Pesce spada surgelato ritirato: trovato mercurio oltre i limiti (attenzione al lotto)

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Alessandra Familari
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Data articolo – 15 Aprile, 2026

Tranci di pesce spada surgelato.

Sul sito del Mistero della Salute è stato diffuso il richiamo di un lotto di pesce spada surgelato.

Si tratta di un marchio molto diffuso e conosciuto, il cui lotto è stato ritirato per un rischio chimico legato alla presenza di mercurio oltre i limiti consentiti. 

Vediamo quali sono i rischi dell’assunzione di mercurio, e i sintomi cui prestare attenzione per tutelare la salute.

Ecco tutti i dettagli su lotto, marchio e indicazioni per i consumatori.

Pesce spada surgelato ritirato: il lotto e il marchio incriminati

Il richiamo interessa il pesce spada surgelato. 


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Vediamo di quale marchio si tratta, il lotto, e tutte le informazioni necessarie per identificarlo:

  • Denominazione: pesce spada; 
  • Tipologia: prodotto surgelato; 
  • Marchio: Surgelati Italpesca; 
  • Operatore: Italpesca s.a.s. di Gerardo Cozzolino & C.; 
  • Stabilimento di produzione: Acerra (Napoli), Zona ASI – Via delle Industrie 126; 
  • Bollo sanitario: IT U3T43 UE; 
  • Lotto: 81/25; 
  • Termine minimo di conservazione (TMC): 01/10/2027; 
  • Quantità interessata: circa 920 kg. 

Il provvedimento è stato disposto in via precauzionale per tutelare la salute pubblica.

Mercurio oltre i limiti nel pesce spada surgelato: quali sono i rischi

La causa del richiamo è la presenza di mercurio in concentrazioni superiori ai limiti di legge. Si tratta di un metallo pesante che può accumularsi nei tessuti, soprattutto nei grandi pesci predatori come il pesce spada.

Il pesce spada, essendo un grande predatore al vertice della catena alimentare, è purtroppo un "bersaglio" naturale per l'accumulo di metalli pesanti.

L’esposizione al mercurio, soprattutto se prolungata o elevata, può avere effetti sul sistema nervoso e risultare particolarmente rischiosa per alcune categorie di popolazione.

Mercurio nel pesce spada: quali sono i rischi per la salute

Il consumo di alimenti contaminati da mercurio può comportare una complessa molteplicità di conseguenze. Vediamo quali:

  • disturbi neurologici (come formicolii, tremori, difficoltà di coordinazione); 
  • alterazioni sensoriali (vista, udito, linguaggio); 
  • effetti sullo sviluppo neurologico nei bambini; 
  • rischi aumentati in gravidanza per il feto. 

In virtù di tale motivo, si raccomanda particolare attenzione per donne in gravidanza, bambini e soggetti più vulnerabili.

Pesce spada surgelato: cosa fare se si ha questo prodotto in casa

Chiunque abbia acquistato il lotto segnalato è invitato a non consumarlo.

Vediamo, dunque, le indicazioni ufficiali da seguire per tutelare la salute:

  • non consumare il prodotto; 
  • restituirlo al punto vendita dove è stato acquistato; 
  • seguire eventuali indicazioni fornite dal rivenditore. 

Il richiamo rientra nelle misure preventive adottate per ridurre al minimo i rischi per i consumatori.

Si rivela di sostanziale importanza seguire le indicazioni della autorità competenti e degli esperti, sicché, anche quando il rischio non si è ancora tradotto in casi clinici, queste segnalazioni permettono di intervenire tempestivamente, evitando esposizioni potenzialmente dannose.

In questo caso, la presenza di un contaminante invisibile come il mercurio rende ancora più importante verificare il prodotto eventualmente conservato in freezer e attenersi alle indicazioni per non incorrere in rischi per la salute.


Fonti:

Ministero della Salute - Richiamo alimentare di pesce spada surgelato

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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