Morbo di Crohn: il futuro della prevenzione è in un vaccino?

Arianna Bordi | Autrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 16 Gennaio, 2026

Analisi delle provette in un ambulatorio ospedaliero. Laboratorio moderno per analisi del sangue

I ricercatori del Sinai Health e dell'Università di Toronto hanno dimostrato che un esame del sangue può prevedere la malattia di Crohn anni prima che si manifestino i sintomi, aprendo le porte a una diagnosi precoce e, potenzialmente, alla prevenzione.

Scopriamo di più.

Il legame tra batteri e sistema immunitario

La malattia di Crohn è una condizione infiammatoria cronica del tratto gastrointestinale che causa sintomi digestivi persistenti, dolore e affaticamento, influenzando significativamente la qualità della vita; la sua incidenza tra i bambini è raddoppiata dal 1995 e i tassi continuano a salire.

Il test misura la risposta immunitaria di una persona alla flagellina, una proteina presente nei batteri intestinali e i risultati evidenziano l'interazione tra i batteri intestinali e le risposte del sistema immunitario come un passaggio critico nello sviluppo della malattia.

Secondo il team di ricerca la presenza di anticorpi anti-flagellina molto prima della comparsa dei sintomi suggerisce che questa reazione immunitaria possa contribuire a scatenare l'insorgenza della malattia, piuttosto che esserne una conseguenza.


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Approfondire questo aspetto potrebbe portare a una migliore comprensione della fase precoce della malattia e potrebbe aprire la strada a nuovi approcci per prevedere, prevenire e curare la patologia.

Il Progetto GEM: studiare le fasi pre-malattia

La ricerca fa parte del Genetic, Environmental and Microbial (GEM) Project, una coorte globale di oltre 5.000 parenti di primo grado sani di persone affette da Crohn e dal 2008 il progetto raccoglie dati genetici, biologici e ambientali.

Ad oggi 130 partecipanti hanno sviluppato il Crohn, offrendo ai ricercatori la rara opportunità di studiare le primissime fasi pre-malattia.

In precedenza il team aveva scoperto che molto prima dello sviluppo della malattia può comparire una risposta immunitaria infiammatoria che colpisce i batteri intestinali.

Se negli individui sani i batteri coesistono pacificamente, nel Crohn il sistema immunitario sembra montare una risposta anomala contro microbi normalmente benefici.

Ecco i dettagli:

  • il campione: su 381 parenti analizzati, 77 hanno sviluppato la malattia nel tempo;
  • l'indicatore: oltre un terzo di chi si è ammalato (28 persone) presentava livelli elevati di anticorpi già anni prima;

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  • il fattore ambientale: la risposta immunitaria è risultata particolarmente forte tra fratelli, confermando l'importanza dell'ambiente condiviso;
  • il vantaggio temporale: il test ha permesso di prevedere la malattia con una media di due anni e mezzo di anticipo rispetto alla diagnosi ufficiale.

Verso un vaccino preventivo?

I ricercatori hanno inoltre confermato che questa risposta pre-malattia alla flagellina dei batteri Lachnospiraceae era associata a:

  • infiammazione intestinale;
  • disfunzione della barriera intestinale.

Occorre sottolineare che l'intervallo tipico tra il prelievo di sangue e la diagnosi di Crohn è stato di circa due anni e mezzo.

Come sottolineato dal Professor Sun-Ho Lee: "Abbiamo scoperto che questa risposta immunitaria è guidata da un dominio conservato della proteina flagellina. Ciò apre alla possibilità di progettare un vaccino mirato per prevenire la malattia in individui selezionati ad alto rischio".

Fonti:

Clinical Gastroenterology and Hepatology - Serum IgG Response to a Conserved Domain of Commensal Flagellins Predicts Future Risk of Crohn’s Disease in First-degree Relatives

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