Inquinamento e clima minacciano il cuore: 20 milioni di morti l’anno? Qualcosa deve cambiare

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 05 Marzo, 2026

Una bambina ammalata di fianco in una città inquinata.

Le malattie cardiovascolari dipendono meramente da colesterolo, pressione o stile di vita?

Secondo un nuovo documento delle principali società cardiologiche internazionali, anche l’ambiente in cui si vive può trasformarsi in un potente fattore di rischio per il cuore.

Vediamo cosa significa davvero vivere nel mondo industrializzato, abitare nella società industriale senza freni: quali sono le conseguenze per la salute, e quali i fattori determinanti di essa?

Ecco cosa dicono le nuove evidenze su inquinamento e salute cardiovascolare.

Inquinamento, caldo estremo e città: i nuovi rischi per il cuore

Per anni la prevenzione cardiovascolare si è concentrata soprattutto sui fattori di rischio individuali: alimentazione, attività fisica, ipertensione, diabete o fumo. Oggi, però, la medicina osserva anche a ciò che circonda le persone.


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Un nuovo documento scientifico firmato congiuntamente da European Society of Cardiology, American College of Cardiology, American Heart Association e World Heart Federation mette infatti in evidenza un punto sempre più difficile da ignorare: i fattori ambientali stanno diventando un determinante centrale della salute cardiovascolare.

Il lavoro, pubblicato simultaneamente su diverse riviste cardiologiche internazionali, evidenzia come inquinamento atmosferico, stress ambientale urbano e cambiamenti climatici possano contribuire in modo significativo allo sviluppo di malattie cardiache e metaboliche.

Secondo gli autori, gli stress ambientali sarebbero coinvolti in circa 20 milioni di morti ogni anno, legate a patologie come cardiopatia ischemica, ictus, ipertensione e diabete di tipo 2.

Un dato che supera l’impatto di molti fattori di rischio tradizionali. L’inquinamento incarna uno dei principali nemici del sistema cardiovascolare

Tra i diversi fattori ambientali analizzati, l’inquinamento dell’aria rimane il più documentato.

Le stime citate nel documento indicano che tra 9 e 12,6 milioni di decessi annui nel mondo sarebbero attribuibili all’inquinamento. Una cifra che potrebbe essere persino sottostimata, perché non considera completamente l’impatto di alcune esposizioni emergenti, come la contaminazione da microplastiche o l’effetto combinato di diversi stress ambientali.

Oltre alle polveri sottili, tra i fattori più rilevanti per la salute cardiovascolare figurano diverse tipologie di inquinamento. Vediamo quali:

  • inquinamento acustico urbano;
  • inquinamento chimico e industriale;
  • esposizione alla luce artificiale notturna;
  • eventi climatici estremi come ondate di calore, incendi e alluvioni.

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Tutti elementi che agiscono sul sistema cardiovascolare attraverso infiammazione, stress ossidativo e alterazioni metaboliche.

Inquinamento e concetto di “esposoma”: la salute dipende dall’ambiente in cui viviamo

Per comprendere meglio questi effetti, i ricercatori utilizzano sempre più il concetto di esposoma.

Si tratta di un modello epidemiologico che considera l’insieme delle esposizioni ambientali accumulate nel corso della vita, piuttosto che analizzare un singolo fattore isolato.

In questa prospettiva, infrastrutture urbane, sistemi di trasporto, produzione energetica e gestione dei rifiuti diventano elementi chiave nella determinazione dei profili di rischio per la salute.

Il problema assume una dimensione ancora più urgente se si considera l’evoluzione demografica globale. Entro il 2050, infatti, circa il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città, ambienti dove diversi fattori di stress ambientale tendono ad accumularsi e interagire.

Anche il sistema sanitario ha un impatto sul clima

Il documento pone inoltre l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: l’impronta ambientale del sistema sanitario stesso.

Secondo le stime citate, oltre il 4% delle emissioni globali di gas serra è legato alle attività sanitarie. Anche alcune procedure cardiologiche, come angioplastica o bypass coronarico, comportano emissioni significative di CO₂.

Per questo le società scientifiche invitano a rafforzare strategie orientate alla prevenzione e alla sostenibilità, tra cui:

  • migliorare l’efficienza energetica delle strutture sanitarie;
  • ridurre plastica monouso e sprechi alimentari ospedalieri;
  • potenziare la prevenzione cardiovascolare per ridurre procedure invasive ad alto impatto ambientale.

Inquinamento e salute: una questione sanitaria sempre più urgente

Gli autori sottolineano inoltre che solo circa il 35% dei Paesi dispone oggi di sistemi di allerta precoce per le ondate di calore, uno degli eventi climatici più pericolosi per il sistema cardiovascolare.

La conclusione del documento è chiara: affrontare i determinanti ambientali della salute non è solo una questione ecologica, ma una priorità sanitaria globale.

In un mondo sempre più urbanizzato e climaticamente instabile, la prevenzione cardiovascolare non può più limitarsi alle scelte individuali. Deve includere politiche ambientali, pianificazione urbana e sistemi sanitari capaci di adattarsi alle nuove sfide.

Perché, come la scienza conferma proteggere il cuore, e dunque la salute complessiva, nasce, prima di ogni cosa, dalla protezione dall'ambiente che questo abita. 


Fonti:

Münzel T, Lüscher T, Kramer CM et al. Environmental stressors and cardiovascular health: acting locally for global impact in a changing world. Eur Heart J. 2026

 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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