Sembra assurdo, ma annusare cioccolato può migliorare l’allenamento a digiuno

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 09 Agosto, 2026

Del cioccolato

Annusare del cioccolato tra una serie e l’altra potrebbe influenzare la prestazione fisica, almeno quando ci si allena a digiuno. È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Physiology, nel quale un gruppo di uomini moderatamente allenati ha completato più ripetizioni alla leg extension dopo essere stato esposto all’odore del cioccolato.

L’effetto più evidente è stato osservato con il cioccolato fondente al 90% di cacao. Rispetto alla condizione di controllo con semplice acqua, i partecipanti hanno eseguito in media circa 18 estensioni delle gambe in più. Con l’odore del cioccolato al latte al 60% di cacao, l’aumento è stato invece di circa nove ripetizioni.

Il dato più curioso è che il carico utilizzato non cambiava e i volontari non riferivano una maggiore sensazione di fatica. In altre parole, riuscivano a fare più lavoro senza percepire l’esercizio come più duro.

Lo studio su 23 uomini a digiuno da almeno 10 ore

La ricerca ha coinvolto 23 uomini moderatamente allenati, tutti nella prima parte dell’età adulta. Ogni partecipante arrivava in laboratorio dopo aver evitato il cibo per almeno 10 ore.

Durante tre visite separate, gli uomini eseguivano serie di leg extension fino all’esaurimento, cioè fino a non riuscire più a completare correttamente il movimento. Prima dell’esercizio e tra una serie e l’altra, un ricercatore avvicinava al naso una soluzione preparata al momento.

Le tre condizioni prevedevano l’odore di cioccolato fondente al 90%, cioccolato al latte al 60% oppure acqua, utilizzata come confronto neutro.


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Secondo Mohamed Nashrudin bin Naharudin, docente della University of Malaya e autore senior dello studio, il risultato suggerisce un possibile effetto psicobiologico: l’aumento delle ripetizioni non era accompagnato da un incremento della percezione dello sforzo.

Il fondente sembra ridurre la fame

I due tipi di cioccolato non hanno prodotto esattamente gli stessi effetti. Prima dell’allenamento, i partecipanti valutavano fame, sazietà e desiderio di mangiare attraverso apposite scale.

Dopo l’esposizione all’odore del cioccolato fondente, riferivano meno fame, una maggiore sensazione di pienezza e un desiderio di cibo più debole. Il cioccolato al latte, invece, non modificava in modo evidente questi parametri.

Quest’ultimo veniva però giudicato come più piacevole rispetto al fondente e all’acqua.

I ricercatori ipotizzano quindi due meccanismi differenti. L’aroma intenso e amaro del fondente potrebbe funzionare come un segnale appreso associato a un alimento ricco e saziante, inducendo il corpo a entrare in una sorta di stato anticipatorio. L’odore più dolce del cioccolato al latte potrebbe invece agire maggiormente attraverso i circuiti della ricompensa e del piacere.

Sono però interpretazioni, non meccanismi dimostrati direttamente.

Il corpo reagisce al cibo anche prima del primo boccone

La possibilità che un semplice odore produca effetti fisiologici non è del tutto nuova. La vista e l’aroma degli alimenti possono attivare la cosiddetta fase cefalica della digestione, cioè una serie di risposte che iniziano ancora prima che il cibo raggiunga lo stomaco.

L’organismo può anticipare il pasto modificando salivazione, secrezioni gastriche e alcuni segnali ormonali. Inoltre, l’olfatto è strettamente collegato ad aree cerebrali coinvolte nella fame, nelle emozioni e nella ricompensa.

Secondo gli autori, questi circuiti potrebbero avere influenzato il modo in cui i partecipanti affrontavano l’esercizio, nonostante non avessero assunto calorie.

Il risultato ricorda in parte un altro fenomeno già studiato nello sport: il risciacquo della bocca con bevande contenenti carboidrati, senza poi ingerirle. In alcune condizioni, soprattutto a digiuno, questa strategia è stata associata a un miglioramento della prestazione, probabilmente attraverso segnali sensoriali diretti al cervello.

Un possibile aiuto per chi si allena prima di colazione

Molte persone si allenano a stomaco vuoto, per scelta o semplicemente perché preferiscono fare esercizio al mattino prima della colazione. In alcuni casi, però, il digiuno può rendere la seduta più difficile e ridurre la quantità di lavoro completata.

L’idea di utilizzare un aroma alimentare come piccolo stimolo sensoriale è quindi interessante proprio perché non richiede l’assunzione di calorie.

Nel test, l’odore del cioccolato fondente è stato associato alla maggiore differenza nella prestazione: circa 18 ripetizioni aggiuntive rispetto all’acqua. Il cioccolato al latte ha prodotto un vantaggio più contenuto, pari a circa nove.

I limiti dello studio sono importanti

I risultati devono però essere interpretati con molta cautela. Il campione era composto da appena 23 persone, tutte uomini e relativamente giovani. È quindi impossibile sapere se lo stesso effetto si presenti nelle donne, negli adulti più anziani, nei principianti o negli atleti di alto livello.

Inoltre è stato testato un solo esercizio, la leg extension. Non sappiamo se annusare cioccolato possa migliorare una sessione completa, esercizi complessi come squat e stacchi oppure attività di resistenza.

Lo studio non ha neppure misurato direttamente attività cerebrale, ormoni o altri parametri fisiologici capaci di spiegare il meccanismo. L’ipotesi che l’effetto nasca soprattutto nel cervello resta quindi plausibile, ma non ancora dimostrata.

Il cioccolato è speciale oppure funzionano altri odori?

La domanda successiva è proprio questa. Secondo i ricercatori, non è detto che il cioccolato possieda una caratteristica unica. Potrebbe funzionare perché è un alimento molto riconoscibile, fortemente associato a piacere, energia e ricompensa.

Altri odori familiari potrebbero produrre effetti simili, ma serviranno nuovi studi.

Per ora, il risultato resta circoscritto: in un piccolo gruppo di uomini allenati e a digiuno, annusare cioccolato, soprattutto fondente, ha aumentato il numero di ripetizioni completate senza aumentare la fatica percepita.

Fonti:

PMC - Endocrine Cephalic Phase Responses to Food Cues: A Systematic Review

Ultimo aggiornamento – 10 Luglio, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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