In Finlandia, 43 asili nido hanno modificato radicalmente gli spazi esterni destinati ai bambini. Le superfici tradizionali, come gomma, ghiaia e plastica, sono state sostituite con elementi naturali: terra, sabbia, muschio, piante e porzioni di suolo forestale. L’obiettivo era aumentare il contatto quotidiano dei bambini con i microbi presenti nell’ambiente naturale.
In alcune strutture, come l’asilo Humpula di Lahti, gli spazi sono stati trasformati in piccoli ecosistemi. I bambini sono stati incoraggiati a scavare, toccare il terreno, utilizzare compost e interagire direttamente con materiali organici. In alcuni casi è stato introdotto anche terreno proveniente da foreste, ricco di vegetazione e microrganismi.
I risultati osservati in due anni
Lo studio, durato due anni e condotto dal Natural Resources Institute finlandese, ha coinvolto circa 75 bambini, confrontando quelli inseriti in ambienti “rinaturalizzati” con altri in contesti più tradizionali. I ricercatori hanno analizzato campioni di pelle, saliva e microbi intestinali, oltre ad alcuni indicatori immunitari nel sangue.
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I risultati hanno mostrato differenze rilevanti già dopo poche settimane. Nei bambini esposti a contesti più naturali è stata rilevata una riduzione di batteri associati a malattie, come lo Streptococcus, insieme a cambiamenti nel microbiota intestinale collegati a una minore infiammazione. Parallelamente è stato osservato un aumento delle cellule T regolatorie, fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario.
I campioni prelevati hanno mostrato un aumento della diversità delle proteoproteine sulla pelle e nell'intestino dei bambini che giocavano nella terra. In ecologia microbica, una maggiore diversità è sinonimo di resilienza: un microbiota vario occupa tutte le 'nicchie' disponibili, rendendo molto più difficile la colonizzazione da parte di batteri opportunisti come lo Streptococcus o lo Staphylococcus.
Nel complesso, questi bambini hanno mostrato risposte immunitarie più attive rispetto a quelli che giocavano su superfici artificiali.
Il legame con la biodiversità
Gli autori dello studio collegano questi risultati alla cosiddetta ipotesi della biodiversità. Secondo questa teoria, una ridotta esposizione ai microbi naturali durante l’infanzia può influire negativamente sullo sviluppo del sistema immunitario.
In ambienti troppo controllati o “sterili”, i meccanismi di regolazione immunitaria potrebbero non ricevere stimoli sufficienti. Questo, nel tempo, potrebbe contribuire all’aumento di condizioni come allergie o asma.
Non si tratta di considerare lo sporco come elemento benefico in sé, ma di riconoscere l’importanza della varietà di esposizione agli elementi naturali.
Un cambiamento nelle abitudini quotidiane
Oggi molti bambini trascorrono gran parte del tempo in ambienti chiusi o altamente controllati. Il contatto con suolo, piante e materiali naturali è più limitato rispetto al passato. In Finlandia, invece, si sta diffondendo un approccio educativo che prevede attività all’aperto durante tutto l’anno, indipendentemente dalle condizioni climatiche.
Questi programmi favoriscono un’interazione diretta e continua con l’ambiente naturale, integrando il gioco con l’esperienza sensoriale.
Il tema non riguarda solo la scuola. Alcuni ricercatori stanno introducendo il concetto di “città probiotiche”, ovvero ambienti urbani progettati per favorire la presenza di microbi benefici attraverso materiali e spazi più naturali.
L’esperimento finlandese rappresenta un primo esempio concreto di questa idea applicata su larga scala. Invece di limitarsi a ipotesi teoriche, è stato modificato l’ambiente e osservato ciò che accadeva nel tempo.
Un ritorno a condizioni più naturali
Per molti osservatori, i risultati non rappresentano una novità, ma piuttosto una conferma di pratiche già diffuse in passato. Generazioni precedenti sono cresciute a stretto contatto con terra, erba e ambienti naturali, senza particolari restrizioni.
La differenza è che oggi queste osservazioni vengono analizzate con strumenti scientifici, permettendo di misurare effetti concreti sul corpo.
I ricercatori sottolineano che lo studio non dimostra un rapporto diretto di causa ed effetto e che saranno necessari ulteriori approfondimenti per valutare gli effetti a lungo termine. Tuttavia, il quadro che emerge è coerente con altre ricerche sul tema.
L’attenzione si sposta quindi su una domanda più ampia: quanto gli ambienti moderni, progettati per essere puliti e controllati, influenzano lo sviluppo biologico dei bambini?
L’esperimento finlandese suggerisce che l’esposizione alla natura, soprattutto nelle fasi iniziali della vita, può avere effetti misurabili. In questo senso, il modo in cui vengono progettati gli spazi educativi e urbani potrebbe avere un ruolo più rilevante di quanto si pensasse finora.
FONTI
The Guardian - How a radical experiment to bring a forest into a preschool transformed children’s health
Yahoo! - Finland replaced artificial playground surfaces with natural elements like mud and soil — and the results surprised even researchers