Lo stress da lavoro potrebbe essere contrastato più dal sonno che dall’attività fisica, secondo uno studio

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 15 Maggio, 2026

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Quando si parla di stress lavorativo, i consigli più comuni sono quasi sempre gli stessi: fare più attività fisica, mangiare meglio, dormire di più e ridurre le cattive abitudini. Ma una nuova ricerca canadese suggerisce che non tutte queste strategie abbiano lo stesso peso quando si tratta di proteggere davvero la salute dagli effetti dello stress cronico.

Lo studio, pubblicato da ricercatori di diverse università canadesi, ha analizzato i dati raccolti nell’arco di dieci anni su 2.871 lavoratori. L’obiettivo era capire se alcune abitudini fuori dall’ambiente di lavoro potessero attenuare l’impatto dello stress sulla salute generale nel lungo periodo.

I ricercatori hanno preso in esame cinque fattori principali: alimentazione, esercizio fisico, qualità del sonno, consumo di alcol e frequenza del fumo. I risultati, però, si sono rivelati meno lineari rispetto a quanto spesso viene raccontato nei programmi dedicati al benessere.

Il sonno è risultato il fattore più importante

Tra tutte le abitudini analizzate, la qualità del sonno è emersa come il fattore più associato a una maggiore protezione dagli effetti negativi dello stress lavorativo. Secondo gli autori, dormire bene aiuta il cervello a recuperare, migliora la regolazione emotiva e sostiene la capacità di mantenere anche altre abitudini salutari.


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Per questo motivo il sonno viene descritto non semplicemente come “una buona abitudine”, ma quasi come una base necessaria per affrontare periodi di pressione prolungata.

Anche l’alimentazione ha mostrato un effetto positivo. Una dieta più equilibrata sembrava infatti aiutare i partecipanti a mantenere migliori riserve fisiche e psicologiche durante le fasi di stress continuo.

L’esercizio fisico aiuta, ma non nel modo previsto

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda l’attività fisica. Fare esercizio era comunque associato a una salute generale migliore, ma non sembrava ridurre direttamente gli effetti dello stress lavorativo quanto il sonno o l’alimentazione.

I ricercatori sottolineano che questo non significa che allenarsi sia inutile. Piuttosto, suggerisce che “essere in salute” e “essere protetti dallo stress” potrebbero non essere esattamente la stessa cosa. L’esercizio fisico potrebbe migliorare il benessere generale senza però funzionare come barriera specifica contro il carico mentale e psicologico del lavoro cronico.

Il dato sull’alcol ha sorpreso i ricercatori

Anche il consumo di alcol ha mostrato un risultato particolare, che gli stessi autori invitano a interpretare con cautela. Le persone che bevevano meno riportavano generalmente uno stato di salute migliore. Tuttavia, nei soggetti con basso consumo di alcol, il legame tra forte stress lavorativo e peggior salute appariva più marcato rispetto a chi dichiarava di bere più frequentemente.

Gli studiosi precisano che questo non significa affatto che l’alcol protegga dagli effetti dello stress. Anzi, chi beveva più spesso riportava comunque condizioni di salute peggiori. Secondo i ricercatori, il dato potrebbe dipendere da altri fattori non completamente analizzati nello studio, come precedenti problemi di salute o differenti strategie personali di gestione dello stress.

Il problema resta l’organizzazione del lavoro

Gli autori insistono però su un punto centrale: le abitudini personali non possono compensare ambienti di lavoro strutturati male. Carichi eccessivi, comunicazioni continue fuori orario, turni imprevedibili e assenza di reali momenti di recupero restano fattori che incidono profondamente sulla salute.

Per questo motivo lo studio sottolinea che il benessere individuale non dovrebbe diventare un modo per spostare tutta la responsabilità sui lavoratori. Dormire meglio o mangiare bene può aiutare, ma non risolve un’organizzazione lavorativa pensata in modo poco sostenibile.

Secondo i ricercatori, le aziende dovrebbero facilitare concretamente il recupero psicofisico dei dipendenti, limitando comunicazioni fuori orario, garantendo pause reali e costruendo ritmi di lavoro meno usuranti nel lungo periodo.

FONTI

ScienceAlert - One Habit May Protect You From Work Stress More Than Exercise, Study Says

The Conversation - Sleep and diet may matter more than exercise for buffering the health toll of chronic stress

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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