Sotto il profilo termofisiologico, il gilet refrigerante agisce accelerando l'abbassamento della temperatura timpanica e ipotalamica attraverso il meccanismo della conduzione termica diretta.
Durante le pause di gioco, l'applicazione di elementi a cambio di fase (Phase Change Materials o PCM) sul tronco stabilizza il gradiente termico tra cute e nucleo profondo. Questo intervento contrasta la vasodilatazione periferica massiva e riduce l'estesa sudorazione compensatoria che porterebbe a una severa deplezione idroelettrolitica.
Mitigando l'iperafflusso ematico al compartimento cutaneo (skin blood flow), il sistema preserva la gittata cardiaca e la frazione di eiezione sistolica, mantenendo un'adeguata perfusione d'organo e ottimizzando l'ossigenazione ai muscoli scheletrici sotto sforzo.
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Secondo quanto emerso dai primi allenamenti, i riscontri per Sinner sarebbero positivi. Il tennista sta utilizzando anche altri piccoli accorgimenti, come il sacchetto di ghiaccio appoggiato sulla testa ogni volta che è possibile, sempre con l’obiettivo di abbassare la temperatura e trovare un po’ di sollievo tra una sessione e l’altra.
Dopo Parigi, massima attenzione ai parametri fisici
L’episodio del Roland Garros ha spinto lo staff di Sinner a monitorare con ancora più cura ogni dettaglio legato alla condizione fisica. Nelle ultime settimane, durante gli allenamenti, il tennista aveva indossato anche un cerotto con sensore glicemico sul braccio, uno strumento solitamente utilizzato da chi soffre di diabete per controllare i livelli di glucosio nel sangue.
Nel suo caso, l’obiettivo era verificare l’andamento dei valori glicemici e tenere sotto controllo i parametri collegati alle energie disponibili durante lo sforzo. Non si tratta quindi di un singolo intervento isolato, ma di un approccio più ampio alla prevenzione dei cali fisici, soprattutto in condizioni climatiche difficili.
Il caldo, nel tennis, non incide solo sulla resistenza. Può influenzare lucidità, recupero, idratazione, capacità di mantenere intensità e risposta muscolare. Per un giocatore che arriva a Wimbledon con il peso del titolo da difendere, ogni margine di controllo può diventare importante.
Il test contro Norrie e l’avvicinamento al debutto
La scelta di scendere in campo contro Norrie nel pieno del pomeriggio, sfidando anche le temperature elevate, rientra in questa preparazione. Non era solo un test tecnico o agonistico, ma anche una prova di adattamento alle condizioni che Sinner potrebbe trovare durante il torneo.
L’esordio a Wimbledon è previsto per lunedì 29 giugno alle 14.30 sul Centrale, come da tradizione per i campioni in carica. Prima, però, venerdì 26 giugno, verrà sorteggiato l’avversario del primo turno.
In questo percorso di avvicinamento, il gilet refrigerante rappresenta un elemento in più nella gestione del corpo e delle energie. Non cancella le difficoltà del caldo, ma può aiutare a contenerne gli effetti. Per Sinner e il suo staff, l’obiettivo è chiaro: arrivare al debutto nelle migliori condizioni possibili, lasciandosi alle spalle il malessere di Parigi e affrontando Wimbledon con maggiore controllo anche sul piano fisico.
Fonti:
Sport Mediaset - Sinner testa un nuovo antidoto contro il caldo: in campo col gilet refrigerante