Sanità pubblica, cresce l’allarme: per il 46% degli italiani il diritto alla salute non è davvero garantito

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 05 Marzo, 2026

Liste d'attesa in ospedale.

Il Servizio sanitario nazionale incarna uno dei pilastri fondamentali del welfare italiano. Tuttavia, per una quota crescente di cittadini, il diritto alla salute rischia di rimanere un principio formale più che una garanzia concreta.

A indicarlo è un’indagine condotta da Euromedia Research, presentata a Roma durante l’ottava edizione dell’“Investing for Life Health Summit”. 

Il dato più significativo riguarda la percezione diffusa tra la popolazione: il 46% degli italiani ritiene che il diritto alla salute non sia oggi pienamente soddisfatto.

Un segnale che riguarda la qualità dei servizi sanitari e il funzionamento complessivo del sistema di accesso alle cure.

Ma cosa significa davvero?

Liste d’attesa: la principale preoccupazione sanitaria

Tra le criticità più sentite emerge con chiarezza il tema delle liste d’attesa, percepite come la principale emergenza sanitaria del Paese.


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Secondo l’indagine, l’intervento per ridurre i tempi di accesso a visite ed esami è considerato prioritario dal 58% degli italiani, sebbene il dato sia leggermente inferiore rispetto al 62% registrato nel 2024.

La difficoltà di ottenere prestazioni sanitarie in tempi adeguati rappresenta infatti uno degli ostacoli più concreti alla prevenzione e alla diagnosi precoce, con potenziali ripercussioni anche sulla gestione delle malattie croniche e sull’equità dell’assistenza.

Accanto alle liste d’attesa, gli italiani segnalano altre criticità strutturali del sistema sanitario. Vediamole:

  • pronto soccorso e servizi di emergenza, indicati come priorità dal 38% degli intervistati;
  • assistenza ospedaliera, considerata un nodo centrale dal 25%;
  • disomogeneità territoriali nell’accesso alle cure, percepite come un problema crescente.

Questi dati suggeriscono una preoccupazione diffusa per la capacità del sistema sanitario di rispondere in modo tempestivo e uniforme ai bisogni di salute della popolazione.

Un sistema sanitario diseguale

L’indagine mette inoltre in evidenza una percezione sempre più marcata di disuguaglianza territoriale.


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Le valutazioni più positive sul funzionamento della sanità pubblica si concentrano infatti soprattutto in alcune regioni del Nord, tra cui Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, mentre in altre aree del Paese il giudizio appare più critico.

Questo squilibrio contribuisce ad alimentare l’idea di un sistema sanitario non pienamente uniforme, dove la qualità dell’assistenza può variare sensibilmente a seconda del territorio di residenza.

Il giudizio complessivo degli italiani sul Servizio sanitario nazionale riflette questa ambivalenza: il voto medio assegnato è 5,74 su 10, segno di una fiducia ancora presente ma accompagnata da quello che é un crescente senso di insoddisfazione.

Investimenti, ricerca e governance: i nodi del sistema

Secondo i risultati dell’indagine, molti cittadini percepiscono anche una carenza di risorse dedicate alla sanità.

Il 38% degli intervistati ritiene infatti che l’Italia investa meno della media europea nel settore sanitario, mentre cresce la richiesta di un ruolo più incisivo dello Stato nel garantire standard di assistenza uniformi sul territorio nazionale.

Allo stesso tempo, emerge una forte consapevolezza del valore della ricerca scientifica: il 44% degli italiani considera molto importante il contributo della ricerca e sviluppo dell’industria farmaceutica nella lotta contro le principali malattie.

Liste d’attesa e diritto alla salute: una questione sempre più urgente

Il tema delle liste d’attesa è tornato al centro del dibattito politico e sanitario anche con l’intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha ricordato l’introduzione di una legge specifica per affrontare il problema.

Secondo il ministro, il provvedimento prevede misure concrete per ridurre i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, la cui attuazione spetta però alle Regioni.

Resta tuttavia evidente come il nodo delle liste d’attesa non rappresenti soltanto un problema organizzativo, ma una questione di salute pubblica: quando l’accesso alle cure si allunga o diventa incerto, l’efficacia stessa della prevenzione e delle terapie rischia di indebolirsi.

In questo scenario, il dato emerso dall’indagine (quasi un italiano su due convinto che il diritto alla salute non sia pienamente garantito)  assume il valore di un campanello d’allarme per l’intero sistema sanitario e per il Paese.


Fonti:

Ansa - Italiani preoccupati per liste d'attesa, per 46% diritto alla salute non soddisfatto

 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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