Sette giorni di digiuno cambiano profondamente il corpo umano, secondo uno studio

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 18 Maggio, 2026

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Restare senza cibo per diversi giorni non porta soltanto il corpo a bruciare grassi. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Metabolism, il digiuno prolungato attiva una serie di trasformazioni biologiche molto più ampie, che coinvolgono metabolismo, sistema immunitario, cervello e numerosi altri organi.

La ricerca, guidata da scienziati della Queen Mary University of London e della Norwegian School of Sports Sciences, offre una delle analisi più dettagliate mai realizzate sugli effetti molecolari del digiuno estremo nel corpo umano.

Cosa succede al corpo durante il digiuno

Quando il cibo manca, l’organismo smette progressivamente di utilizzare il glucosio proveniente dai pasti e passa a sfruttare le riserve di grasso come fonte principale di energia. Questo meccanismo è noto da tempo ed è alla base dell’interesse crescente verso il digiuno intermittente e altre pratiche alimentari simili.


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Per capire però cosa accade realmente all’interno del corpo durante un digiuno prolungato, i ricercatori hanno monitorato 12 volontari sani sottoposti a un digiuno di sette giorni consumando esclusivamente acqua.

Durante lo studio sono stati raccolti campioni di sangue quotidiani prima, durante e dopo il digiuno. Utilizzando tecnologie avanzate di proteomica, gli scienziati hanno analizzato circa 3.000 proteine presenti nel sangue, osservando come cambiavano nel tempo.

I cambiamenti più importanti arrivano dopo il terzo giorno

Come previsto, il corpo ha iniziato rapidamente a utilizzare i grassi come carburante entro i primi due o tre giorni senza cibo.

I partecipanti hanno perso in media 5,7 chilogrammi, comprendendo sia massa grassa sia tessuto magro. Dopo tre giorni di alimentazione normale successivi al digiuno, gran parte della massa magra persa è stata recuperata, mentre una parte significativa del grasso perso è rimasta ridotta.

Secondo i ricercatori, però, l’aspetto più interessante riguarda il momento in cui il corpo sembra entrare in una sorta di “nuova modalità biologica”.

Le modifiche più profonde nelle proteine circolanti non sono apparse subito, ma sono diventate evidenti soprattutto dopo circa 72 ore senza calorie.

Più di un terzo delle proteine analizzate ha mostrato variazioni significative. Alcune delle modifiche più marcate riguardavano proteine collegate alla cosiddetta matrice extracellulare, struttura fondamentale che sostiene tessuti e organi, inclusi i neuroni cerebrali.

Gli studiosi hanno inoltre osservato che le risposte biologiche erano sorprendentemente simili tra tutti i partecipanti, suggerendo che il corpo segua un programma altamente coordinato durante il digiuno prolungato.

Possibili benefici, ma anche rischi

I dati raccolti suggeriscono possibili effetti favorevoli su alcuni processi associati a infiammazione, metabolismo e rischio di malattie croniche. Sono emersi anche segnali legati a strutture proteiche coinvolte nel supporto del cervello.

Secondo gli autori, questi risultati potrebbero aiutare in futuro a sviluppare trattamenti capaci di imitare alcuni effetti del digiuno senza costringere le persone a smettere completamente di mangiare per giorni.

Allo stesso tempo, i ricercatori invitano alla prudenza. Il digiuno prolungato non è privo di rischi e può causare disidratazione, squilibri elettrolitici, perdita muscolare, vertigini e complicazioni soprattutto in persone con diabete, malattie cardiovascolari o altre condizioni croniche.

Altri studi citati nella ricerca hanno inoltre osservato possibili aumenti temporanei dell’infiammazione e modifiche nei processi di coagulazione del sangue durante digiuni estremi.

Perché lo studio interessa i ricercatori

Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente gli studiosi riguarda proprio il “fattore tempo”. Molti protocolli alimentari popolari si basano su finestre di digiuno relativamente brevi, ma questo studio suggerisce che alcuni dei cambiamenti biologici più profondi potrebbero comparire soltanto dopo vari giorni di restrizione calorica totale.

Secondo gli autori, capire meglio questi meccanismi potrebbe aprire nuove strade nella ricerca su invecchiamento, malattie metaboliche, infiammazione e salute neurologica.

Per ora, però, gli esperti ribadiscono che digiuni così lunghi non dovrebbero essere affrontati senza supervisione medica.

FONTI:

ScienceDaily - Scientists reveal how seven days of fasting transforms the human body

Nature Metabolism - Systemic proteome adaptions to 7-day complete caloric restriction in humans

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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