Trovato l’enzima che dà la carica agli spermatozoi

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Alessia Di Nardo
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Data articolo – 21 Marzo, 2016

Molte volte, tra le principali cause di infertilità maschile, vi è la lentezza degli spermatozoi, che non riescono a correre verso l’ovulo.

Un importante passo in avanti nel combattere questo problema potrebbe essere determinato dalle ultime novità nel campo della ricerca scientifica.

Le nuove scoperte

La ricercatrice Melissa R. Miller, dell’Università della California, ha coordinato una ricerca volta a scoprire da cosa dipenda la velocità degli spermatozoi.

Tutto è partito dal fatto che, all’interno dell’apparato maschile, essi hanno poca capacità di movimento e non possono riuscire, da soli, a “correre” verso l’ovulo… hanno bisogno di una spinta!

Come ha dimostrato lo studio, questa spinta è data dal recettore dell’enzima ABHD2, situato sulla membrana esterna degli spermatozoi e al quale si attacca il progesterone, l’ormone rilasciato dall’ovulo.

I recettori si attivano quando si avvicinano all’ovulo e permettono alla coda dello spermatozoo di acquistare velocità e raggiungere l’ovulo.

A cosa servono questi risultati?

L’importanza di questa ricerca è data dal fatto che, in futuro, se si dovesse trovare un sistema in grado di bloccare questo enzima, si potrebbe arrivare a progettare dei contraccettivi utilizzabili sia dall’uomo che dalla donna, ossia “unisex”!

Altra importante conquista potrebbe essere costituita dal caso opposto: il potenziamento dell’enzima ABHD2.

Ciò permetterebbe, infatti, di escogitare un metodo per velocizzare gli spermatozoi e trovare, quindi, possibili cure per l’infertilità maschile.

 

 

 

 

 

 

 

 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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