Proteine ovunque, ma non sempre servono davvero: cosa dice il nuovo studio sui prodotti “high protein”

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 14 Giugno, 2026

I cibi contenenti proteine

Barrette, snack, polveri per frullati, biscotti arricchiti e bevande “high protein” sono ormai presenti in qualunque supermercato. Negli ultimi anni il mercato ha trasformato le proteine in una sorta di parola chiave del benessere, spesso usata per suggerire prodotti più sani, più sazianti o più utili per dimagrire.

Il ruolo delle proteine nella salute è reale e non viene messo in discussione. Sono composte da aminoacidi e partecipano a funzioni fondamentali dell’organismo, dal mantenimento della massa muscolare al metabolismo energetico, fino al corretto funzionamento del sistema immunitario.

Il punto, secondo un nuovo lavoro pubblicato su Critical Reviews in Food Science and Nutrition, è che alcune affermazioni molto diffuse sui benefici delle diete iperproteiche meritano di essere valutate con maggiore attenzione.

Non conta solo quanta proteina c’è

Lo studio nasce da un workshop internazionale organizzato dalla Indiana University School of Public Health-Bloomington, che ha riunito più di 20 esperti di nutrizione proteica. Uno dei temi principali riguarda la qualità delle proteine, non soltanto la quantità indicata in grammi sulle etichette.

I ricercatori ricordano che le proteine non sono tutte uguali. Cambiano composizione in aminoacidi, digeribilità e biodisponibilità, cioè la quota che il corpo riesce effettivamente a utilizzare.


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Il metodo chiamato DIAAS, usato per valutare la qualità proteica, tende ad assegnare punteggi più alti alle fonti animali rispetto a molte fonti vegetali. Questo però non significa che le proteine vegetali non siano utili, ma che vanno considerate nel contesto complessivo della dieta.

Proteine e dimagrimento: un tema più complesso

Gli esperti hanno rivalutato anche il rapporto tra proteine, perdita di peso e mantenimento della massa magra. Secondo il documento, assumere più proteine rispetto alla raccomandazione minima di 0,8 grammi per chilo di peso corporeo al giorno può aiutare a preservare la massa muscolare durante una dieta ipocalorica.

Tuttavia il beneficio maggiore sembra dipendere dal mantenere un apporto adeguato in rapporto al peso corporeo, non semplicemente dall’aggiungere una quantità fissa, come 20 grammi in più al giorno, senza considerare il resto dell’alimentazione.

Lo studio segnala inoltre che diete troppo povere di proteine rispetto a grassi e carboidrati possono portare alcune persone ad assumere più calorie totali, nel tentativo di raggiungere il proprio fabbisogno proteico.

La sazietà non è così automatica

Un’altra idea messa in discussione riguarda la convinzione che le proteine siano sempre il nutriente più saziante. Gli autori spiegano che le prove disponibili non bastano per trarre una conclusione così netta.

L’appetito è influenzato da molti fattori: biologia individuale, ambiente, abitudini, cultura alimentare e aspettative personali.

In altre parole, una barretta proteica non garantisce automaticamente più sazietà o un miglior controllo del peso. Il tipo di alimento, la composizione complessiva del pasto e il contesto in cui si mangia possono fare una grande differenza.

Il problema delle etichette “high protein”

Il mercato dei prodotti proteici è cresciuto rapidamente. Nel 2025 gli americani hanno speso circa 50 miliardi di dollari in snack proteici, e secondo alcune stime la cifra potrebbe raddoppiare entro il 2032.

Il rischio, secondo gli esperti, è che molte persone associno automaticamente la parola “proteine” a un alimento sano. In realtà alcuni prodotti, come barrette e snack arricchiti, possono contenere anche dolcificanti artificiali, coloranti, zuccheri o ingredienti molto processati.

Per questo i nutrizionisti invitano a leggere l’intera etichetta, non solo il numero di grammi di proteine.

L’equilibrio resta la scelta più sensata

Fonti proteiche come uova, latte, pollo, tacchino, tofu, quinoa, lenticchie, ceci, fagioli, avena, arachidi e mandorle possono far parte di una dieta equilibrata. Ma gli esperti ricordano che le proteine non devono diventare l’unico obiettivo.

Per chi fa sport, ad esempio, eliminare o ridurre troppo i carboidrati può portare a cali di energia, stanchezza, voglia di zuccheri e peggioramento delle prestazioni. Lo studio, insomma, vuol dire che le proteine sono importanti, ma non trasformano automaticamente un alimento in una scelta salutare.

La priorità resta costruire una dieta varia, con fonti proteiche di qualità, carboidrati adeguati, grassi utili e abbastanza fibre. Il resto, soprattutto quando arriva in confezioni molto pubblicizzate, va valutato con più attenzione.

Fonti:

  • Bored Panda - New Study Exposes Problem With Protein Products As Experts Warn Labels May Mislead Consumers About Benefits
  • PubMed - Adverse Effects Associated with Protein Intake above the Recommended Dietary Allowance for Adults

Ultimo aggiornamento – 10 Giugno, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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